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25.10.2007
Crederci sempre, arrendersi, me sa...
 
Dalle parti di chi la tivvù la guarda poco perché fa schifo, e male perché s'abbiocca, il reality prima maniera era stato visto con l'alibi dell'approccio sociologico verso l'interazione di qualche ominide in gabbia, sicché per giorni negli uffici si parlava solo degli addominali di Taricone, ma sempre con un che di profondo ad ammantare il gossip.
 
Poi come al solito, ci si è allargati di molto, la Bignardi s'è creduta una gran fica e col tacchetto è sorvolata in altri lidi, gli autori si son moltiplicati come le cavallette in tempi di sciagura e, tra disperati e tette rifatte, gay che dovevano fare i gay e burini che dovevano scofanasse le fettucine, artifizi, ricchi premi e cotillons, ce li hanno fatti talmente a peperini che l'appeal originario si è disciolto nel mare magnum della monnezza.continua...
scritto da alle ore 21:27 commenta    leggi commenti (2)
16.10.2007
Sotto la sabbia
 
E' autunno.
 
Cadono le foglie.
 
E mi è all'improvviso defunta la bilancia.
 
Ne hanno dato il triste annuncio le lancette sincronizzatesi all'improvviso, con testarda ostinazione, sull'anoressico segnale dei 35 chili, da cui non schiodano nonostante ci si siano lasciate le unghie sulla appopsita rotella, nella speranza di farle ritornare alla saggezza e allo zero.
Constatata l'impossibilità di aggiustare l'aggeggio, e verificata la difficoltà di operare ogni volta faticosi scorpori e complicate sottrazioni (specie quando ci si desta alle sei del mattino) per ottenere una parvenza di peso reale, ci si determinava per l'acquisto novello della bilancia nuova.
 
Purtuttavia, la decisione dell'acquisto è, ad oggi, rimandata a data da destinarsi, causa ragioni affettive, e purtroppo di codarda meschinità.
Le prime si ricollegano alla costanza con cui l'attrezzo ha segnato l'evolversi della panza lo scorso anno, quando il lievitare dei chili indicava la vita che cresceva e non il baratro che si apriva.
 
La seconda, è correlata invece ad un particolar vezzo della defunta; quello di indicare l'odioso responso decurtando, con complice magnanimità, la bellezza di due chili (diconsi due) dal rotondo totale.
Che poi, la differenza non la faceva poiché il valore dell'incremento (consueto) o decremento (sporadico e raro) rimaneva lo stesso valido ed indicativo; purtuttavia la visione di una realtà un tantino edulcorata rendeva l'inizio di giornata più dolce come la zolletta nel caffè.
 
E di codesti tempi, meglio una graziosa bugia...
scritto da alle ore 21:51 commenta    leggi commenti (2)
07.10.2007
Balocchi e balocchi
 

 

Pochi giorni fa la mia creatura è caduta per la prima volta dal letto.

Pare che l'evento costituisca una sorta di rito di iniziazione, attraverso il quale tutti passano con esiti di solito benigni, ma assai nefasti per gli anni di vita che, all'improvviso, si decurtano, e significativi per gli insegnamenti futuri che dall'accadimento si traggono.

Nel caso di specie, la creatura se ne stava interrogativa seduta per terra dinanzi al comodino, che osservava i dintorni interdetta dalla nuova prospettiva, mentre la madre veniva all'istante divorata dai sensi di colpa e sovrastata dalla profonda verità.

Che, come la pargola ha immediatamente seppellito anni ed anni di onesta ipocondria materna, soppiantandola con tutti i timori canonici, e anche di più, che si alimentano con la prima bollicina,  così l'attenzione per il di lei apparire ha sovrastato una naturale, di decennio in decennio evoluta e coltivata, propensione allo shopping puramente personale.continua...

scritto da alle ore 21:58 commenta    leggi commenti (3)
23.09.2007
Unico grande amore
 

 

 

Non c'ho più tempo

Roba che tra un po' divento come mio fratello, che dopo mesi e anni dal alncio si presenta intonando i ritornelli delle canzoni e dice "Te piace questa? E' nuova? De chi è?" con un'attualità sulle uscite discografiche da vera avanguardia. L'altro giorno è stata la volta del "Falco" di Gianluca Grignani.

Così arrivo sempre tardi, stavolta più di una settimana dopo la fine della mostra; la mostra della Roma.

Il quale evento, già pittoresco e aggregante di per sè, tra cimeli variegati e foto d'epoca, giovani virgulti e attempate panze romanesche sopraffatte dai ricordi, fra qualche tempo rimarrà personale ricordo della prima mostra cui si è recata la propria figlioletta, per indottrinarla, lei neanche unenne, all'arti e alle culture.

E chissà che mi dice, da grande, quando glielo ricordo, davanti alla truzzissima fotografia di lei pargoletta, appesa come una salamella, sotto all'effigie del Totti di "VI HO PURGATO ANCORA".

scritto da alle ore 21:34 commenta    leggi commenti (2)
18.09.2007
5 minuti
 
Da queste parti non si ha neanche il tempo di respirare (poi dice...vabbè), e chi fa un altro mestiere, capita ogni tanto, la pensi come te.
E così linki, che fai prima.
 
E, in poche parole, 'sta storia della "Casta" novello ""Codice da Vinci" dei poveracci che così si leggono un libro ogni 10 anni, dei sermoni dei predicatori improvvisati, non tiene conto di tante di quelle cose...
E soprattutto della conseguenza; Madonna, che palle!
scritto da alle ore 11:40 commenta    leggi commenti (0)
13.09.2007
Preghierina
 
Gentile utente,
 
benchè io sia pienamente conscia del tuo ruolo sovrano di mio signore e padrone a fronte della mia sempiterna fannullonaggine, e dunque sia predisposta alla supina accondiscendenza nei confronti di ogni tua qualsivoglia richiesta, sono ben pronta ad accoglierti con un sorriso, ovviamente al di fuori dell'orario di ricevimento di pubblico, e ad elargirti ogni delucidazione tu richieda, comprensiva di pillole di buon senso e di principi di diritto amministrativo.
 
Sono inoltre pianenamente consapevole che ogni tua rimostranza, esercitata con urli e minacce, debba essere accolta con pazienza, anzi, amore, direi, in applicazione dei principi della corretta comunicazione come di quelli del perfetto martire dell'amministrazione.
 
Purtuttavia, ti sarebbe di tanto disturbo evitare, nel corso dei nostri ameni colloqui, spargere la tua sputazza nell'aere al fine di evitare che essa si depositi lieve in microgoccioline sul mio labbro inferiore appena appena lucidato con il gloss?
 
Grazie.  
scritto da alle ore 13:10 commenta    leggi commenti (1)
06.09.2007
La nuova stagione
 
Nel corridoido dove la mattina, trafelata, timbro, si trova, come in tutte la sale timbrature d'Italia, la bacheca deputata agli annunci, sindacali e non, che, nel caso di specie, è sostituita da un pezzo di muro scrostato con patchwork di fogli penduli, attaccati alla zozzona da mesi e tenuti insieme da resti di scocth luridi e incrostati, alcuni dei quali risalenti al ventennio.
 
Da pochi giorni però, più triste di un ex voto, compare un foglietto lindo e pinto, dattiloscritto, del seguente tenore:continua...
scritto da alle ore 18:52 commenta    leggi commenti (2)
01.09.2007
Allaaaaaarmi, allaaaaaarmi...
 
Di ritorno dalle vacanze, secondo accaldatissimo-quasi limaccioso atto, ci si sarebbe soffermati volentieri sui progressi dela pupa, che adesso batte le manine, tira i bacetti e fa ciao ciao.
 
Oppure si sarebbe pubblicata l'eternamente fatta e disfatta, personale passatempo estate 2007, missiva al mio principale nonché sindaco nonchè candidato al partito democratico, la quale mi costerà non tanto in tempo, quanto in collocamento in disponibilità, probabilmente.
 
Occorre invece, coartata da improvvisi fatti, virare bruscamente sul tema della ringalluzzita criminalità capitolina, poiché nella giornata di ieri, dimenticati alimenti quanto mai necessari quali pecorino romano e pasta d'acciughe, alle ore 19 circa si giravano talloni e passeggino per entrare nel supermercato vicino casa.
 
E nel mentre ci si appropinquava a deporre alla cassa, vuota, le derrate per l'opportuno pagamento, opportunamente un simpatico figuro, romano de Roma e italiano di Italia, entrava pistola in mano e, con quella, minacciava alla fronte la cassiera a 1000 euro precari al mese, minacciandola di aprirle la testa in due e nel contempo menando a destra e a manca l'attrezzo, ad esatti metri uno dalla mole cicciosa di mia figlia.
 
La quale aveva in dotazione in quel momento, al lato, una madre in preda a coccolone da panico assoluto, e fortunatamente, dietro, una signora lievemente più cosciente, anche perché più lontana da quel cazzo di buco della pistola, che, girato piano piano il passeggino, recava seco madre agghiacciata e figlia che rideva e spernacchiava contenta al signor rapinatore, acquattandosi insieme dietro al bancone dei vini.
 
La fuga del cazzone e del compare in moto fuori, la deposizione ai carabinieri e la prima immagine di stamattina al risveglio sono dettagli che lasciamo al lettore.
 
Così come l'insopprimibile moto di legalità d'accatto, di giustizia fai da te, di una guardia ad ogni angolo della strada, dei più biechi rigurgiti reazionari che ti colpiscono quando qualche pezzo di merda strafatto di chissaché ha l'accortezza di sventolare la pistola di fronte a tua figlia.
 
Che gli ride.
scritto da alle ore 17:10 commenta    leggi commenti (3)
13.08.2007
13 agosto al lavoro
 
Stamattina, per la prima volta nel corso dell'anno, ho parcheggiato, lecitamente, sotto all'ufficio.
 
Considerata la data, ho inutilmente cercato di timbrare con il bancomat.
 
Due anni fa, nel medesimo periodo, per qualche minuto non mi sono capacitata di come non timbrasse regolarmente il santino di padre Pio.
scritto da alle ore 09:15 commenta    leggi commenti (3)
01.08.2007
La vida loca
 
Eccoci di ritorno da una ritemprante settimana di vacanza in una amena località turistica abruzzese, scelta, dopo lungo penare, con la finalità esclusiva della comodità della mamma e della pupa, all'interno di una vasta schiera di strutture, denominate family-hotels, alle creature appositamente dedicate.
 
Il che non voleva dire, nelle proprie modeste intenzioni, la colossale mancanza del resto minimo sufficiente.
 
Giacchè, dal soffitto dell'albergo che si sfragolava in simpatiche lamiere appuntite che cadevano a terra alla prima porta che sbatteva, al pulsante dello sciacquone che necessitava di complicate peripezie falange-unghia-polpastrello per fare il suo dovere, ai tempi di attesa dell'ascensore che, servendo piani dodici ed essendo in rapporto di uno a centomila, causava tempi di attesa di mezz'ore sane e interruzioni di corsa ispirate pari pari alle stazioni della via crucis, la settimana è trascorsa in mezzo a vicende perigliose.
 
In compenso, l'amenità dei luoghi NON sopperiva alle carenze dell'albergo, non proprio quattro stelle come declamato dall'insegna.
 
L'effetto siesta messicana post ordigno al napalm, infatti, che coglieva il viaggiatore non appena metteva fuori il naso dall'albergo, causa desolazione totale, passaggio di un vecchio ogni cinque minuti, assoluta assenza di un esercizio commerciale che uno (salvo qualche sporadico negozietto tipicamente estivo con monnezzuola varia di fuori tipo ciavatte da mare ciambelle-canottini e copricostume taglia 52...), ti ricacciava immantinente all'interno della struttura per i pupi, a sollazzarti con i trattenimenti degli animatori, quelli sì in grande numero e spolvero.
 
Tale la desolazione, che l'ultimo giorno l'allestimento di qualche bancarella mostaccioli e parannanze ha provocato manifestazioni di gaudio e tripudio da shopping vacanziero represso.
 
Vieppiù, last but not least, la settimana è stata funestata da un misterioso virus intestinale, recato da vibrione coi controcoglioni (ma ancora ho il dubbio che fosse la cucina non proprio accuratissima...) che non ha, ovviamente, risparmiato la scrivente e buona parte dei vacanzieri, vista la quantità smisurata e sospetta di risi bolliti che facevano su è giù per l'ascensore...
 
Al ritorno, alle ore 13, con la creatura che doveva mangiare e un caldo sub-tropicale, ad attendere, in casa, il frigo spento da coccolone di corrente di non si sa quando, con all'interno morìa putrefatta di polli, bastoncini gonfi di pesce e carne marcia, esalazioni mefitiche e guazza a terra che vomito ancora al solo pensiero.
 
Ebbene, alla sera la ragazzina c'aveva la febbre.
 
E olè!
 
 
scritto da alle ore 18:02 commenta    leggi commenti (4)
17.07.2007
Tomo tomo cacchio cacchio
Il senatore Selva ha ritirato le dimissioni, le stesse che aveva presentato più di un mese fa perchè, timoroso di arrivare tardi ad una trasmissione TV, aveva chiamato, in luogo del tassì, un'ambulanza, simulando un malore inesistente.
Un'ambulanza, come quella che, ieri, ha tardato 50 minuti, mentre un bambino di quattro anni rimaneva fulminato sulle lucine incastonate nel terreno per l'amenità dei luoghi.
Pensa se l'avesse chiamata un vecchiaccio, che aveva paura di far tardi al premio Ischia.
Nel mese e più trascorso, si suppone che le dimissioni non siano state, dagli indaffaratissimi senatori, accettate, per la congerie affastellata e delirante di attività prefestive, quali la revisione della legge 40, mi sembra, oppure l'analisi e il dibattito veemente sull'ultima indagine sulla 194 e i consultori (ve la ricordate...), oppure, ancora, l'approvazione della modifica al codice civile per la parificazione dei figli naturali ai legittimi (pure questa, strombazzata in pompa magna, ancora lì sta...).
A memoria d'uomo, la mia di femmina, un livello tale di schifo io non me lo ricordo.
scritto da alle ore 18:13 commenta    leggi commenti (3)
08.07.2007
Non parlare al conducente
 
Chiunque sia costretto, per lavoro o propri fatti, alla frequentazione abituale del mezzo pubblico, intendendosi quello che consente un minimo di familiarità col conducente, ovvero l'autobus o il taxi, immediatamente intuisce quale sia il requisito primario richesto dal comune di Roma per assegnare lo scranno all'autista dell'ATAC o la licenza al, da queste parti detto, tassinaro.continua...
scritto da alle ore 22:00 commenta    leggi commenti (29)
26.06.2007
Silenzio, Ichino ti ascolta...
 
Lo so che di questi tempi non si dovrebbe sparare sui colleghi, quindi sui lavoratori, quando lo stillicidio di insulti sugli impiegati pubblici raggiunge delle vette di ferinità insospettate, di livore metafisico.
 
Sono conscia che bisognerebbe far muro (nell'assenza di una sola voce politica che quanto meno rilevi la lieve incongruenza), a fianco degli operai di Termini Imerese che, piuttosto che schiattare cotti dai 50 gradi preferiscono mandarla affanculo la Fiat, dove nessuno ce l'ha messo un fetente di condizionatore, e starsene a casa, mentre Lapo veleggia in gessato a Portofino e Luca, l'eroe del bottegaio dè noantri, spara a zero sugli stessi che, a mani basse, da decenni la sovvenzionano coi soldi dello Stato, l'azienda sua. 
 
Però, quando per lavoro fai tardi all'appuntamento col direttore della ASL perchè la macchina della direzione, parcheggiata nel suo posto riservato, è bloccata per minuti 40 dalla Punto della polizia municipale in seconda fila, o te viene da ridere, oppure pensi, ma porca la puttana porca...
scritto da alle ore 17:09 commenta    leggi commenti (5)
15.06.2007
Mi chiedevo se...
 
potesse considerarsi penalmente rilevante l'inzuppare con voluttà, di prima mattina, la barretta kellogg's all-bran nel caffè della macchinetta.
scritto da alle ore 19:02 commenta    leggi commenti (1)
13.06.2007
In & out
 
Mentre nella giornata di avantieri (come dice la mia amica barese) me ne tornavo in autobus a casa nella calura pre-prandiale, dalla mia nuova sede di lavoro (meglio della prima, si sappia), un manifesto di quelli nuovi, in strada, suscitava un improvviso interesse.
 
Recavasi la foto di una donzella fricchettona, sotto la dicitura "la nuova sinistra"; ora, pur non chiarendosi di quale tipo di novità si trattasse, e lasciando il passante rapito da complicate questioni sulla rifondazione della scissione del rattoppo del raffazzonamento delle desistenze, il richiamo ad una immagine sì GGiovane e spavalda colpiva.
 
E destava curiosità sia per la scelta della fanciulla, che evidentemente il richiamo zecchettoso un suo fascino per il vecchiaccio ri-scisso lo reca sempre, sia per la giovane età della stessa, che, evidentemente, basta metterla appiccicata, e poi ricandidare i consueti prostatici, e stiamo a posto.  
 
Nel mentre, l'autobus raccattava ragazzini delle ultime classi ad ogni fermata, sudati e zozzi da ultimo giorno di scuola, che immantinente si schieravano in due nette fazioni, l'una contro l'altra incazzata, impersonate e capeggiate da un parte da una giovincella secca e nervosa, dall'altra da un sellerone con cappelletto 
Con accesa veemenza, i giovani virgulti dall'aria impavida, senza peccato nè compromesso perchè solo al futuro rivolti, indomiti e fieri nell'incoscienza dei manco vent'anni, si facevano rossi dalla tensione dialettica, emozionati dallo scontro, i cui toni si emozionavano sempre più e si articolavano in disquisizioni, ricostruzioni, interventi e polemiche.
 
Facevo appena in tempo ad interessarmi del motivo di cotanto ardore ideologico, riflettendo sull'ohibò, i giovani d'oggi, lo vedi che pure loro si incazzano, quando scoprivo, senza neanche tanta attesa, che il motivo del contendere, presto degenerato in sfottò e parolacce, era l'ardita decisione, da parte di alcuni, di entrare da uno degli accessi di Vila Pamphili piuttosto che dal successivo, per fare a gavettoni. 
Sicchè dall'altra fazione, sottovoce, si disquisiva se scendere davanti alla giesse per fare rifornimento di ova, che, come noto, in quanto a gusto se fai centro danno più punti della busta con l'acqua. 
 
Mentre i toni si facevano via via più accesi pensavo  che finalmente, dal giorno dopo, non mi avrebbero più urtato, con gli zaini.
scritto da alle ore 22:29 commenta    leggi commenti (2)
25.05.2007
La notte è tenera. E giovane
 
La notte scorsa la pargola, per la forse seconda volta della sua esistenza, dormiva la notte, dopo tre notti di rave party non autorizzato.
Sempre all'erta, il destino beffardo immantinente faceva schioppare due centraline dell'ACEA, tipo alle tre di notte.
 
Il boato ha ovviamente suscitato il coccolone della scrivente, che ha immediatamente trasformato in ansie galoppanti micidiali il fragore effettivamente imponente nel cuore della notte, seguito poi da luce saltata, strade al buio con voci senza volto dalle finestre, fari di gazzelle della polizia alla ricerca non si sa de che.
 
Nel contempo, il panico palesava nelle tenebre eventi apocalittici quali invasioni terroristiche di integralisti dalla lontana Kabul come dalla vicina Città del Vaticano, in un quartiere un tempo rosso.
 
Niente, era l'ACEA.
 
E colei che, fino a ieri, e probabilmente da oggi di nuovo, chi può dirlo, veniva svegliata da uno schiarir di gola o uno svolazzar di zanzara, placidamente, in quel bordello, dormiva. 
scritto da alle ore 20:56 commenta    leggi commenti (2)
21.05.2007
Doowrehs, Italia
 

 

Una simpatica abitudine, cui si assiste durante delle pappatorie a corredo dell'istituto sovrano del matrimonio (minacciato da orde di zozzoni froci zoccolone e senza dio eccetera eccetera), sta negli ultimi tempi appassionando i nubendi di casa nostra.

Gli sposi, in quanto tali dal cuore buono, dall'animo e dal liquido seminale necessariamente fecondo, mossi dall'impeto solidaristico che solo il sacro vincolo può loro donare, spesso usano donare agli invitati a panza piena, come bomboniera, un bigliettino, in luogo del coccio simil Capodimonte o del cigno incastonato nella sveglia acciaio inox. Sullo stesso, l'attestazione della consegna di una cifra (indeterminata nell'ammontare) non già a qualche effimero magazzino di liste-nozze, ma ad associazioni di volontariato della cui missione ti educono anche, con fare ieratico, affinchè, ai primi gorgogli intestinali da digestione della magnata, tu ti senta compreso nel tuo ruolo di benefattore del bambino negro che si muore di fame.

 Il messaggio sotteso al momento di riflessione sta nel fatto che i soldi destinati al pensierino per te se li è fottuti la beneficenza, quelli devoluti invece in colletta ai regali di nozze stanno incastonati direttamente nell'LG da 10.000 euro sul quale i piccioncini santi, al ritorno, vi frantumeranno gli zebedei col filmino del viaggio di nozze. 

E vabbè. 

Il nostro presidente del Consiglio dice che i soldi del tesoretto (non mi è mai, a memoria personale, stato più sul cazzo un termine di questo), dicevamo, non possono essere destinati agli statali perchè prima ci sono altre priorità, come le pensioni basse o gli aiuti alle famiglie.

Non ho mai ben compreso come i soldi destinati all'aumento, concordato ormai da decenni, degli stipendi da fame di un usciere comunale, mettiamo, non siano destinati in realtà alle famiglie, bensì alla benza degli yacht a Porto Cervo, evidentemente.

Tralasciando tuttavia queste polemiche obiezioni, verrebbe da pensare che la moda di fare i francescani coi soldi degli altri e gli sciampagnoni coi propri sia caratteristica dei tempi moderni.

p.s. Il titolo, non me dite niente, è un piccolo colpo di genio.

scritto da alle ore 21:06 commenta    leggi commenti (8)
14.05.2007
E il naufragar m'è dolce in questa merda
 
Rientro dal lavoro post maternità in luogo nuovo-amministrazione nuova- lavoro nuovo, causa trasferimento: 2 maggio.
 
Giorni di anticamera nel corridoio, luci al neon e panca di legno (in mezzo a correnti d'aria micidiali dai misteriosi poteri di trasformazione, per cui quando fuori fa 25 la filatura che t'arriva tra gola e reni segna -5): giorni 5.
 
Spazio intercorrente tra il patimento della corrente suddetta e conseguente infiammazione feroce delle prime vie aeree: giorni 2.
 
Giorni di rianticamera nel seconda sede, segreteria di direzione (peraltro in piena smobilitazione da trasferimento di sede dopo millenni...), in attesa di definizione di sede, lavoro, mansioni, responsabilità, personale, mazzi e controcazzi: giorni altri 5.
 
Durata dello stato catatonico alla vista della terza sede, probabile definitiva almeno per ora, causa mostruosa bruttezza della stessa: minuti 15.
 
Numero di amministrazioni pubbliche e società private ospitate dall'abominevole fabbricato sopra detto, elencate in una legenda all'ingresso delle dimensioni della facciata del Pirellone: 38 (leggasi TREN-TOT-TO).
 
Numero di ascensori, dislocati nei circa 43 gironi ove si inanellano festosi i corridoi del piano terra: mi pare 5 (per cui si rende necessaria apposita legenda per farti capire 'ndo cazzo devi andare, e sub legende dal tenore elementar-perentorio quali "QUI NO MULTE-MULTE ASC. B", dovute alla presenza ingombrante nell'edificio dell'Uffico Contravvenzioni che purga tutta Roma).
 
Altezza delle celle destinate a stanze d'ufficio contenute nel  palazzone: non lo so, ma coi tacchi al soffitto ci arrivo sicuro.
 
Grado totale di bruttezza della nuova sede: n.c.
 
Anticamere tra corridoio-stanza d'appoggio-selciato dell'arida via antistante la sede n. 3: n.c.
 
Livello di depressione raggiunto alla terza settimana di rientro al lavoro: n.c.   
 
Orario di risveglio della pargola la scorsa notte: ore 2.30.
 
Oggi, la sub-apicale scrivente, che pure avrebbe avuto molto da disquisire in forma narrativa e moltissimo da analizzare con spietata, amarissima lucidità, ha preferito sorvolare, come al solito quando non gliela fa per incazzatura e tristezza.
 
E, per la prima volta dopo anni di onorata carriera, ha intenzionalmente acquistato, e aperto sulla scrivania (di un altro), il giornale.
 
 
scritto da alle ore 21:16 commenta    leggi commenti (8)
08.05.2007
Le mille lire al mese
 

 

Il silenzio è dovuto all'ineluttabile, traumatico rientro al lavoro, che è stato accompagnato da una serie di dure esperienze quali l'angoscia da rientro, più lo shock dopo mesi e mesi di astinenza, più la botta da trasferimento e contestuale approccio con gente nuova-ambiente nuovo-lavoro nuovo che non è che tutti stanno a braccia aperte a aspettà a te, più più il senso di colpa da creatura abbandonata nel senso che a lei manca la mamma, a me l'aria con gli occhioni blu.

Manco a dirlo, la scrivente, assai lontana dal simil-rampantismo del tempo che fu e pericolosamente vicina a Nostra Signora delle Bocce, la notte continua a dormire tre ore quando dice culo, sul lavoro ancora non c'ha la scrivania e figuriamoci il computer (e quando lo scrocca ad altri quelli riservano alla password per l'accesso ad internet lo stesso atteggiamento omertoso che nei confronti delle proprie vergogne), di conseguenza non è che nell'esiguo tempo libero si adoperi in cazzeggio come un tempo.

Si cercherà di fare del proprio meglio.

Comunque oggi, in un cartello nel cesso dell'istutuzione dove lavoro, all'interno di un poderoso palazzo in faccia ai Fori, recavasi il pressante invito ai viandanti a non lasciare le sgommate di merda sulla tazza che è robba da incivili; il tutto in burocratese spinto, idioma per il quale le sgommate, ho scoperto, vengono definite, senza ironia alcuna, "murales".

E vabbè. 

 

scritto da alle ore 21:01 commenta    leggi commenti (3)
01.05.2007
A lavorare, andate a lavorare, a lavorare...
Il post del primo maggio è dedicato, oltre che al fricchettone che si inguacchia in mezzo alla fanga del concertone (che piove), alla trasmissione che ho beccato or ora e che si intitola
"I SENTIERI DELLA MEMORIA CIBICA".
Ove qualcuno pensasse che sia riferito ad altro, c'è la vecchia che incarca nella scocca di un poraccio di coniglio una sbobba di verdure varie e pane raffermo.
Trend negativo era meglio.
Molto meglio.
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24.04.2007
Ode
 
Oh viandante che erravi in una sera d'estate
ramingo e solitario, nella testa poche idee,
imbrigliate,
tu che, d'un tratto, fosti rapito e ponesti azione alla mano,
lesta,
coricandoti fulmineo sopra il cofano della macchina mia,
la fiesta,
e in un sol colpo mi fottesti di netto la spazzola del tergicristalli, il destro,
e così com'eri apparso te ne fuggivi,
prest(r)o,
a te voglio cantare un'ode, o una canzone,
e colma d'ardimento, a stento frenata l'emozione
mi sciolgo dagli orpelli, atteggio sguardo, volto
e bracci,
e veemente ti esorto a ripensar
all'anima deli meglio tuoi,
mortacci.
 
:) 
scritto da alle ore 20:40 commenta    leggi commenti (3)
21.04.2007
Siamo tutti Federicy Moccy
 
"SARKO E SEGO SUL FILO DI LANA"
 
Era il titly di iery al TIGGY1(y) sulle ELZFRC.
 
(Ahò, era così, mica è colpa mia)
 
 
scritto da alle ore 11:16 commenta    leggi commenti (0)
18.04.2007
Uno-tre

Sono tornata.
Sulla via del ritorno, in autostrada, mentre si rifletteva sul caldo che faceva, sulla pesantezza della rustichella e sulla prima aria condizionata, si veniva ohibò sorpresi dalla segnalazione luminosa sopra la carreggiata, recante l'inquietante messaggio
SEI MORTI DA GENNAIO SULLA ROMA NAPOLI
GUIDATE CON PRUDENZA
Se il settimo poi, per operare una opportuna grattata di coglioni, momentaneamente la accantonasse la prudenza, chi ce l'avrebbe sulla coscienza?.
scritto da alle ore 19:36 commenta    leggi commenti (2)
07.04.2007
They could not take your pride...
 
Ieri mattina, approfittando della bella giornata, dell'ottimo umore della pupa e del fatto che ci si sentiva sgarzuline assai per il rinnovo del contratto (che se dice bene si vede con l'anno nuovo a tre anni della scadenza), ci si recava all'outlet di Castel Romano per sano shopping post parto (leggasi: adeguamento alla taglia superiore in vista del prossimo rientro al lavoro).
 
All'entrata stile romanesco del complesso commerciale, notavasi una fila interminabile di individui in ferie pre-pasquale, studenti in vacanza e fancazzisti a tempo pieno.
L'assembramento era tale, in lungo e in largo, che necessitava della protezione di cordoli (quelli stradali rossi e bianchi) e assistenza di guardie giurate in assetto battagliero.
 
Ci si domandava immantinente il motivo di tanta partecipazione di massa, chiedendosi se fosse giustificata da qualcuno dei, pochi, motivi di trascinamento delle masse di oggi, tipo:
 - presenza mattutina dei moderni predicatori ideologici quali Gigi d'Alessio o Gabriel Garko, riconosciuti quali unici trascinatori di folle del momento;
 - partecipazione al grande gioco collettivo "dagli al roscio infame", pubblicizzato dalla Endemol e dal Grande Fratello 7 tramite la partecipazione dello sfigato Massimo e la pretesa didattica di elevare a comportamento meritorio concreti atti di bullismo e prepotenza contro il diverso.
 
Invece no, regalavano i soldi.
 
Cioè tu ti metti in fila, stai in piedi per ore sotto il sole, riempi un modulo con dentro tutti i cazzi tuoi, e ti regalano un buono di 25 euro da spendere dentro al centro commerciale.
E poi, con fare fiero e furbetto, lo schiaffi alla cassa davanti alla commessa, levami i soldi che ho diritto.
 
Guardando e passando, mi chiedevo se sul selciato davanti a una chiesa il gesto non fosse più dignitoso.
E se la moderna attitudine al branco di casa nostra, ormai, non ci facesse più far caso neanche ai sedicenni che si cappottano dalla finestra perchè, tutti insieme, gli si dà del frocio.
scritto da alle ore 09:12 commenta    leggi commenti (2)
31.03.2007
What a wonderful world
 
Nonostante le apparenze e la maldicenza di colleghi infami, la presunzione non abita dalle parti di chi scrive.
Che, anzi, ha sempre sostenuto la fondamentale importanza delle arti e dei mestieri, delle competenze innanzitutto, per cui se la macchina si rompe si porta dal meccanico e non ci improvvisa ciò che non si è, se l'impianto elettrico va in vacca si chiama l'elettricista e non ci si avventura in pantofole alla ricerca della centralina condominiale.
Di contro, non ci si lascia intimorire, sul lavoro, a fronte delle continue minaccie "che io chiamo l'avvocato", il quale professionista di solito ci fa una ricca pippa qualora si parli del nostro mestiere.
Della nostra competenza, appunto.
 
Come conseguenza di tali premesse, se la bambina sta male si porta dal pediatra, confidando che il professionista sia avvezzo a quella disciplina che cura i bambini.
 
E mi si è aperto un mondo.continua...
scritto da alle ore 16:33 commenta    leggi commenti (3)
23.03.2007
Visto che va di moda...
sono qui a perorare la mia personale causa di soggetto passivo invaso nella riservatezza dei propri dati sensibili, causa incursioni telematiche altrui nella propria sfera più intima e personale, quella che transita dalle parti delle budella, per intenderci.
 
Come si riportava qualche tempo fa, si era verificata l'insistente approccio di moderni fautori della regolare peristalsi, ovvero di una congrega di stitici che invocavano la presenza della sottoscritta nei propri consessi telematici.
 
Nonostante l'indifferenza protratta, ad oggi ci si vede iscritti ad una news-letter che invade la propria casella di posta magnificando, a soli 1.500 euro più sconto, le doti dell'idrocolon domestico, strumento il quale, in luogo di un banale inserimento di un tubo su su per il culo che pulisce le budella, garantisce la guarigione da ogni male, dalla stipsi all'acne, dal nervosismo all'impotenza. 
 
 
Ora, quand'anche fosse, se non ci sono chi glielo spiega al portiere?
 
  
scritto da alle ore 09:25 commenta    leggi commenti (3)
20.03.2007
Sò sei ore che tu frigni, c'ha gli spiriti maligni
 
Alle creature le cose vanno insegnate per gradi, mantenendo nervi saldi e trasmettendo serenità anche quando non dormi da mesi che i torturatori di Guantanamo te farebbero una pippa, ormai.
 
Giustappunto, nell'illusione di far apprendere alla creatura l'importanza di riposare dopo ore-giorni-mesi di veglia, ci si abitua a tutto, pure a ripetere la ninna-nanna degli animaletti, personale cavallo di battaglia, come fosse un mantra, mentre si dorme (non credevo fosse possibile cantare e dormire insieme, ma tant'è).
 
Nello stesso modo, si ricorrerà ad artifizi di uso comune quali lo spiattellamento alla traditora di "Bambi", oppure di edulcorate visioni dell'aldilà, quando toccherà spiegare della caducità della vita.
 
Giammai, a quattro mesi e mezzo, si può intraprendere dissertazione alcuna sull'oggi ci siamo e sul domani chissà confidando nell'esser compresi ma, di certo, si preferirebbe non turbare l'animo già ipereccitato della figliola con immagini truculente.
 
Tipo le filastrocche, quali la seguente, che la nonna usa soavemente intonarle:continua...
scritto da alle ore 13:55 commenta    leggi commenti (5)
12.03.2007
La fantasia al potere
 
In balia dell'eterno domandarsi se l'effettiva, abissale mancanza di senso critico, opportunità, originalità, sia solo un rovello personale oppure comune, da queste pagine proponiamo un plauso particolare a giornalisti e titolisti vari che della flessibilità della sigla "Dico" (Dico e non Dico, una farsa che non ti Dico, ma che te lo Dico a fare, ma che Dico, e svariate altre del medesimo tenore) hanno finalmente trovato ricovero agognato delle proprie velleità creative.  
 
Basta no, eh?
scritto da alle ore 11:19 commenta    leggi commenti (2)
04.03.2007
Del dire e del tacer, si sta
 
A noi ci piace molto il Festival, e lo abbiamo detto sì tante volte che nemmeno linkiamo.
 
E oggi usiamo il plurale perchè, la mattina, (che le sere non ce l'abbiamo fatta e l'abbiamo registrata poiché se stiamo in piedi dalle tre non è che possiamo fare la lunga...) ce la siamo vista registrata sempre, io in sbraco sul divano e Carolina di sbieco sopra.
 
E quando l'ho vista che, al ritornello della paranza, mi caracollava il guancione a destra e manca e muoveva le gambette, mi son detta "ohibò, balla", e pure con Silvestri, che scrive belle canzoni ed è compagno e insomma ci sta simpatico.
 
La bimba se ne intende, e lo si è fatto vedere ieri ai nonni ed agli zii, tutti zitti, che Carolina balla con la paranza, e guarda, e guarda come fa.
 
Solo che stamattina, mentre ci sorbivamo il predicozzo cantato di Albano, ella lo stesso dondolava e rideva allo strillato del pugliese, tutta contenta e meravigliata.
 
E allora noi questo non lo diciamo.
 
Ssssshhhhhh. 
scritto da alle ore 10:32 commenta    leggi commenti (9)
22.02.2007
Eràclito o Eraclìto?
 
Demolita fisicamente e psichicamente dalla mancanza di sonno.
 
Maciullata dalla dieta priva di proteine del latte per tentare di placare i dolori della panzetta della regazzina (che ovviamente, quando mai), dieta che esclude latte, latticini e formaggi compresa la mozzarella sulla pizza, torte e biscotti e pure i bignè di San Giuseppe, carne di manzo e vitello, (da qualche parte si raccomandava di escludere anche uova pesce e pomodori, ma la prospettiva di nutrirsi, e conseguenza nutrire, solo di patate e ortaggi francamente risultava un tantino antipatica...).
 
Disgustata dai sostituti del latte quali latte di soia (dal caratteristico sapore di cicoria marcia) e tofu (dall'aroma di calce ottura squarci di molari).
 
Con cotali premesse, si assiste, per la prima volta nella vita, all'attuale crisi di governo col medesimo interesse che si prova al cospetto delle nuove labbra della Lecciso.
scritto da alle ore 10:38 commenta    leggi commenti (7)
13.02.2007
Grazie papa che mi ha dato familia
 
Eccoli.
I veri eroi della solidarietà.
I paladini dell'integrazione.
Gli antesignani delle aperture comunitarie.
Perchè a Mediaset ci hanno messo un rumeno a scrivere le cronache del Grande Fratello, non me dite de no che no ci credo.
 
Di seguito riporto fedele (tanto sta qui)
 
"Musica maestro! Parte la solita sveglia musicale nella Casa più spiata d'italia. Come di consueto, Sonia è gia all'attivo, costante nei propri tenori di vita, eccola in palestra. Saranno usanze inglesi o meglio indiane? Gli altri componenti preparano uno spuntino, dato l'orario, non può essere definita colazione. Tra una doccia e un caffè sembrano esserci sguardi straniti tra alcuni ragazzi. Evidentemente le vicente di questa notte hanno lasciato un pò d'amaro in bocca".
 
P.S. Ho provato ad evidenziare le perle grammaticali in corsivo; è venuto tutto.
 
scritto da alle ore 17:12 commenta    leggi commenti (3)
06.02.2007
La polizia si incazza
 
Antefatto: nella giornata del 5 febbraio c.m., nel primo pomeriggio, sulle rive precocemente assolate del lago di Villa Pamphili, sostavano, tra mamme e carrozzine e placide vecchiette, due soggetti venuti alla reciproca provocazione verbale.
Trattavasi:
Soggetto numero uno: di cazzone metropolitano di anni all'incirca 25, che guidava dalla riva barchetta telecomandata a motore di colore rosso e di modello motoscafo, che girando in tondo in rivoluzione ripetuta ed autistica, provocava l'immediato fugone di papere e cigni nell'ameno luogo, solitamente, specie protetta.
Soggetto numero due: di omino di mezza età precocemente a riposo dal lavoro, in odiosissima tuta da ciclista della domenica con tanto di bisacce non-se-sa-mmai al seguito, stinco senza peli e indole naturista spiccata.continua...
scritto da alle ore 11:29 commenta    leggi commenti (4)
05.02.2007
Compagno Giuseppe
 
Nella ormai totale acquiescienza del rivoluzionario governo Prodi non all'invadenza, ma all'immanenza assoluta della Repubblica fondamentalista italiana, una sola voce si erge ad oggi, eroica, nel pur blando tentativo di contrapporre una nota polemica alla voce del padrone supremo.
 
Il mega Pippone nazionale infatti, frapponendosi alla ormai settimanale, se non quotidiana, liturgia Pacs-aborto-eutanasia (ripeti con me: Pacs-aborto-eutanasia-Pacs-aborto-eutanasia-Pacs-aborto-eutanasia, Signore pietà, Cristo pietà...), critica il silenzio di Ratzinger sui fatti di Catania, accusa la chiesa di distacco dalla realtà, contestando la scelta di celebrare lo stesso la ricorrenza della patrona di Catania con tanto di truzzi di bianco vestiti lardoleggianti tolon-tolon verso l'altare, e vecchiacce coi ceri in mano.
 
Che se alla prossima, alle primarie, si candidano lui o la Littizzetto, avremo finalmente l'imbarazzo della scelta.
 
scritto da alle ore 08:34 commenta    leggi commenti (9)
30.01.2007
Uh Uh Uh Uh A-Ah
 
Come ritornellava la canzone cui si accenna nel titolo, ci sono ricaduta.
Nell'illusione del minimo della correttezza altrui.
 
Insomma l'altra sera ad "Otto e mezzo" si discuteva dei dipendenti pubblici e di chi, con argomentazioni che quanto meno potevano essere dibattute a mio avviso meglio di quanto sia stato fatto, e anche, in parte, confutate. Punta nelle budella, scrivo la mia bella letterina.
 
Dice: cò tutti i cavoli che c'hai che neanche scrivi più sul blog, ancora che scrivi alle redazioni.   
 
E' che proprio non resisto quando si toccano i cavoli miei, più che altro ornandoli di tante belle cazzatine ad uso del bue sovrano.
 
Quindi redigo il pensierino; attacco come di consueto un pippone micidiale, quindi rielaboro, taglio qua e là, rispolvero le regole apprese al Master in comunicazione, e invio.
 
Alla redazione della trasmissione.
 
Chiedendo peraltro perchè non ci fosse neanche un appartenente alla vituperata pettina-bambole categoria che potesse spiegare, argomentare, difendere, contestando il banale assunto che i privati sono bravi e sfruttati e i pubblici dipendente una manica di mangiatori a uffa.
 
Ora, non è che non hanno risposto.
E' che le mail tornano indietro perchè la casella è troppo piena.
 
Cioè sul sito web, loro privati che lavorano dicono scrivimi.
 
Tu scrivi.
 
E loro manco leggono, perchè è troppo piena.
 
E io quando le mail le ricevevo sul sito web istituzionale se non rispondevo entro 24 ore di solito la notte ci pensavo su.
scritto da alle ore 14:41 commenta    leggi commenti (2)
24.01.2007
Odisstklualen s
M'è arrivato così, secco secco, la notte di Capodanno, da numero anonimo.
 
Ogni tanto ci ripenso; palindromo non è, e il traduttore web nulla mi svela dell'arcano, se derivi da una folle notte di baviera e dal rincoglionimento alcolico crucco, o da impeto amoroso di un qualche lappone disperso nei ghiacciai l'ultimo dell'anno.
 
Boh.
 
Io comunque alle 10 dormivo.  
scritto da alle ore 13:54 commenta    leggi commenti (0)
14.01.2007
La faccia come il culo
 
Il titolo non è evocatore di nulla stavolta, nè è indice di intenti ironici.
 
Perchè quando mi incazzo a me mi diventano le guance rosse rosse, attacco dei pipponi micidiali e dico pure una sacco di parolacce, e poi per fatti noti non c'ho tempo, quindi chissenefrega.
 
Dunque stamattina, questo articolo pubblicato su Repubblica ha trovato singolare ma non troppo consonanza col titolone strillato dal "Giornale", sempre di oggi, che la scrivente aveva avuto modo di leggere distrattamente nella rassegna stampa del tg5 stamattina alle 5, mentre allattava (non mentre rientrava dal rave).
 
A dimostrazione che rossi e neri saranno pure tutti uguali, ma il partito della mortazza è comunque il migliore attizzatore d'intelletto di sempre.
 
Ebbene, i compagni di Repubblica, gli stessi che, con i loro compari, quando scioperano abusano platealmente del loro ruolo attaccandoti dei pipponi micidiali, sulla carta stampata come pure nei Tg delle otto prima di Tom e Jerry (come se io davanti al cittadino sovrano tirassi fuori tutte le mie rogne mentre mi chiede il certificato), stamattina analizzano con numeri alla mano le assenze degli statali (tutti insieme, rossi e neri appunto).
 
Con dovizia di dati, che loro il mestiere se lo sono sudati sul campo, giungendo alla conclusione che due mesi di assenza dal lavoro a questi "fannulloni" (ci hanno scritto un libro di recente) non glieli leva nessuno, pur stipendiati dalla nostre tasche (come se i soldi per le ricariche dei telefonini, per i balzelli ancora iniqui delle banche, per la macchina che o te la ricompri una all'anno o non circoli più dietro all'euro 16, uscissero fuori direttamente dalle tasche di Pantalone...).
 
Poi, semplicemente leggendo la sudata inchiesta d'assalto, sembra di capire (sembra, perchè le difficoltà nell'intendere cosa nascondano i cazzo di numeri, cosa includano e cosa escludano, non sono poche, dato che la chiarezza del testo e l'opportunità nella scelta lessicale sono opzionali nel mestiere) che nei fatidici 60 giorni, o 50, come sembra a più attenta e contorta lettura, siano contate anche le assenze per ferie, e quelle per la meternità.
 
Lo scandalo sarebbe in una decina di giorni di malattia.
 
L'anno.
 
Ma porca la puttana porca.   
scritto da alle ore 12:18 commenta    leggi commenti (1)
07.01.2007
I hope that someone gets my...
 
Per motivi che non sto a spiegare sono venuta in contatto (in forma passiva, quale destinatario, eh) di alcuni moderni predicatori che, stante l'attuale carenza di ideologie e speranze, perseguono la propria novella con invidiabile entusiasmo.
 
Nel senso che tendono ad un acceso proselitismo invitando alla partecipazione con una costanza ed una reiterazione invidiabili, nei confronti della sottoscritta che, boriosa, invece persevera nel dorato individualismo.
 
Se volete andare a vedere (http://stitichezza.forumup/it), che io comincio a sentirmi in colpa. 
scritto da alle ore 16:33 commenta    leggi commenti (3)
23.12.2006
Bianco Natale
 
Due giorni fa, in questo incrocio dove passo tutti i giorni, più volte al giorno, dove tante volte li avevi visti e commentati questi rifiuti tossici urbani,dove ora passo anche con mia figlia piccolissima, dove passa mio padre della medesima età dell'accoppato, è successa una di quelle cose che finchè non ti capitano sotto il muso, le pensi lontane.
 
E la tua inclinazione sociale, politica e culturale alla solidarietà e alla comprensione del disagio, solitamente le medesime cose te le fa non giustificare, ma quantomeno argomentare, ricondurre ad una logica ritrita del ghetto e della sofferenza.
 
Poi, appunto, ti capitano sotto il naso.
 
E ti viene in mente che se ci passi l'alcool sui germi, e poi  gli dai fuoco, il problema si risolve.
 
Si disinfetta.
 
Come si fa per la tazza del cesso.
scritto da alle ore 10:38 commenta    leggi commenti (0)
26.11.2006
Segnali di fumo
 
Si avvisa ufficialmente che, quale novità di questi giorni affannosi, il mio pc ha assunto delle posizioni un tantino rigide, le definirei impuntature, per cui:
 - non mi consente di leggere la posta di hotmail se non passando per l'iconcina a busta del Messenger;
 - mi vieta di commentare i miei stessi post, per cui mi è inibita la facoltà di rispondere ai messaggi.
 
Ora, senza soffermarsi sulle motivazioni e le spiegazioni di tale atteggiamento ostruzionistico, colgo l'occasione per:
 - ringraziare tutti quanti hanno voluto partecipare al lieto evento;
 - confortare Kurtiell sulle moderne teorie dell'allattamento, che vogliono che si possa ingurgitare tutto ciò (o quasi) che era proibito in passato, purchè se ne sia fatto consumo in gravidanza (cosicchè il pargolo è abituato). Droghe e alcool esclusi, ovviamente.  
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26.11.2006
A ciascuno il suo

I novelli "paolini" giovani italoforzuti che, alle spalle della cronista del TG1, quando ancora non si sapeva se Berlusconi stava schiattando o si era ripreso, si spintonavano a favor di telecamera, cui regalavano il sorriso migliore e la telefonata alla mamma per avvertire della comparsata, è il più fulgido esempio del significato delle cose.

E insieme la più sonora andata in vacca delle tanto decantate virtù mediatiche della destra berlusconiana.

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26.09.2006
Outing

Non è stata la schizofrenia derivante dal condividere, nello stesso momento, il medesimo destino di Tina Cipollari, di Laetitia Casta e Ines Sastre, a farmi latitare da queste modeste pagine già da un po'.

Nemmeno la contrazione della incazzatura civile genera-pipponi (pur continuamente alimentata e giammai, quindi, povera di argomenti) che tante volte ha attizzato la bile prima, la tastiera poi, è stata causa di una apparente disaffezione.

Solo in parte, il naturale riserbo per i miei fatti può aver inciso sul notevole ritardo della rivelazione che sto per annunciare, tacere la quale ormai mi impedisce qualsiasi riferimento o annotazione che non sia totalmente invaso dall'accadimento stesso.

Piuttosto, diciamolo, determinante risulta il crescente disagio con cui il mio stomaco, oltretutto ornato all'insù da un eccesso di ciccia gastrica medicalmente nota come ernia iatale, tollera l'imposizione, in costante, naturale, incessante aumento, di due piedini non miei ma al mio interno generatisi, che impediscono, com'è intuitivo, alcune piccole, irrisorie funzioni quotidiane quali lo stare seduti con la schiena eretta, la respirazione normale, una normale digestione, e come corollari altri piccoli particolari su cui evito di soffermarmi.

E' facile immaginare quanto, in questi otto mesi, avrebbe solleticato la mia penna a tasti il discettare di eccitazione e ansie, paranoie e verdure risciuacquate per ore, forum di future mamme appanicate e riconduzione delle proprie riflessioni filosofiche sulla vita e il sesso degli angeli ad argomenti molto più prosaici, quali mangiare, dormire, cercare di andare al bagno, non vomitare, non fumare, camminare, non correre con la macchina, parlare con la pancia, e varie altre, elementari ed eventuali.

Magari c'è ancora un po' di tempo, in realtà è solo poco più di un mese.

Ah, è femmina. E la sua mamma le vuole tanto bene.

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12.09.2006
La forza della vita
 
No, solo un secondo.
Lo so che il post sulle chiavi di ricerca l'hanno fatto porci e cani e quindi lungi da me che sono originale, però, davvero c'è qualcuno che crede
 
che con le applicazioni di olio di sesamo si allunga il pisello?
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08.09.2006
Dipendenze
 
Ma non è che qualcuno sa per caso dove trovare le puntate perse del recital:
 
"Tremonti è buono e la legge finanziaria invece fa schifo, però intanto noi diciamo che alla Rai mò si spartiscono le poltrone e noi, che siamo sghici, intervistiamo tutte le sere l'ex ministro", 
 
tutte le sere in onda sul TG5 senza manco la pausa estiva, che stasera l'ho incautamente perso?
scritto da alle ore 20:40 commenta    leggi commenti (0)
02.09.2006
Il fascino discreto del magna magna
 
Sono giornate dure, quelle in cui la pervicace e strenua difesa della cosa pubblica e della pubblica gestione, da sempre ostinatamente perseguita sia ratione officii, sia perchè siamo bravi compagni, si trova a scricchiolare di fronte alla dura realtà.
 
Facciamo ordine.
 
Premettiamo che la ricetta che equipara il privato all'efficienza è garantita da questa ceppa, come dimostrerebbero esempi illuminanti sulla mia banca, la mia compagnia telefonica, la mia assicurazione, il mio nuovo telefonino supersonico che per la bellezza di euri 249 (in offerta) fa sì le foto e i video, ma poi si dimentica costantemente che al pulsante "termina chiamata" si dovrebbe interrompere la chiamata stessa, sicchè si isola per ore e se ti sovviene un'urgenza, specie di questi tempi di risveglio di piselli negli angoli bui delle strade, ti fotti (e ti fottono loro).
 
Che gran parte dei funzionari pubblici sono stati assunti ai tempi belli delle vacche grasse craxiane, quando si occupavano pure i posti in piedi, quando casa e famiglia ti costavano un terzo di uno stipendio di maschio di casa, e ai concorsi non ci arrivavi in quindicimila, e il diploma o la licenza media bastavano e avanzavano a ricoprire i posti di comando (Giampaolo Pansa ha affermato, in questi giorni, esattamente il contrario, purtuttavia io parlo perchè ci lavoro, non sapendo nulla in compenso delle redazioni dei giornali...).
 
Che quando potevano entrare, in tempi più recenti di blanda trasparenza post-tangentopoli, un po' di giovani sfuggiti al calcio in culo e con la laurea in tasca, non ci stava più una lira oggi euro, poichè deputati invero alla corresponsione dell'anzianità e delle pensioni dei panzoni in disarmo ormai da decenni, per cui la media dei dirigenti pubblici oggi raggiunge il tenero traguardo delle 60 primavere, con innocenti conseguenze sugli ordinari rapporti di lavoro e di conoscenza degli strumenti della tecnologia di base, fossero una oscura risorsa di rete, una inquietante chiavetta, un pericolosissimo cd, una assai temuta e.mail. Tanto che,   qualora occorra inserire una notizia sul sito web (indovina chi la deve inserire?), loro si presentano al tuo cospetto con in mano il fascicoletto rigorosamente cartaceo chiedendoti spontanei "che me lo metti sul sito?", e al tuo tentativo di accartocciare detto fascicoletto e di inserirlo nei buchi dell'aria del PC, essi ti guardano attoniti, non certo poichè colpiti dalla tua fervida ironia, quanto perchè proprio non lo capiscono perchè non c'entra.
 
Insomma premesse queste ed altre scriminanti, ogni tanto ci si ritrova a fare i conti con dei muri impermeabili, al cospetto dei quali ogni difesa ad oltranza si sgretola in tante nuvolette di polvere disillusa.
 
Ed è così che il tentativo strenuo di non farsi piegare dalla sindrome da fermata d'autobus ripiega lievemente in alcune brevissime questioni:
  1. se sia poi così scontato che la via dove si risiede sia una concentrato di monnezza di vario genere, dimensione e origine, condita e amalgamata con una quantità inusitata di merda di cane fumante e olezzante miasmi terrificanti nella calura ancora estiva, e risulti soffocata da macchine ormai aggrovigliate in cumuli isterici e, ciliegina sulla torta, dai lampioni fulminati da mesi, cosicchè la notte cala un buio impenetrabie che giusto i primomani che infestano allegramente nottetempo le via di Roma potrebbero contribuire a rischiarare. Il tutto quando il comando dei vigili urbani risiede all'esatto centro ombelicale della via suddetta, e l'unica contezza di sè l'ha offerta una volta soltanto, causa chioppo di motorino e ferito gravissimo moribondo sull'asfalto (ovviamente mezz'ora dopo l'arrivo dell'ambulanza);
  2. se sia necessario accettare atarassicamente che il consultorio di zona chiuda l'intero mese di agosto senza un cane rognoso che risponda al telefono, sicchè ringrazi i santi e la madonna di non essere una ragazzina o una immigrata in guai seri, o semplicemente in cerca di aiuto;
  3. se sia da incassare supinamente la pervicace inutilità del CUP, cioè del numero verde offerto dalla Regione Lazio per prenotare le visite specialistiche presso le strutture pubbliche, quando dopo ore di conferimento di qualsivoglia dato sensibile, l'operatore ti risponde sereno che il primo posto disponibile è a circa mesi quattro di distanza, in un centro del cazzo sito al di fuori della tua provincia di residenza (vabbè, nella regione ci siamo però, quante pretese);
  4. se sia del tutto conforme a leggi, regolamenti, codice penale, semplice buon senso che lo sportello distaccato comunale deputato alla certificazione di base sia "chiuso per ferie" nei mesi estivi.

Ora, per carità, va bene tutto, ma se al cospetto del prossimo articolo sul gusto di gelato dedicato alla Notte Bianca (esiste, signori, esiste) o sulla fiorente attività letteraria del sindaco Veltroni, a uno gli rode poco poco il culo, è da tacciarsi proprio fascio di merda? 

 
 
 
 
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26.07.2006
Con quanto fiato in gola
 
In questi giorni di attesa poi ripagata, nelle attese così come erano attese, della sentenza dorotea dell'allora mio professore all'Università Piero Sandulli, ci siamo sentiti ripetere che è pur vero che delle magagne  dei pallonari traffichini paghino solo i tifosi.
 
E in effetti ben mi ricordo dei magoni, dei reiterati e continui scoramenti all'uscita dello stadio, dopo le varie Roma-Juve, con lo stomaco gonfio come un palla da biliardo, che pure coi peli sopra, insomma, possibile mai, dicevamo, ma si può ruubà così, mò stasera sai in televisione, mò domani te lo vedi il processo, e non succedeva mai un'emerita ceppa.
 
Poi ti senti raccontare che quando la pagano, e tu nel frattempo ti tingi i primi capelli bianchi, la pagano solo i tifosi e mica è giusto; magari lo era prima, quando io pure lo pagavo il biglietto per la presa per il culo.
 
Ma ci staranno evidentemente tifosi e tifosi, tempi buoni e tempi immaturi, tassinari che non sono pubblico servizio, loro, però se tu ti vai a prende iil caffè un attimo, ecco, lo vedi che rubi lo stipendio, lo dice la Cassazione, torna dentro il tornello, oppure vai sotto piazza Venezia, che poi magari, dopo un paio di "duce duce", te la danno la ragione, ti riceve pure il sindaco (di sinistra, ma non si dice, ssssssh)
 
 
Vebbè, ci sarebbero tante di quelle cose, che te dovresti incazzare ogni due per tre, e sinceramente fa molto caldo.
 
E poi, se lo volete proprio sapere, ho superato il mio primo concorso da dirigente.
Per questo non ho avuto gran che tempo, e adesso ho voglia di vacanza.   
scritto da alle ore 23:29 commenta    leggi commenti (7)
12.07.2006
Aspettando che sorte fora pure nonna
 

 

Ora io direi, considerando l'attitudine tutta italica, dimostrata anche in questo frangente, di colpirsi a ripetizione sui coglioni e di mostrare ripetutamente complessi di inferiorità e timori riverenziali nei confornti di chicchessia, di analizzare brevemente codeste due situazioni.

L'una, quella della capocciata pelata di Zidane di cui si parla già abbastanza.

L'altra, quella dello sputo di Totti nell'Europeo 2004, nei confronti del danese Poulsen, come conseguenza di spintoni e insulti operati con asfissiante nordica metodicità, ar pupone nostro, solitamente poco graziato dai difensori di tutto il mondo, tanto da rimetterci legamenti e calcificazioni ossee a più riprese.

Il mondo intero, dinanzi a cotanta protervia dimostrazione di violenza e cafonaggine, si indignò;lo scaracchiatore pagò con la squalifica per tre giornate, dovette lavare l'onta con le scuse davanti all'Uefa indignata, col capo cosparso di cenere, con la vergogna da lavare in patria a fronte di reprimende veementi e scandalizzate dei pennivendoli di casa nostra, inorgoglitisi in istanze moralizzatrici non ancora non sopite, a tutt'oggi, contro la cafonaggine del gesto, senza una sola voce che si levasse a giustificarlo, o perlomeno lo dimenticasse, dopo anni.

Ecco.

Direi che adesso, di fronte alla lievissima, appena accennata, diparità di trattamento riservata in patria e fuori a questo grande uomo , strenuo difensore dell'onore familiare, sarebbe assolutamente necessario:

  • riabilitare immediatamente su organi di commento massmediologici il valore sacro della scaracchia come dimostrazione di maschia virilità e testosteronico amor patrio;
  • avviare opportuna inchiesta Uefa che riprenda per le recchie Poulsen 'ndo cazzo sta adesso per sindacare parole, opere ed omissioni del danese, al fine di trovare il grimaldello giustificativo dela sputazza di pupone nostro;
  • allestire immantinente una diretta radio TV areti unificate di Totti in partenza per la Polinesia a rìbadire che lui sì che è omo perchè sputa e difende la famiglia;
  • produrre una scientifica dimostrazione Uefa, organismo da sempre dedito al fine moralizzatore dei costumi, della sostanziale parità di effetti tra uno sputo e una craniata di capoccia di Zidane cò la cattiveria sul plesso solare di soggetto uomo di media corporatura; 
  • infine, intervista-verità post biennio a sora Fiorella tesa  a carpire come ella, core de mamma, punirebbe le insane gesta del danese provocatore.

E che cazzo.   

scritto da alle ore 21:19 commenta    leggi commenti (2)
10.07.2006
Tempi duri
 
Sono quelli in cui ti blocchi sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole, tramontato, e una smanettata di clacson, che senza signorilità ti illuminano sui non due, manco quattro, bensì 24 anni passati, che sembrano un mozzico, sono una vita, porca mignotta, accorciata in un attimo nella stessa paura, nei rigori al cesso con le orecchie tappate, nella stessa gioia straniata dalla vita tua.
 
Gli stessi trascorsi da quando, giovincella, con pochi altri conoscevi le sorti di quelli di cui al titolo, ed oggi ne compiangi la finaccia.
 
   
scritto da alle ore 10:14 commenta    leggi commenti (0)
05.07.2006
Dalla finestra -2 -
 
Per l'atalenante rispetto che nutro nella categoria, non lo faccio mai.
 
Ma questo veramente merita
 
Vado a studià.
scritto da alle ore 08:52 commenta    leggi commenti (0)
05.07.2006
Dalla finestra

Premesso che, ieri sera sul tardi,

  • ho versato una onesta lacrimuccia, che in preda ad una atavica, ricorrente per traumi infantili pregressi, pavidità da incubo rigori;
  • che, di conseguenza, già mi ero nascosta in fondo al corridoio con le orecchie tappate;
  • che stanotte ho faticato non poco ad addormentarmi con l'incubo della panza di Galeazzi che non smetteva di ridere al battutone autoprodotto sui tedeschi, il kaiser e similari;
  • che quindi, non proprio a me, si può muovere l'accusa di dissociazione o superbia rispetto all'inaspettata prodezza dei nostri;

debbo attestare il sincero, sottile disgusto per le orde fameliche riversatesi in strada e riportate dai TG, composte da soggettoni in libera uscita, ciccione represse, fighette dagli annosi interrogativi sulle regole del fuorigioco, mostri mostruosi urlanti sfatti di caldo e particelle sottili, tale che ho ringraziato una buona sorte che mi costringe ad evitare i bagordi.

E comunque.

Mio cugino Fabio via sms: "Sul piatto de pasta che mettessero 'ste du pallette al posto dells P38".

E infatti.

scritto da alle ore 08:33 commenta    leggi commenti (0)
29.06.2006
Oooooops!
 
 
 
 
 
 
Sicuramente ve ne sarete già accorti, ma ad abundantiam rammento ai miei numerosissimi lettori che, qualora ambissero ad ascoltare voce ed opinioni di chi scrive, possono approfittare della superba partecipazione della scrivente a ben due puntate di Forse Italia.
 
Le puntate questa e questa.
Che magari ce ne saranno altre, chi può dirlo.    
scritto da alle ore 23:20 commenta    leggi commenti (0)
22.06.2006
5 minuti di soddisfazione
 

 

Nell'attesa di riprendere qualche piccola divagazione personale, che di personale ora c'è troppo e, come accade nelle simple minds che si rispettino, le idee si accavallano e c'è poco spazio per ordinarle, torniamo brevemente sulla strettissima attualità.

Al fantasmagorico gollone del Giappone contro il Brasile, il pensiero eternamente grato è corso al qui a sinistra, imperituro nel ricordo, Hidetoshi Nakata, il quale, nella tarda primavera del 2001, regalò ai romanisti un pallettone da lontano, centrale e potente, che fece iniziare la rimonta contro la Juve che vinceva due a zero e, in un momento di evidente sovraccarico telefonico e improvvisa e fulminante stasi della libera circolazione delle merci, consentì forse, proprio quel giorno, alla Roma, CONTRO LA JUVE, di vincere il suo terzo scudetto.

Ora, uno con un nome simile ha segnato al Brasile, il Brasiletto un po' sterile di questo mondiale che gli ignari di calcio danno sempre favorito (che non ti sbagli), quello pieno di ex bambini poverissimi che coi primi soldi c'hanno rifatto i denti guasti, scrostato le lamiere di casa di nonna, campato frotte di cugini e parenti tutti, e che hanno imparato sulla spiaggia da ragazzini e che sono sempre tanto simpatici e come si fa a non tifare Brasile, ti pare, mica è come la Juve che c'hanno i soldi e la erre moscia...

Però, insomma, come ti viene per gli scarpari neri come la pece che cento ne sbagliano e uno per culo ne segnano, pure 'sto golletto, sia per l'eterna gratitudine di cui sopra, sia per l'eterna vicenda di Davide e Golia (o Sansone, come direbbe qualcuno...), qualche brividino di soddisfazione ce lo ha regalato.

Peccato che è durato poco, che adesso magari gliene fanno cinque. Ha già cominciato un ciccione.

 

 

scritto da alle ore 21:58 commenta    leggi commenti (2)
17.06.2006
Perchè questo che t'ha fatto?
 
Attenzione che oggi si ha l'occasione di disquisire seriamente di calcio giocato, di virtuosismi tecnici, di bilanci analitici ad una settimana dall'inizio del mondiale, che le femmine sanno fare ben altro che lo spaghetto o lo spiedino (basta che si levino dalle palle nella stanza deputata alla visione).
 
Che è ora di dirlo ad alta voce, soverchiando la morale comune che si adagia sulle opinioni più consuete e le tesi più sicure, che incensano il pur caruccio ma alto 'no sputo e 'na latta Owen, il tamarissimo Figo, l'ammazza ormoni Gilardino.
 
E questo, dove lo mettiamo?  
 
 
scritto da alle ore 14:03 commenta    leggi commenti (2)
13.06.2006
Pippone Mundial
 

Pioveva.

Diluviava anzi.

Anzi cera stata pure la tromba daria, mi sa, quella che Carlo il bagnino preannunciava giorni prima col dito, imbevuto di saliva, e noi aspettavamo il vortice col risucchio, quello di Twister uguale, che ti portava via se non taggrappavi allalbero.

 

E noi stavamo in mezzo alla fanga, di 11 luglio, di 11 luglio 1982, in campeggio, con le galosce (quelle tipiche calzature infantili di pura plastica colorata che le mamme tiravano fuori al primo accenno di pioggia, per non bagnarti i piedi, e tu giocavi in mezzo alla terra bagnata e tornavi tutto zozzo e inzuppato però i piedi no, asciutti), in mezzo allavventura vera.continua...

scritto da alle ore 17:52 commenta    leggi commenti (6)
10.06.2006
L'angolo della secchia
 
Nella giornata di ieri deve essere evidentemente, lungo le linee telefoniche della Rai, corsa freneticamente l'intimazione: "Ahò, la Costarica è femminile", visto che da ieri sera abbiamo appreso per la prima volta che "Costarica" (lo Stato del) è femmina invece che maschio, come eravamo abituati a declinare.
 
Perfetto, non sono in grado di ribattere, mi mancano le basi.
 
Solo che, una volta sola, vorrei sentire che il "fine settimana" non viene mascolinizzato nell'accezione teleologica, ma nel più consono, femminile senso della conclusione di qualcosa.
 
Ti pare?
scritto da alle ore 09:22 commenta    leggi commenti (5)
07.06.2006
La risposta
 
Allora, in questi giorni oziosi all'apparenza, in realtà mi arrovellavo per trovare una almeno accennata attinenza tra un fatto reale, che in rigurgito adolescenziale lo dovevo dì, e un appiglio personale che giustificasse il raccontino.
Insomma, avevo trovato, adoperandomi in un volo pindarico assolutamente esagerato, che la mia rinnovata passione per la cucina sana e leggera, in particolare per i fagiolini corallo (al Nord denominati taccole), poteva collegarsi alla moderazione a tavola di personaggi ultranoti, sicchè anche LIGABUE, che ha cenato venerdì scorso esattamente avanti a me, in front of, preferiva all'amatriciana un più parco tonnarello cacio e pepe, neanche finendo il piatto, accompagnandolo con poco vino e lunghi silenzi in mezzo all'allegro casino della sua band che festeggiava un compleanno...(ahò, me stava davanti, l'arte dei cazzi altrui del resto un minimo ce l'hanno tutti, no)?
 
Solo che la mia latente spiritualità, la mia incessante ricerca per un Dio giusto ed equo, il mio districarmi in dubbi e domande sulla vera identità del Sommo ha trovato ricovero e riposo, pace e risposta, facendomi astrarre per lunghi momenti dalle miserie terrene.
 
 
 
    
scritto da alle ore 17:42 commenta    leggi commenti (1)
01.06.2006
Giuro che è vero
 
"Siamo a giugno. E' arrivato il mese dell'intestino irritabile".
Radio dimensione suono, 5 minuti fa.
 
Che se vi dovete far venire un attacco di colite spastica, una cacarella, un diverticolo, se non ne approfittate siete dei coglioni. 
scritto da alle ore 11:16 commenta    leggi commenti (6)
19.05.2006
I figli di mamma
 
Le mamme vogliono bene a tutti i figli, si sa, e quando diventano più belle perchè se li stringono al cor non viene da pensare che, spesso, succede che, pure se l'affetto sotto sotto è lo stesso, questo non viene manifestato proprio sempre in parti uguali. Perchè è il figlio più ribelle quello più accudito, quello più problematico maggiormente sommerso di attenzioni, quello che non la va mai a trovare più apprezzato rispetto all'altro, magari sempre presente. 
 
La patria mamma di noi tutti, tante volte citata in questi giorni di ingorgo istituzionale, che casualmente ha coinciso con la morte di qualche soldato in "missione di pace" col fucile in mano e sopra ai cingolati, ha accolto le bare con tutti gli onori , ha cosparso di lacrime e mascara waterproof le ex soubrettine come i narratori del prime time, ha rispolverato la retorica dell'eroismo e del modello imperituro per i 'ggiovani, che mica vi propiniamo solo reality a basso costo, che cavolo, ma anche belle storie italiane, belle mamme commosse per strada con le buste della spesa in mano, intervistate di corsa prima che inizia Centovetrine.
 
Manuela era una ragazza giovane come gli eroi moderni, però del sesso sbagliato, femmina, del lavoro sbagliato, infermiera, dello stipendio sbagliato, un migliaio di euro probabili contro i certi, molti di più, dei soldati in missione. Era al primo impiego, forse contenta di essersi lasciata alle spalle il co.co.pro. (la flessibilità bipartisan, che a quanto pare è di tutti e di nessuno), e siccome assisteva un malato di mente l'ha accompaganto a fare una passeggiata nell'ospedale, per farlo stare meglio, e questo l'ha ammazzata, e, tanto per gradire cercato di violentarla. E Manuela è morta zitta zitta, come se cadesse da un'impalcatura, come se finisse schiacciata in una cava.
 
Al funerale ci staranno i genitori e gli amici, all'"Italia sul due" parleranno dei culi rifatti in vista dell'estate.
 
E a me piacerebbe tanto che un fiore, uno solo, gli arrivasse da Roma, con un biglietto, "il tuo nuovo Presidente". 
scritto da alle ore 08:45 commenta    leggi commenti (2)
05.05.2006
L'ultima rivoluzione
 
Ieri ho sostenuto il mio ultimo concorso, precisamente per dirigente al Comune di Roma.
Ne sono uscita con la netta convinzione che l'ambiente del concorso e la figura tipizzata del concorsista debbano, necessariamente, costituire oggetto di studio, e con lo stupore nel constatare l'assenza di voci autorevoli, di studi scientifici, sociologici e psicologici sul tema.
Da quando ho iniziato, me tapina, l'onesta e abbastanza squallida vicenda del concorsista, una quindicina di anni fa, le caratteristiche non tanto delle prove d'esame, delle sedi e delle commissioni mi hanno formato nel mio essere semi-senziente di oggi, quanto, appunto, le tipizzazioni dell'animale da concorso.continua...
scritto da alle ore 10:35 commenta    leggi commenti (3)
01.05.2006
Ci vorrebbe Ivana Spagna
 
Ho sognato (nel senso di attività onirica vera e propria condotta durante il sonno) di essere colpita tutt'uduntratto da irrefrenabile e proficua vena creativa, che mi spingeva senza sforzi ad aggiornare il blog con sconosciuta continuità, addirittura più volte al giorno.
 
Poi ho sognato che incontravo un compagno di scuola che non vedo da chissà quanto, nipote del sindaco di Roma, che mi invitava a casa con amici e la casa era su due piani, e sui muri dei piani, per la scale, tutto intorno e sopra e sotto era cosparso di merda, tantissima cacca pastosa e fumante, ma nessuno ci faceva caso, solo io.
 
Poi ho sognato che un negozio carissimo bellissimo del centro di Roma, dove abitavo prima, faceva dei saldi stracciati, e dopo la fila riuscivo ad entrare e vedevo delle bellissime, attizzantissime gonne jeans (mio personale feticcio di vita insieme alla collezione di cartoline e poco altro), le quali erano poste su un ripiano altissimo, dove non si arrivava neanche con le scale a rotelle. E io saltavo, saltavo con in mano il palo quello per prendere le stampelle, e sudavo e saltavo, ma niente.
 
Tutto nella stessa notte.
 
Almeno la merda dicono che porta bene, no?
scritto da alle ore 18:52 commenta    leggi commenti (1)
21.04.2006
Un grido di dolore
 

 

C'era una volta la pizza. La pizza al taglio. Ancora, la pizza al taglio di Roma.

La puntualizzazione si rende necessaria poiché qui non vuole trattarsi della pizza del sabato sera, quella seduti, quella rotonda, ma del ricorrente, caratteristico punto-ristoro tipico di Roma e al massimo della provincia, che in altre parti d'Italia io non ne o mai trovati di uguali di pizzettari (escludendo ovviamente dalla rilevazione i plastificati Warner Village della ristorazione d'emergenza e/o d'asporto quali i vari "Ciao", Spizzico", "Stuzzico" et similia, che qui si parla d'altro, per piacere). 

Si narra di epiche seghe a scuola con fameliche puntate alle 11.00 di mattina nei luoghi della perdizione lussuriosa assoluta, si "trade" (piaciuta?) di cene risolte all'ultimo momento senza riscaldarla che è troppo buona pure così, gommosa, unta e alticcia, si racconta di cappotti assoluti a scapito del femmineo (in senso concettuale e non razziale), insulso "gelatino", e in barba ai propositi di dieta, naufragati in colate di mozzarella fumante dentro l'involto che poi si svolge e te magni pure quella.    

E si argomenta con mestizia di fronte alla netta involuzione del fenomeno, a favore di evoluzioni del gusto misteriose e rozze, a metà tra il "più ce metti e più ce ritrovi" e la nouvelle cousine d'accatto.

Perchè se una volta, fino a qualche anno fa, il miracolo si fondava su una semplice quanto ingegnosa miscela di acqua e farina, sulla quale si adagiavano pochi, selezionati ingredienti nei secoli deputati ad accompagnare l'impasto, quali pomodoro e mozzarella, funghi, patate, talora verdura cotta e poco altro, si assiste oggi sgomenti, in qualche caso incazzati, all'involuzione totale del fenomeno agevolata da alcuni fattori predominanti.continua...

scritto da alle ore 19:31 commenta    leggi commenti (5)
18.04.2006
Conosci te stesso
 

Chiunque si districhi da anni, senza requie, nel mare magnum dei pubblici concorsi, nella ricerca ossessiva dello stare prima, dello stare meglio, poi, ha la ventura di conoscere un universo particolarissimo, assolutamente caratterizzato da termini, strutture, modalità e banditori del tutto peculiari.

Se per banditori non intendiamo i folkloristici personaggi con cappello e tamburo, ma le strutture deputate appunto a bandire i concorsi, scopriamo da constatazioni empiriche che proprio la denominazione degli enti pubblici genera curiosità, amletici dubbi, complicati interrogativi.

E già, perché se il più delle volte lignaro concorsista ha una vaga idea non di quello che andrebbe a fare, ma perlomeno del dove dovrebbe andare a guadagnarsi la pagnotta, perché, tanto per fare un esempio:

 - i Ministeri stanno a Roma e intorno ci stanno i bar;

 - il Comune è il posto dove si fanno le carte didentità e ci si va a lamentare;

 - alla Posta si pagano i conti correnti e ci si incazza;

talora, invece, individuare con probabile verosimiglianza funzioni e attività di enti riportati dalla Gazzetta Ufficiale, è operazione che dà la stura alle ipotesi più fantasiose. 

Che poi, magari, negli enti in questione ci si occupa di cose serie, si risolvono i problemi, e non si immagina di dar luogo a complicati e solipsistici dibattiti sulla natura di definizioni tanto fantasiose  

Se, infatti il tecnicistico Istituto linguistica computazionale di Pisa evoca immagini di operoso personale poliglotta dedito a conteggi esasperanti di sillabe e dittonghi, allarte del palindromo, alla scienza del parolando, alla tecnologia applicata allo Scarabeo, il romantico Istituto agronomico delloltremare (presso il Ministero degli Affari Esteri), non può non suscitare amene visioni dorizzonte, poetici sperdimenti dellanima, eteree contemplazioni sospese nel tempo e nello spazio, tali da far dimenticare qualsivoglia applicazione burocratica.

Talora la definizione lascia semplicemente interdetti, totalmente incapaci di supporre il benchè minimo significato alla definizione, come nel caso delloscura Autorità di bacino pilota (?) del fiume Serchio.

Talaltra la denominazione è evocatrice del profumo di signorine daltri tempi, di appositamente dedicate commedie anni 50, di abitini strizzati e cavi metti e leva, come nel caso del romantico Istituto Post-telegrafonici, che se solo ti sforzi di abbandonare il sentore di naftalina e ti applichi sullanalisi lessicale,  ti sfugge completamente non solo il senso moderno dei telegrafonici, figuriamoci del post. 

E allora, lo sforzo verso una pubblica amministrazione più snella, chiara e trasparente dovrebbe, in più di un caso, cominciare dallinizio, con lo spiegare, tanto al poveretto in fuga dal co.co.pro, quanto al cittadino ignaro, chi sono io, e tu, chi sei?

scritto da alle ore 16:40 commenta    leggi commenti (1)
11.04.2006
In tempi di magra...
 
...anche le elezioni politiche offrono non dico emozioni, che stavamo in tesa da giorni, ma persino preziosi insegnamenti di vita, fondamentali indicazioni sulla fallacità delle idee più sedimentate.
 
Ad esempio, ho sempre manifestato una profonda avversione per il linguaggio da messaggeria istantanea, per il T9 questo sconosciuto, ma, un passo prima, anche per una stringatezza di linguaggio che certamente non mi si addice, cosicchè faccine, sigle e abbreviazioni non prendono mai il posto di soggetto-oggetto-complemento oggetto, pure se si perde un po' più di tempo. 
 
Ebbene, l'abitudine mai abbandonata di tenersi stretto l'italiano in qualsivoglia forma di comunicazione, ha subito la notte 10/11, per i risultati non proprio compensibili ai più, diciamo, della contesa elettorale, una robusta riconsiderazione, causa fratello compulsivo in viaggio per Buenos Aires in ansia di informazione e, insieme, fetenzia assoluta della certezza dell'informazione stessa. Sicchè, ai continui messaggi dalla cadenza oraria che variavano dal "iavemo rotto er culo"? al "ma che sta a succede"? ai più preoccupati "ahooo qui dicono che stamo a perde nessuno sa gnente rispondiiii", ci si è dovuti arrabbattare nel festival del multa paucis, nella ricerca spasmodica del dono della sintesi per spiegare la fallacità degli exit polls, il rovesciamento di tutti i fronti, il testa a testa sui decimali dei millesimi, i senatori napoletani e gli italiani all'estero.
 
E a proposito di questi ultimi, quando, disfatta dagli eventi e dall'ora tarda, ho spento la TV con l'incubo che la certezza dell'esito dipendesse dai voti degli emigrati, l'immaginario  dell'italietta broccolina col mandolino e il caciocavallo, Toto Cutugno e valori patrii sbiaditi, mi aveva fatto perdere ogni speranza. 
 
Fosse vero che la sinistra è pessimista?
scritto da alle ore 21:24 commenta    leggi commenti (3)
17.03.2006
Puttane, spose e campi di grano
 

 

In mancanza dell'estensore maximo che ha ieri ha detto che stava fuori e gli facevamo la cronaca al telefono, e pur in costanza di riconosciute certezze, ieri non ho potuto soffocare l'impeto, che di seguito riporto.

Allora ieri c'era il Grande Fratello che uno s'aspettava due coglioni, com'è quest'anno, e invece no. Perchè prima dovevano uscire Rosario, che è presuntuoso, o Patrizia, che è mamma. Patrizia è quella che dentro la casa c'ha la figlia, tale Eleonora, che è un mammifero misterioso stempiato in fronte e però coi peli sul collo, che alla madre la odia perchè è più bella di lei. E di conseguenza la madre, siccome è giovane e c'ha il labbro pendulo, acchiappa palesemente più della figlia e si mette la tetta in fuorigioco (invece che fare la madre e la sposa come vuole il nostro Presidente) e il mondo nello studio e fuori è pieno di fasci maschilisti, allora la votano tutti ed esce, che come "categoria" è appunto donna e madre, che cò 'sti chiari di luna è proprio una sfiga.

Poi però a sospresa decidono che deve uscire un altro, che lo votano da dentro la casa, e allora succede un bordello ma un bordello...perchè proprio prima della puntata avevano litigato Augusto (che da piccolo l'hanno rapito ma non l'ha detto nella casa e poi ha i soldi) e Fabiano (che è ciociaro, c'ha la terza media e non c'ha una lira e lo dice a tutti). E quindi siccome ragionano a mandrie e si pisciano i territori, votano per la rissa e non quello che volevano prima e i due sono i votati pari, e vanno al ballottaggio e dopo il ballottaggio esce Fabiano. Solo che Man Lo si ricorda che ha votato Fabiano ma non voleva, perchè lui è povero e lei come Garrone, paracula e lecchina, e chiede di ritirare il voto piangendo forte che se solo sapeva che a Augusto, che stava sonoramente pugnalando alle spalle, a momenti je mozzavano un orecchio da creatura, voglio proprio sapere coma cazzo se metteva.

E insomma per il GF è la prima risposta quella che conta, che sono persone serie, esce Fabiano e succede un casino, che Fabiano è povero: lo studio ulula, la Marcuzzi incespica, dentro la casa sfasciano il cesso e a Man Lo le piglia una crisi isterica tale si butta per terra e le scorte di Xanax non gliele danno perchè è cinese e magari je fa reazione. Però nessuno che dice "allora se c'hanno fatto la porcata e ci fanno eliminare come degli schiavi usciamo tutti a facciamogli andare in vacca la trasmissione", no, che loro sono uomini d'onore ma le barricate evidentemente sono solo quelle di vetro che allo stadio dividono i branchi dei tifosi.

E poi insomma gli autori si cacano sotto che gli era venuta troppo bene la mossa e parlano con la Marcuzzi, che parla coi ragazzi e col pubblico e dice ai casalinghi che se rinunciano a 100.000 Euro del montepremi finale rientra Fabiano che è povero e ha bisogno, e loro accettano che sono uomini e donne di cuore, e quindi Fabiano rientra e tutti sono contenti, tranne Augusto che è stato il più onesto di tutti e che, com'è come non è, tutti adesso lo trattano come a un appestato.

Poi si è fatta tardi e allora la puntata corre corre e tutti corrono dentro la casa con Eva Henger (che è mamma pure lei ma siccome ha fatto i film zozzi non sta nella categoria "mamme" e quindi per i ragazzi è pure femmina) che incita, e superano la prova con Fabiano che le azzecca tutte perchè lui non ha studiato nella vita però cerca il riscatto con la pornostar, e s'è fatta una certa e non se capisce proprio più niente e noi una pisciatina una salve regina e in santa pace ce ne andiamo a letto.

Uff.     

scritto da alle ore 09:37 commenta    leggi commenti (2)
16.03.2006
Ci sono io e sono qui
 
E così è toccata pure la citazione baglioniana, così per rendere l'idea.
Che c'è questo nuovo giochino, scoperto su Macchianera, indicato dal banner a lato e disponibile sul sito www.voisietequi.it, per cui si risponde ad una serie di domande, e dalle risposte si evince il profilo politico del "somministrato" (così si dice in gergo...), e la distanza o vicinanza dello stesso dalle maggiori forze politiche.
Per quanto mi riguarda, la prima sorpresa è essere riuscita a schiaffare in orgogliosa autarchia il bannerino, che però ovviamente non si linka (e qui aspettiamo lumi da qualche anima pia).
La seconda è la netta contiguità della mia posizione politica non con i tre partiti delle varie sfumature di rosso tra i quali sfarfalleggio dalla maggiore età, ma con la Rosa nel pugno.
 
Se è un sintomo di invecchiamento, non avevo bisogno di conferme. 
scritto da alle ore 10:49 commenta    leggi commenti (0)
14.03.2006
La logica
 

 

Mi pare che sulla intervista della Annunziata, sul fugone di Silvio quando vede le brutte, accompagnato da uno strepitoso commiato sordiano con gambetta-se-viene pendula, si sia detto abbastanza.

Magari senza soffermarsi troppo sul rodimento di culo, che a sinistra può affiorare, nel difendere la Annunziata, la stessa che si guardò bene dal prendere le parti della Sabina Guzzanti epurata, quando aveva posizione e ruolo adatti e preferiva irritarsi per la sua imitazione piuttosto che difendere sacrosanti diritti di tutti; ma vabbè, ci tocca sempre dimenticarci in fretta, pare si chiami sopravvivenza, o "meno-peggio".

Purtuttavia, il fastidio maggiore emerge non tanto a fronte di chi difende il fuggiasco, che da tempo ho smesso col confronto che fa male alla salute, quanto piuttosto al cospetto della pretesa maggioritaria di esigere un di più di santità da chi svolge un mestiere pubblico.

E qui personalizzo, tanto per amore di novità. Perchè il problema non è esigere comportamenti degni, specchiata onestà, maggiore pulizia intellettuale da chi è incaricato di pubblico servizio, che sarebbe pretesa oggettivamente legittima e giustificata, ma esigere, a fronte del "ti pago io", un asservimento a tappetino alla morale maggioritaria, o alla bisogna personalistica, che nel caso è uguale.

Nello specifico, Lucia Annunziata doveva tenere un comportamento equidistante nell'esercizio delle sue funzioni, nel sottoporre cioè a domande l'intervistato, ponendo interrogativi anche duri e scomodi quanto a destra tanto a sinistra, cioè non "contaminando" il suo lavoro con le sue idee, che ha palesato più volte e che erano conosciute ben prima dell'intervista.

Non rifuggendo i ben noti personalismi, io stacco dalle pareti comunali, lo spazio di tutti, da tutti equidistante, tanto i manifesti elettorali di destra che quelli di sinistra, che qualche codardo mattiniero impunemente attacca, e litigo con esponenti di entrambe le fazioni, quando devo rispettare la legge, che è l'unico dogma del mio lavoro.

Ma a fronte del ricattino tipico che qualche volta il cafone mi ha rappresentato, sottintendendo più o meno velatamente il "guarda che ti pago io" (per compiacere ovviamente a richieste personalistiche), non posso fare a meno di ricordare le file buoni buoni allo sportello della banca, che la paghiamo noi uguale ma lì va bene, o i fenomenali pomeriggi televisivi a culi misti a bambini spariti della rai, che la paghiamo due volte ma che lì, chissà perchè, va bene tutto.

Nel frattempo, prepariamoci per l'evento, che abbiamo pagato noi pure quello. E seguire il consiglio di benefattori virtuali disinteressati (che anche volendo, io gli indecisi non li trovo).

     

 

scritto da alle ore 17:44 commenta    leggi commenti (9)
11.03.2006
Dove sta (deraM)?
 
La fondamentale. ineluttabile, imprescindibile indagine sui consultori e la 194 di qualche mese fa.
Non se sa niente?
scritto da alle ore 11:15 commenta    leggi commenti (97)
08.03.2006
La scala dei valori
 

 

Nel pieno della ricorrenza controrivoluzionaria per eccellenza, non è certamente retorico più festeggiare a pizza e mazzi a pagamento, ma pure porsi reiterati perchè sulle motivazioni storicizzate, arrovellarsi in proficui e abboffa zebedei dibattiti sull'annoso, e annuale, tema, se "ha senso festeggiare ancora l'8 marzo".

Se se. Chiediglielo alle vecchie del paese, dell'ameno luogo dove lavoro, e le risposte mica sarebbero così scontate, e certamente non tanto diversificate.continua...

scritto da alle ore 17:30 commenta    leggi commenti (6)
04.03.2006
E non chiedermi come e perchè
 
...venerdì sera, sintonizzata sul Festival nella serata dei duetti, l'unica forse degna di nota, i miei neuroni si sono come arrovellati sulla misteriosa, immaginaria tenzone tra due giovincelli:
 
e uno
e due
 
Il primo, Ferro Tiziano da Latina, pischello non proprio avvenente con faccione anonimo da agro pontino, dalla notorietà recente frutto di energizzanti canzoncine adolescenziali, si è misurato con l'onestissima canzone di Zarrillo in un duetto più che dignitoso, diciamo da lacrimuccia, tale da causare un sussulto incredulo di emozione, perdurante dall'entrata da divo del pischello fino al termine di un esecuzione intensa, osiamo passionale, lumicino nella penuria festivaliera di quest'anno. 
 
Il secondo, l'inglese Bloom Orlando, strombazzato attore sex simbol, aspettato dalla scrivente quale ristoro dell'anima e degli occhi, ha invece suscitato una assenza così totale di stordimento femmineo, evocando  in suo luogo un vago sentor di broccolo, una tangibile sensazione di vuoto ormonale, una attesa per prestazioni non al di là del cavalier servente prezzolato della Cabello, che io, vuoi un inizio di rincoglionimento senile, vuoi il primo sentore di primavera, mettici pure l'affaticamento post-influenzale, mi son detta:
"ma lo sai che c'è..."  
scritto da alle ore 23:57 commenta    leggi commenti (13)
04.03.2006
Io c'entro
 
E l'ho preso.
Il tagliandino Euro 4, quello originale, che l'ha fatto il Comune per risparmiare sui costi, sui costi cioè dei cittadini che gli hanno fatto le multe, che però non gliele dovevano fare, e quindi fanno i ricorsi, e quindi i vigili poi devono esaminare i ricorsi, dopo aver elevato le contravvenzioni che non dovevano elevare, e così risparmiamo tutti e non solo siamo in regola ma lo dimostriamo.
 
Col talloncino ufficiale, contornato giallorosso, la coroncina SPQR, e la scritta Euro 4.
 
Che io all'URP del Municipio sono entrata in perfetto rispetto dell'orario, e ho chiesto "che mi dà il tagliandino Euro 4, ho portato pure il libretto", e loro "non serve, eccoli lì, se vuole ne può prendere uno pure per suo padre, suo marito, suo fratello" (tutti maschi, che i maschi guidano).
Ringrazio, chiedo dove sta l'adesivo. "Ce mette un po' de scotch", rispondono, e io contenta me ne vado.
Col talloncino con la scritta. Non solo "Euro 4", ma pure l'altra, più normativa, in basso a sinistra: "Il cittadino deve comunque sottoporsi ai controlli di legge".
 
Ah.
Io pensavo che col tagliando si potevano mettere sotto le vecchiette.  
scritto da alle ore 09:59 commenta    leggi commenti (8)
01.03.2006
Zitti zitti (il silenzio è d'oro)
 

 

Era una canzone degli Areoplanitaliani, presentata qualche anno fa al Festival di Sanremo. Una canzone gradevole e orginale, che consentiva a me, inesorabile difensore dei costumi nazionali nella sola settimana festivaliera, di argomentare l'importanza di supposte radici culturali con guizzi di creatività, nascosti ma efficaci.
Da qualche anno, manco ci provo più, e quest'anno men che meno, battendo in vergognosa ritirata di fronte alla penuria dei brani e dello spettacolo.
L'arte del silenzio perseguono evidentemente anche gli umani rimasti, quelli che dovrebbero condividere, assai alla lontana, con notevole approssimazione, le tue motivazioni sociali, la tua concezione di bene comune.
Ieri io, i miei parenti e i miei più cari amici siamo stati tacciati della più infamanti delle accuse, di essere complici di omicidio per il solo fatto di votare per chi difende una legge dello Stato.
 
Tutti zitti, schhhhhh, che due critiche in croce lievemente irritate, sempre a difesa della libertà di parola di chi ti accusa di essere un carnefice, per carità, ci bastano, a noi.
 
Oggi, in gran pompa, 'sti gran cazzi della par condicio, il Presidente del Milan (così l'ha chiamato ieri Panariello a proposito di questa minchia, tanto per citarlo, attirandosi degli inaspettati e salutari fischi dalla galleria) parla al Congresso americano davanti all'amico George, da cui si è recato in ovvia visita di circostanza, richiedendo a permuta della cambiale irachena, a prezzi stracciati, una tiratina benevolente a uso e consumo della maggioranza degli elettori italiani, notoriamente analfabeti e quindi in grado di recepire ben benino il messaggio (qui senza ironia).
 
Tutti zitti, schhhhhhh, che dopo, solo dopo, due dichiarazioncine sullo scandalo della diretta di Canale 5 al padrone con tanto di commento, ci scappano.
 
E il traffico continua a bloccarsi per le doppie file da shopping, non perchè in tanti ci si siede per terra.
 
E si comincia a strillare. 
 
E si blocca tutto.
 
E non ci si muove più. 
scritto da alle ore 15:19 commenta    leggi commenti (5)
22.02.2006
La rivoluzione telematica
 
Comunicazione di servizio: il post quivi precedentemente inserito è stato costretto a recedere poichè non più corrispondente alla realtà; ad oggi i concorsi pubblicizzati dalla Gazzetta sono stati inseriti nei siti web indicati, seppure con consistente ritardo.
La missione continua... 
scritto da alle ore 18:55 commenta    leggi commenti (1)
20.02.2006
Noi siamo puffi blu
 

 

Un altro botto con la macchina.
Cioè, botto sarebbe, o incidente, se un qualche coivolgimento fattivo ci fosse da parte mia, che invece, porca pupazza, assisto impotente, anzi incasso, anzi la cervicale incassa, i cazzoni che non frenano.
E tamponano. Tu stai ferma, immersa nei tuoi pensieri, e SBOBOOM, essi tamponano.
E non è che tamponano perchè io inchiodo, che c'hanno torto uguale ma insomma che te inchiodi, no?
Nossignori.
Loro sono fortemente attratti, follemente ispirati, dal didietro della mia macchina, che se sta ferma al semaforo rosso non è perchè è stronza, ma perchè è d'uopo, costume sociale, opinio iuris ac necessitatis, da che mondo e mondo regola codificata, che al semaforo rosso ci si ferma.
Che se non ti fermi ti fanno la multa e ti levano i punti, oltre a rischiare l'incidente tu.
E se non è la prima volta che accade, e neanche la seconda, comincio a chiedermi il perchè di questa ennesima stranezza. 
E delle sfiancanti rotture che seguono all'incontro scontro con sconosciuti rincoglioniti, che tu mantieni la calma, gli dici facciamo il CID o la denuncia, tutto a posto non si preoccupi, e loro, siccome i cazzi propri sono sempre il punto preciso dove sorge e tramonta il sole, implacabili, imperturbabili, scontati si palesano nella banalità della richiesta "ma non è che ci mettiamo d'accordo e te pago il danno che così non m'aumenta l'assicurazione"?
E, consequenziali come l'alternarsi del giorno e della notte "...e poi io c'ho l'amico carrozziere che mi fa il prezzo buono".
Comincio a pensare che a parte me, che non conosco elettricisti, idraulici, elettrauti, carrozzieri e compagnia (dedita al lavoro materiale ed economicamente vantaggioso) cantando, il mondo sia costituito da una società chiusa di omini blu dove ognuno si conosce, ognuno alla bisogna interviene, con il suo compitino specifico, in barba alle modalità codificate.
 
E a come ti hanno insegnato ci si comporta negli accadimenti pratici.
scritto da alle ore 18:13 commenta    leggi commenti (4)
18.02.2006
Le opportune precauzioni
 
Allora una volta m'hanno raccontato di una che, probabilmente segnata da qualche brutta esperienza passata, soleva accompagnare i suoi incontri di letto accompagnano i versi e i mugolii del maschio con dei parossistici, romantici incitamenti: "Nun me fregà, nun me fregà".
 
A Roma si circola ormai praticamente solo se hai l'Euro 4.
 
Si, lo so che ne ho già parlato, ma siccome mi sono accorta che la mia macchina rientra nel novero delle fortunate (ovviamente per poco, considerata la probabilità con cui tra qualche mese si inventeranno qualche altro accorgimento per farti spendere), si è posto il problema di come segnalare all'attento tutore municipale la legittimità della tua circolazione, cioè di come evitare che si sbagliano e ti mettono la multa uguale.
Dice: "ma poi non fanno i controlli al PRA, alla Motorizzazione, alla Prefettura, e prima di mandarti la multa si accertano che non sei Euro 4"?
Risponde: "Se se, poi ce vai te a perde una giornata di ferie sull'Ostiense" (per i non romani, luogo ove si contestano le multe in allegro tourbillon di file, gente incazzata, e varie amenità.
 
I dubbi personali hanno trovato conforto nell'osservazione del comportamento dei miei concittadini, che in questi giorni, nsesammai, stanno adornando con ulteriori cartelli, tipo questo
  (oddio com'è venuto grosso...)il retro delle proprie autovetture. E al Comune, che sono romani e malfidati pure loro, c'hanno pensato e hanno deciso che dal 18 all'automobilista fortunato gli regalano un altro bel bollino, da attaccare accompagnato dalle P di principiante, dagli attenti al pupo, dal talloncino del bollo auto, da quello dell'assicurazione, da quell'altro del bollino blu, che fra un pò veramente non ci vedi più un cazzo.
 
E insomma a me, ogni volta che vedo il cartello, mi ritorna in mente la storiella dell'amante previdente.
 
E rido.
scritto da alle ore 16:10 commenta    leggi commenti (2)
13.02.2006
Il prodotto interno lordo
 
Ieri ho provato il mio quotidiano sentimento di estraneità,  stavolta con le mie amiche, ad ascoltare riferimenti criptici e misteriosi quali "gel" e "tip" in riferimento non a moderni ritrovati della tecnica, ma ad un elemento parte integrante del corpo umano, e cioè le unghie.
Appizzate le orecchie in attento ascolto dell'oscuro argomento, collocate le mie (di unghie) nel loro luogo di occultamento naturale, ovverosia in mezzo alle cosce, lo spunto è stato subitaneo a naturale, evocativo della personale idiosincrasia per l'universo mondo delle estetiste e della cura per il corpo.
In soldoni, poichè non sono MAI stata dell'estetista, molto raramente dal parrucchiere, e considerato che comunque alla dignità personale e ai rapporti sociali ci ho sempre tenuto in maniera sufficiente, direi, (insomma non indosso gambaletti, non vado in giro con il lutto alle unghie nè ficco la canottiera dentro le calze) potrebbe essere utile ed economico illustrare le regole di cotanta dignitosa autarchia nella cura di sè.continua...
scritto da alle ore 14:20 commenta    leggi commenti (6)
09.02.2006
Ma che bella giornata di sole
 
Sto diventando di molto noiosa.
 
Mi schiero oltremodo, attacco pipponi ideologici, mando le mie prime lettere minatorie da sindacalista, punto il dito su quello che non va, discrimino e distinguo, a pranzo mi isolo in superba solitudine.
Quindi, invertendo la rotta, prima di passare a disquisire su temi più leggiadri quali l'analisi scientifica, che so, degli alimenti da prima colazione, tema a me caro, accogliamo con spirito ottimistico l'elettorale rinnovo del contratto.
 
E la constatazione empirica che le cose non sempre vanno tanto male.continua...
scritto da alle ore 13:16 commenta    leggi commenti (13)
07.02.2006
Questo schifo di canzone
 
 
Dedicato a Rula Jebreal, che quando in un dibattito televisivo si sente appellare da un ministro della Repubblica la "signora abbronzata", non è che si alza e se ne va, ma continua ad argomentare legittimando il suo interlocutore.
Dedicato ai giornalisti dei dibattiti televisivi, che quando i ministri della Repubblica pronunciano appellativi sonoramente razzisti non chiudono la trasmissione, non prendono posizione, ma chiedono se, semmai, il signor, ministro, se può, il giorno dopo pensa a chiedere scusa alla signora.
Dedicato ai pezzettini della ex curva sud, che quando strotolano le svastiche non hanno neanche la capacità di pensare non solo che non si fa, che te lo devono impedire con la forza, ma che dipende pure dai contesti, che sai, tante volte...
 
E a quelli che ancora si incazzano per i fatti degli altri.
scritto da alle ore 18:22 commenta    leggi commenti (6)
05.02.2006
Par condicio
 
Considerato che, come dicevo prima, pare vada di moda non dirazzare di un millimetro dal proprio personalissimo buco di culo, atteso che mi riconosco una certa onestà intellettuale nell'attaccare anche il governo della mia città anche se l'ho votato e lo rivoterò, che alla fine il bklog è mio e ci scrivo ciò che maggiormente mi aggrada, riterrei opportuno riaffrontare, con maggiore attenzione, un problema già accennato qualche giorno fa:
 
TARGHE ALTERNE E ZONA A TRAFFICO LIMITATO
scritto da alle ore 12:38 commenta    leggi commenti (5)
02.02.2006
E' che la temperatura s'è alzata troppo
 
Allora, una scrive un post, poi lo pubblica qui, e mica uno che commenta quello che hai scritto, che si arrischia in una opportunità piccola piccola, ma che scherzi.
L'insopprimibile gusto per i cazzi propri è sempre la migliore spiegazione, di tutto.
 
Anche del fatto che oggi, per la prima volta in 17 mesi, mi è venuta voglia di sbaraccare tutto. 
scritto da alle ore 23:41 commenta    leggi commenti (12)
30.01.2006
Caro Mustafa...
Il bimbo ristette lo sguardo era triste
e gli occhi guardavano cose mai viste
poi disse al vecchio con voce sognante
mi piaccion le fiabe... raccontane altre.
 
Francesco Guccini 
 
Mi pare che si era capito che lavoro in un Comune, a diretto contatto con la ggente, compresi le quattordici persone che coordino.
Sono giorni che ho in bozza un post, dove tento di spiegare, da addetta ai lavori, i casini normativi, amministrativi, di gestione elementare della cosa pubblica con cui ci dobbiamo confrontare ogni giorno da quando Egli è al Governo, da quando mi incazzo davanti alla televisione perchè queste cose chi dovresti sperare ti governi di qui a poco non gliele dice, magari non le sa.
 
Ma siccome il post era francamente noioso e tempo per renderlo meno palloso non ce l'ho, stamattina mi soccorre Grazia, che "grazie" alla mailing list in cui si confrontano tutti i comuni d'Italia, scrive (e autorizza) a pubblicare questo.
 
Che io adesso girerò a Ballarò, romantica che non sono altro.
 
 
"Oggi ho visto la prima lettera del bonus bebè per i nati del 2005.
Credevo che l'autocertificazione si riferisse solo al reddito del 2004, invece il modulo prevede anche l'autocertificazione del requisito della cittadinanza italiana o comunitaria.
Beh, la lettera arriva  a TUTTI i nati, non è stato fatto alcun filtro, e così oggi mi arriva all'URP un ghanese tutto contento per la novità dei mille euro di Berlusconi, chiedendo di aiutarlo a compilare l'autocertificazione.
Verifico all'anagrafe e risulta ghanese, come peraltro la bambina appena nata, barro il modulo perchè non valido e gli spiego che non ha diritto e perchè.
Una scena disperata. Non la auguro a nessuno.
Telefono alle Poste e chiedo che disposizioni abbiano a riguardo. Loro non verificheranno nulla, accetteranno le autocertificazioni...
Come credete che andrà a finire ?
ipotesi 1) una famiglia media extracomunitaria, con difficoltà oggettive nella comprensione di documenti in italiano, riceve una lettera in cui si dice che hanno diritto a mille euro, regalati, purchè si compili il
modulo. Lo compilano di corsa e si precipitano a riscuotere. L'anno dopo, arriva loro una lettera dell'Agenzia delle Entrate in cui si comunica che " ... a seguito di controlli effettuati sulla sua...del... risulta avere percepito indebitamente la cifra di  EUR 1000, per cui  le
notifichiamo quest'avviso di riscossione di EUR 1000 + spese ....", e poi pignorano...;
ipotesi 2) la famiglia va fiduciosa all'URP o ad un patronato per farsi assistere nella modulistica, qui il solerte impiegato, che conosce bene la normativa, spiega che è un errore del Ministero, che i soldi non spettano perchè sono extracomunitari, e la famigliola torna soddisfatta a casa;
ipotesi 3) come sopra, ma la famigliola s'incavola, insulta tutti i presenti e se ne va dopo avere spaccato qualche suppellettile;
ipotesi 4) le letterine le hanno mandato a tutti da pirla, ma poi da veri draghi alle poste arriveranno solo bonifici nominali per gli aventi diritto, sollevando gli ansiosi impiegati delle Poste  da tensioni a riguardo;
Votate: 1, 2, 3 o 4...?
saluti a tutti.
Grazia
scritto da alle ore 13:59 commenta    leggi commenti (8)
25.01.2006
Quando l'anima torna ad essere un puledro
 
In queste mattine di gelo pungente, di occhio a fessura nello spazio tra il cappello e la sciarpa, accecato dai lampi di luce luminosa e tagliente dell'inverno, io, la mattina, passo rasente la fontana di Ariccia.
Essa fontana queste mattine è un laghetto ghiacciato nella parte di sotto che raccoglie l'acqua, mentre al di sopra gli zampilli formano delle acuminate, trasparenti stalattiti o stalagmiti (che non la so la differenza) che, attraversate dal sole, creano effetti scenografici che Pollyanna se li sognava (e ognuno fa le citazioni che può...).
E l'impeto di usare il telefonino nuovo che fa pure le foto è forte da giorni, per immortalare l'immagine e renderla imperitura aggratis su questo mio spazietto, ma sò due mattine che tento di fermarmi adiacente la fontana, che però essendo posta in luogo non idoneo all'accostamento stesso, deve essere tediata nel suo silenzioso splendore dai subitanei strombazzamenti e mortacci di coloro che, assai poco romantici, mi sono automobilisticamente alle spalle.
E quindi la foto non l'ho fatta, ma meno male che c'è Internet, che ne ho trovata una, di uguale uguale portata evocativa.
 
 
 
scritto da alle ore 10:14 commenta    leggi commenti (18)
24.01.2006
Così mi distraggo un po'
Con la superbia di cui uso e abuso, evito come la peste di disquisire sul nostro presidente, sia perchè in epoca ormai decennale di vignette e barzellette telematiche mi sembra di sparare sulla Croce Rossa, sia perchè, effettivamente, faccio finta che il problema non esista, che riguardi "gli italiani", mica me, che rifiuto con meccanismi d'accatto para-psichiatrici le iatture che l'oligofrenia altrui determinano pure nella mia, di vita.
Solo che, ogni tanto, la bile fermenta, l'acido gastrico ribolle, la sistola vacilla, nell'ascoltare delle soavi, diciamo, inesattezze che per la mia funzione sono in grado di cogliere e criticare.
Dette affermazioni azzardate, generano nella scrivente, insieme all'incazzatura, argomentazioni che gli interlocutori del creativo presidente, nelle figure di giornalista supino o antagonista politico ignaro, non accennano a confutare minimamente.
 
Ma a me non m'invitano, però c'ho il blog, e due ipotetiche analisi le posso pure azzardare.
 
Il bonus per i pargoli
Trattasi di elargizione di Euri 1.000 a favore dei nati nel 2005; nell'assoluta mancanza di informazioni, oppure nella pletora di informazioni, che è la stessa cosa, chi lavora al contatto con il pubblico deve continuamente difendersi dal fatto che il cittadino imbeccato dal presidente Caritas non ci crede che non si sa un cazzo sulle modalità della regalia.
Ora pare che Egli scriverà direttamente alle creature (e ancora stiamo decidendo sulla forma e finalizzazione del cartoccetto che la lettera a mia nipote assumerà), per spiegare ai neonati come fare per intascarsi il regalino. Il rilievo che spontaneo mi sgorga dalle budella è il seguente: come mai tale scelta, puramente discrezionale e politica in quanto libera nei fini, è stata assunta e l'altra scelta, questa obbligatoria per legge, consuetudine, costituzione, patti scritti e non scritti, buon senso, timore di incazzatura popolare e quant'altro, ovvero quella di rinnovare i contratti a milioni di dipendenti di alcuni comparti del pubblico impiego, SCADUTI DA ANNI QUATTRO, si è assolutamente lontani anche dal prenderla in considerazione? Il sospetto che i 2.500 euro circa di arretrati che mi si devono sarebbero ben superiori ai mille euro in caso di figliolanza, è sospetto da zecca pessimista, oppure vale l'altra ipotesi, cioè che i lavoratori del comparto Regioni-Enti locali i figli non li fanno?   
 
La crisi Alitalia
La produzione legislativa DL 4/2006 comitato per la semplificazione-personale in comando-c. a tempo det.-semplificazioni adempimenti dei disabili-comitato microcredito-segretari comunali-comitato atlantico italiano-stretto di messina-pari opportunità-autorità portuali
scritto da alle ore 14:29 commenta    leggi commenti (0)
20.01.2006
Bollettino
L'occhio è l'altro, ma fa niente. Dice l'oculista che la pallina rimasta a conseguenza non richiesta del mostro più volte descritto, ovvero l'orzaiolo mutato geneticamente, probabilmente si è trovata così bene da volermi accompagnare come compagna d'esistenza.
 
Allora io chiedo: "ma non si può levare"?
Ed essa, dando corpo e consistenza ai miei peggiori timori, mi spiattella l'amara verità, che poi magari "rimarrebbe un segno" tipo cecata venuta male, o al limite "una decurtazione pressochè totale del'arcata cigliare".
 
"Ohibò, ribatto, che percaso dottoressa Ella intende me devo tenè 'sto bozzo sull'occhio"?
 
Lei dottoressa dice che è carino, che manco si vede; peccato che al primo sguardo ha riconosciuto la portata abnorme dell'infezione del primo dell'anno.  
 
L'emozione per il mio primo intervento di quasi chirurgia estetica, sta miseramente ripiegando sugli impacchi di acqua e sale. 
scritto da alle ore 22:52 commenta    leggi commenti (10)
19.01.2006
Camel by camel
 

Oggi a Roma ci stanno le targhe alterne, ovvero dalle 15.00 alle 21.00 non si può circolare, mica solo nel centro storico, ma in una fascia colorata di verde (che è colore che rilassa, quindi idoneo alla funzione del caso, cioè lenire il livore di chi, la fascia, se la spizza sul sito del comune) che praticamente ricomprende tutta la città. La scoperta della iattura è stata estemporanea e opportuna come il realizzare che, ovviamente, si comincia con le targhe pari (la mia), perchè, come dice il saggio, chi ben comincia lo piglia in culo prima.continua...

scritto da alle ore 13:39 commenta    leggi commenti (12)
16.01.2006
Finalità
 
Luciano Moggi punta in alto, mirando al record dei cento punti.
L'umiltà evidente del personaggio frena l'ambizione, e cela l'ardimento verso il vero colpaccio della stagione: riempire con almeno cento tifosi piazza San Carlo il giorno dello scudetto.
scritto da alle ore 21:48 commenta    leggi commenti (6)
16.01.2006
Sottigliezze
 
Ma non è che, percaso, invece del Milan che ha fatto un passo falso, è la Roma che ha vinto?
 
No eh?
scritto da alle ore 09:02 commenta    leggi commenti (4)
14.01.2006
Due dita in gola
 
"Pacs e porcherie varie hanno come base l'arido sesso e queste assurde pretese di privilegi da parte dei 'culattoni', per dirla alla Tremaglia, sono fuori luogo e nauseanti".

Nonostante Paolo Garimberti spieghi sul "Venerdì" di Repubblica che chiunque abbia un diario in rete corra il rischio della diffusione di informazioni senza controlli e senza "check and balance" (cioè i controlli), io, purtroppo, ho paura delle querele, che consistono fortunatamente nell'unico filtro che mi frena.
 
Senza che il freno nulla possa operare contro la tachicardia e il rossore, la nausea e la vergogna.
scritto da alle ore 17:24 commenta    leggi commenti (5)
13.01.2006
Winter spring summer or fall...
 
Nell'attesa di trovare il tempo, e soprattutto di far ordine nella bile debordante e incerta che la situazione politica attuale e le attuali visite in Procura causano, ho abbellito questo spazio anche con il buffo animaletto, rigorosamente copiato, che si diverte di sotto.
E mi sono accorta che la situazione dei miei link è la seguente:
 - Amleto non scrive più;
 - Le Delta manco;
 - Antonella ha proprio chiuso;
 - Edoardo pure;
 - Claudio pubblica paginette inquiete.
 
Proseguendo nel titolo, si potrebbe invitare gli amici a farsi vivi.
O a chiarire se niente niente qualcosa c'entro io.
scritto da alle ore 19:12 commenta    leggi commenti (5)
09.01.2006
Gli altri siamo noi
 
Sono tornata in ufficio dopo vicissitudini varie all'occhio destro, dovute ad un orzaiolo evidentemente in preda a mutazione genetica, con conseguenze che risparmio.
Solo che l'occhio è ancora gonfio, di conseguenza tutto questa sequela non petita mi tocca sentire da stamattina:
 - mettici un impacco di foglie di malva selvatica;
 - facci gli sciacqui con la camomilla calda (che già lo sapevo da sola e infatti è una settimana che sciacquo);
 - passaci dentro un anello d'oro;
 - piglia un filo di cotone poi ci cuci l'occhio; noooo per davvero scema, fai finta di cucirlo e passi il filo rasente sul bozzo (così scoppia. Inutile dirgli che è scoppiato da una settimana. Non serve);
 - passaci sopra il latte di una donna che allatta (ovvero piazzati sotto alla tetta di un'amica tua e vedi poi come reagisce);
 - t'hanno fatto il malocchio;
 - famme vedè che te lo spremo.
 
 
scritto da alle ore 17:54 commenta    leggi commenti (8)
05.01.2006
Dis(gusto)
 
In tempi di morigeratezza post abbuffate natalizie, tanto per aiutare a smaltire chili e grassi satura-arterie in eccesso, riassumo la ricettina fresca e leggera descritta nella rubrica "Gusto" appena qualche minuto fa, non aggiungendo nulla alla creatività culinaria del relatore.
 
CAPONATINA DI CAVOLO-VERZA DI UN QUALCHE PAESE CHE NON MI RICORDO
Dunque, si prende un bel cavolo verza, si taglia a julienne (o juliette, come direbbe un amico mio) il cuore del cavolo, e lo si fa soffriggere con cipolla e olio in un bel tegamino. Poi si aggiunge con leggiadria una fragrante SALSICCIA sbriciolata, del lieve GUANCIALE  a tocchetti e due delicate FETTE DI LARDO, sfumando il tutto con del VINO BIANCO. Una volta cotta la carne, si aggiunge della farina di mais e abbondante (per dare sapore, s'intende) PARMIGIANO grattugiato.
Indi, con il pappone ottenuto, si formano delle polpettine, inserendo all'interno di ciascuna una bella FETTA DI LARDO come sorpresina dell'Epifania. Si pongono poi le polpettine all'interno di foglie di verza precedentemente sbollentate, e si formano dei delicati fagottini, al di sopra dei quali, prima di passarli in forno, si adagia una ulteriore FETTA DI LARDO, per legare il tutto.
Cotti i digeribili sformatini, li si servono su un letto fumante di FONDUTA calda.
 
Quando poi girate canale e trovate il professor Del Toma che vi illustra i principi della sana alimentazione, l'alternativa tra l'attacco di schizofrenia acuta o il colpo da ipertensione fulminante che vi piglia nel digerire il fagottino, se avrete avuto l'ardire di cucinarlo e ingerirlo, starà a significare che avete capito bene.  
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29.12.2005
La vergogna
 
Una bambina italiana muore, per una circostanza sfigatissima, cioè sotto a un treno mentre correva su una slitta, in vacanza in Finlandia.
E' una notizia triste, e la casualità con cui si è verificata può paragonarsi a una brutta malattia, o a un qualsiasi tipo di incidente, che ti faccia morire a quell'età, mentre sei in vacanza; però la bambina, morta insieme ad un altro ragazzo, muore fuori dai confini nazionali, e questa, forse, è cronaca.  
 
Solo pochi giorni dopo, sui tg, sui quotidiani, sui siti web delle maggiori testate, le iene scattano fameliche sul brandello di carne innocente, cioè sulla ghiottoneria natalizia di fine anno a riempitivo delle lucine e i panettoni: la bambina era figlia di un camorrista, pensa te, e mica lo sapeva, era cresciuta con la mamma, che glielo aveva tenuto nascosto, che magari quella notizia poteva sconvolgerla, o rovinarle la vita, o magari renderla più difficile.
 
Ci hanno pensato le iene di casa nostra, a buttarsi sul cadavere di una tredicenne spalando la merda, solo la loro, su una bambina senza colpe, perchè forse la cronaca travalica la dignità, il rispetto, l'onore, il decoro, il riserbo, la pietà per una mamma che ha protetto la figlia per tanti anni, che a Natale c'abbiamo bisogno della solidarietà, di essere tutti più buoni, e di un po' di merda quotidiana. 
 
Io scrivo, per divertirmi e incazzarmi qualche volta, e per fortuna non mi paga nessuno, quindi un consiglio non richiesto ho tutto il potere di buttarlo lì.
Fate una bella cosa, cianciate sui botti di fine anno, le strade bloccate dalla neve, il freddo, le diete dopo le feste, il cappellino del Papa, la valletta di Sanremo, i milioni di miliardi intascati da quattro mazzettari.
 
Ma lasciateli stare i morti, e i morti bambini.
scritto da alle ore 21:25 commenta    leggi commenti (3)
24.12.2005
C'è tempo da perdere
 

 

Ecco il consiglio dell'ultimo momento, quando, stremati dall'acquisto compulsivo, sfatti dal traffico incazzato, nauseati ancor prima della pappatoria, non avete l'illuminazione giusta per rendere indimenticabile, e davvero vostro, il pensiero di Natale.

La COCCARDINA.

Come vedete nella foto or ora scattata (appena terminata la gran rottura di coglioni dell'impacchettamento), trattasi di parvenza di origami con cui decorare il presente.

Si fa così: si taglia una striscetta della stessa carta con cui avete impacchettato l'obbligo natalizio, di lunghezza tra i 30 e i 50 cm e larghezza variabile, in relazione alle dimensioni desiderate dell'oggetto. Indi si ripiega avanti e indietro la strisciolina tante volte su se stessa, fino a formare una "fisarmonica". La stessa andrà fermata al centro preciso con una spillatrice; quindi i bordi esterni andranno allargati, e spillati anch'essi (di dietro, sennò si vede) con  la medesima applica- punti. Ottenuta la graziosa decorazione, dovrà applicarsi la stessa con delicatezza, tramite un rotolino di scotch già preparato, sul regalino, possibilmente al di sopra di un nastrino che avrete provveduto ad arricciare.

L'operazione può essere ripetuta non più di tre volte, pena inizio di ansia, aggressività nei confronti dei pacchetti già preparati, disattenzione per il resto dell'incartamento, come del resto visibile dalla foto nel particolare in basso a destra.

Per il resto, tante care cose, e auguri di Buon Natale.

 

scritto da alle ore 17:16 commenta    leggi commenti (5)
21.12.2005
Che gelida manina
 

 

Mi piace l'inverno, più l'inverno che l'estate, di parecchio pure, ed è sempre stato così.

Mi piace che d'inverno con le luci si sta meno soli, almeno mi sembra, che d'estate se non hai nessuno si sente, di più si sente.

Mi piace che d'inverno dalla finestra della mia stanza nuova, se vado a riposare gli occhi all'orizzonte, il cielo non è bianco latte come a luglio, ma azzurro azzurissimo, rosso fuoco al tramonto alle 16.00, e l'aria talmente pulita che si vede il mare come fosse sotto casa.

Poi mi piace l'inverno perchè col freddo mi sento meglio, mi si ringalluzzisce un pochetto la pressione, e non mi sento come una pezza strizzata e gocciolante; solo che il freddo quest'anno sta causando un micidiale rinvigorimento di cervicale e sinusite in simultanea, che da giorni mi sembra che la capoccia stia come pressata fronte-retro dalle opposte forze dell'universo.

Mi piace l'inverno perchè c'è il Natale, con le lucine, i regali che a me ancora mi piace farli e riceverli e tutto, solo che... quest'anno mi sembra come se da qualche giorno le macchine si siano centuplicate, e invece di tre ore al giorno in macchina ce ne passo quattro, tra strani personaggi ferini che alla guida manifestano aggressività da stadio, e atteggiano le manine all'insù col medio o all'ingiù a conchetta con una frequenza e una ferocia disumana, tanto che mi interrogo sia sulle applicazioni lavorative dei soggetti in questione, (che evidentemente escono sotto Natale e basta), sia sul fatto che a Telethon le cifre  forse le scambiano col Lotto alle otto, e che Berlusconi a braccia aperte come nostro Signore può essere che lo rivotano pure.  

Poi mi piace l'inverno perchè arriva Sanremo e io sto in fissa da quando ero piccolina e me le registravo tutte, e ci ho passato una vita sana a giustificarla 'sta stronzata, con le tradizioni, il senso di famiglia, lo snobismo culturale, ma che quest'anno lo presenta Panariello e gira voce che tornano Albano e Romina e pure la Lecciso, eccheccazzo... proprio a patti con la coscienza tocca venire, mica solo con una serata.

Quasi quasi per la pensione, quando mai ce l'avrò se ci arrivo che ci andrò a ottant'anni, mi ritiro in Florida, come nei film.

Oppure sui lidi di Lavinio, più familiari. 

scritto da alle ore 20:17 commenta    leggi commenti (1)
15.12.2005
Noi vogliamo tanto bene alla madre superiora

Che si sappia che la foto a lato (che lo so che non vede l'anticamera della ceppa ma io non la so ingrandire e questa vi beccate) è una suggestiva immagine da neorealismo italiano, che immortala dei giovani pargoli intenti a vergare sui muri il messaggio "W la CGIL". Il fatto che oggi invece a quell'età ci sollazzi, più che coi commenti politici sui muri, a scaricare le suonerie "del" Ranzani, non deve gettare nello sconforto ma far porre l'attenzione sul fatto che la foto è probabilemnte tarocca, oppure asportata para para da qualche film che, al momento, mi sfugge.

Cotanta noiosa introduzione solo per dire che poi, al mio primo congresso, ci sono andata, che le foto non le ho fatte, che ho gradito il pranzo offerto dai compagni, che qualche riflessione l'ho pure operata.continua...

scritto da alle ore 22:34 commenta    leggi commenti (4)
13.12.2005
Comunicato sindacale
 
Dopo essere stata eletta per alzata di mano dai compagni de li castelli rappresentante degli iscritti, sto per andare al mio primo congresso cigielle, in mezzo alle colline romane, nebbia, lupi, aria di tempesta a tratteggiare spirito più natalizio che barricadero, che tanto lo sappiamo...
Io mi porto la macchina fotografica, e ovviamente cerco di prendere qualche appunto.
 
Che chissà che viene fuori. 
scritto da alle ore 09:57 commenta    leggi commenti (3)
09.12.2005
Senti come piove
 

 

E' che stamattina, mentre arrivavo al lavoro smadonnando per lombrello ennesimo perduto, in mezzo alla tormenta, ascoltando "Police on my back" coi camion alle calcagna invece che le guardie, riflettendo sul fatto che avrei, sì, dovuto fare ponte.

 

Che erano due settimane che lo dicevo io guardate che il 9 non ci sto, che le liquidazioni tocca farle subito che sennò non ci sto, che voi vi siete presi il ponte di ognissanti e mò tocca a me.

 

Che mi hanno dato della rompicazzi pedante che lo ricordavo in continuazione, 'sta storia del ponte che mi toccava a me, da due settimane eh, finquando il mercoledì mi sono sentita chiedere soavemente non è che potresti venire il 9, no eh?

 

E insomma alla fine, in mezzo ai torrentelli improvvisati che deliziosamente mi intrattenevano lungo alla strada, mi veniva questo battutone fulminante

che stamattina ho GUADATO fino al lavoro

 

Vabbè, basta, non lo faccio più.

 

scritto da alle ore 14:05 commenta    leggi commenti (4)
30.11.2005
77
 
Ho comprato gli stivali nuovi (nuovi del mese di novembre, intendo), e, come capita sovente, alla prima occhiata indagatrice al ritorno a casa, scatta la ricognizione automatica del parco calze da abbinare, e non importa che siano disponibili o ancora da acquistare.

Perchè non c'è stagione fredda che si rispetti che non comprenda tutte le possibili sfaccettature dell'universo calza, nelle innumerevoli accezioni di appeal, moda, comodità, finalità, e anche refugium da mal di shopping.

Da quando ero moooolto più giovane, infatti, la calza è sempre stato il vero bene rifugio della pezzentaggine, l'ultima spiaggia da portafoglio in disarmo, il contentino dopo pomeriggi di studio regalato di corsa dalla Rinascente di Piazza Fiume, e siccome l'accessorio suddetto, per sua natura, si rompe si smaglia e si squarcia (frequentemente appena tirato fuori dalla confezione), anche l'acquisto compulsivo ha la sua porca giustificazione.

Tutto ciò premesso, nel totale disinteresse per la considerazione maschile dell'aggeggio, pur brillantemente analizzata altrove, ogni femmina che si rispetti ce l'ha, secondo me, il suo fondamentale vademecum.continua...

scritto da alle ore 18:09 commenta    leggi commenti (6)
26.11.2005
Da grande farò il pompiere
 

E' che sono una rosicona, ricopiona pure, lo so. Ma, pure se la trovata è superflua ma simpatica non è che vengo a chiedere all'occasionale capitato per caso visitatore (che tanto lo so che cercava eiaculazione precoce, pure se io volevo dire altro), di entrare a far parte della mia mappetta personale che sono umile, e pè mò mi vergogno (dopo non so). 

Nè, nel fantastico e variegato universo dei bloggers, l'aver scoperto quella sensazionale ragazza che nella speme di subitanea e sfolgorante web-fama più la commenti e più si spoglia (non linko per evidente invidia), mi potrebbe spingere ad altrettanto, almeno a qualcosa di simile.

Pure se penso che di appeal ne avrei da vendere, appena appena solleticato l'ingegno: che so, pubblicare al cinquantesimo commnento (che quando mai...) mirabolante fotografia della zanna nascosta al di sotto dell'ultimo dente del giudizio cavato, comprensiva di 5 radici 5 che il dentista dopo avermelo stappato dalle vive carni me l'ha impacchettato perchè diceva che manco ai congressi s'era mai vista una robba simile. Oppure, all'ottantesimo, commento elargire immagine del proprio decolletè immortalato al terzo giorno di sole, corredato dalle caratteristiche piaghe lebbrosiche gonfie da eritema solare, vero compagno di una vita; o ancora, al centesimo, il vero must, che so, la pubblicazione integrale dell'ultima gastroscopia con zoommata sull'ernia iatale o sulle pareti gastriche dai caratteristici affreschi sanguinolenti da rodimento pluriennale di culo.

Magari la spunto io.    

scritto da alle ore 22:06 commenta    leggi commenti (3)
23.11.2005
Hungry like the wolf
 
Allora, come antipasto, stasera, direi un frittino misto all'italiana; che ne so, due o tre supplì a testa, home made, mica comprati, che te li fanno secchi secchi e rifritti nell'olio vecchio di mesi. Magari vicino me ce metti qualche fiore di zucca, che il segreto è la pastella, come diceva Mandrake, con l'acqua gassata o la birra, che sennò te s'ammoscia il bocciuolo e te magni un'idea di poesia tutta piegata e infarcita d'olio.
Oh.
Poi, come primo, senza stacce a prende in giro con la nuvelle cusin, come si chiama, o gli sformatini che fanno in televisione, 'na bella carbonara, ce sta sempre bene; me raccomando, un paio d'etti a testa, e la pancetta, che la rifriggi all'ultimo momento così fa la crosticina e poi la butti su pasta e uovo sbattuto insieme, così viene la cremina, no la frittata, che non stai a ffà il riso cantonese.
Per secondo direi un tiellone di gatò di patate, con gli avanzi di formaggio e il salame a tocchetti, i pezzetti di burro sopra e il pangrattato, senza fà i tirchi che le patate sò buone pure in testa a un tignoso. Vicino me ce metti 'na pirofila di cicoria ripassata col peperoncino, e un pò di insalata, che rinfresca, magari due puntarelle cò l'aglio e l'alicetta.
Mi pare basta, che al dolce ci pensano loro, no?
 
Che uno pensa che scherzi; ma con un freddo porco, escursione termica in due giorni di 15 gradi, e un regime alimentare che, come al solito, oscilla tra l'ospedaliero e il post operatorio da infartuato ripreso per i capelli, insalate a go-go e calorie giornaliere tra le 100 e le 150 al giorno, che sennò porca puttana divento una dragamine, pure peggio ti viene da pensare.
scritto da alle ore 20:17 commenta    leggi commenti (7)
22.11.2005
E' cominciato
 
 
Lo Zecchino, dico.
Ovviamente ho attaccato a piange appena è uscito Topo Gigio.
 
scritto da alle ore 17:27 commenta    leggi commenti (4)
17.11.2005
Che Dio la benedoca
 

Nei primissimi anni '90, quando con i capelli ancora cotonati facevo parte del pubblico fisso di una trasmissione di Canale 5, come ospite arrivò Lory col figlio Conor.

Fui antesignana, non sapendolo ancora, di Vita Primicerio, non potendo non notare la svagatezza, quasi l'alterigia, del personaggio, caratteristiche che sommate ad una bellezza di quelle che notano pure le femmine, ne facevano di quelle figure lunari, lontane, più icona che mamma, diciamo.

Tanto che fu giocoforza prendersi a pistolettate finte col bambino, un piccolo lord col caschetto biondo, con la fontana del Centro Palatino di Roma a fare da ostacolo di mezzo.

Quando, pochissimi giorni dopo, sentii il TG1 delle 13.30, la notizia della morte improvvisa del bambino, fu come il classico pugno dello stomaco, che non si muore a quattro anni, che le pistolettate erano finte, mannaggia, e a vent'anni non lo capivo il perchè, e non lo capisco manco adesso. 

Eric Clapton poi su quella tragedia c'aveva scritto la canzone, e Lory era sparita, per anni, per tornare in qualche ospitata TV più svagata di prima, apparentemente indenne, con le labbra un po' più gonfie e la medesima aria di alterità.

Ieri ha vinto l'Isola, forse per aver trasmesso un equilibrio, una distaccata ironia, una classe da donna navigata che non riesce a essere volgare neanche con le battute da caserma, che se pure le fai ti si staccano di dosso, quando ne hai viste e ne hai vissute.

Ed è riuscita a navigare a vista, per due mesi, ripresa tutto il giorno con lo spazzolino in bocca, senza aver mai sfruttato un solo istante la tragedia per maggiore visibilità o compatimento, a trasmettere leggerezza, sfarfalleggiando in mezzo a pseudodrammi familiari, pruriti anali metaforici e non, conversioni meno dignitose di quelle sui cd di Gigione, rigurgiti italici di mammismo  da soap-opera che cavalcare sarebbe stato un giochetto da ragazzi.

Ieri ho resistito al televoto, ma, per una volta, ho assaggiato la fantastica ebbrezza dell'accordo con la maggioranza.

scritto da alle ore 09:21 commenta    leggi commenti (5)
15.11.2005
Ingorgo docet

 

Eppure non si impara mai. Si naviga a vista negli imponderabili accadimenti della vita, che ti sorprendono sia quando ti inebriano che quando ti schiantano a terra, e ci si continua ad illudere di possedere un minimo di controllo sui fatti, non le opinioni, reputati incontrovertibili, e le loro presunte conseguenze.

In pratica, porca puttanaccia zoccola, se tu esci prima, arrivi prima al lavoro, no?

Nei fatti, dico, i 5 minuti 5 rubati alla colazione con vista su replica "Isola dei famosi" mattutina, al rimmel che me lo metto in macchina, dovrebbero quantomeno limitare l'ansia con cui mi avvicino ogni mattina alla graziosa macchinetta in cui ficcare l'arnese più amato da ogni lavoratore dipendente, quel poetico, libertario, frutto di rivoluzionarie conquiste che è il cartellino (altrimenti detto " 'r bedgg"*, che noi siamo sassoni dentro).  

E invece, ecco che la vita torna a sorprenderti nelle sue accezioni più svariate, talora con un chioppo spropositato da macchine accartocciate che ti provocano all'istante la perdita di 150 gr. secchi di massa adiposa, al pensiero che bastavano qualche decina di secondi e ti schiantavi pure te, talatra con un tamponamento da 100 Euro di parafango vissuto dai tamponanti e da agenti della stradale particolarmente svegli come motivo fondante del blocco totale della circolazione, nell'ora di punta, di una delle principali arterie della capitale d'Italia, altre ancora con una pioggerellina di due ore che, stante la brillante situazione idrogeologica del paese immune dai condoni (mi pare) è in grado di provocare voragini da fantascienza o pozze gigantesche evaporanti in giorni sei.

Stamattina è toccato al trattore.

Sul caratteristico veicolo, che procedeva sulla fondamentale sopracitata arteria alla velocità di chilometri 3 orari circa, sprigionando 'na puzza fetente di monossido di cianuro puro, movevasi caratteristico un veccheriel canuto e bianco, che ignaro, con espressione tipica del tordo indonesiano 2005, incurante dei meglio mortacci tua della fila chilometrica che grazie al suo libero circolare si era formata alle sue spalle, ribadiva il concetto che la vita è un mozzico (non mia, Ottavia Piccolo in "Condominio" di Felice Farina), e che i calcoli è meglio che non te li fai.  

*Proprio questa mattina un mio collega l'ha chiamato "budget". Lo giuro.

 

scritto da alle ore 17:27 commenta    leggi commenti (5)
12.11.2005
La Repubblica dei Marescialli
 
Abbiamo assistito oggi alla ostentata ricorrenza da lucciconi agli occhi di presentatori, ex veline e mezzibusti che, prima della pubblicità, ci ricordavano commossi dell'anniversario della strage di Nassiriya, con il sottofondo di musichetta strazzacore e immagini di repertorio di macchine sventrate.
Nello stesso tempo, all'altare della patria (minuscolo) in gran pompa il presidente ciampi (minuscolo) commemorava i morti e abbracciava i parenti, nella solennità di un evento che sicuramente avrà commosso l'italietta minuscola di provincia, quella che si sposa in chiesa in bianco virginale e poi ti dà della mignotta se ti fermi sulle strisce a far passare la vecchietta.
Il dio minuscolo del presidente ciampi, lo stesso del minuscolo cardinale ruini che oggi sarà stato contento, HA IMPEDITO L'ACCESSO alla compagna dell'unico, guarda caso, non carabiniere vittima della medesima strage, il regista Stefano Rolla (MAIUSCOLO), che è rimasta fuori a protestare, mentre dentro appiccicavano medaglie e promettevano lavori alle vedove, quelle legittimate.
 
Perchè non erano sposati.
 
Meno male che ogni tanto mi rimane un po' di schifo.
     
scritto da alle ore 14:11 commenta    leggi commenti (4)
09.11.2005
Ai tempi miei
 
...cioè quando ero bimbetta, accoglievo con gaudio e tripudio le sere in cui c'era lo sciopero dei giornalisti, perchè non ero costretta da mio padre a cenare davanti al telegiornale, e al posto del tg che durava tre minuti, mandavano i cartoni, e voi mette.
Negli anni quella sottile contentezza si è trasformata via via in irritazione, a fronte del medesimo copione che si ripete quando il telegiornale non lo fanno, e in luogo del conosciuto mezzo busto ti piazzano certi reperti di archivio in cravatta regimental, dal colorito da tigliceride andato, chissà perchè, che t'attacca il pippone sul perchè loro scioperano, su quanto sono bravi e fetenti quei fascisti degli editori, con dovizia di particolari reiterata ad ogni risicata edizione.
A fronte di cotanta brama di verità e di trasparente informazione, quando scioperi te metalmeccanico, te ferrotranviere, te travet, la questione viene di consueto liquidata con un infastidito "domani sciopero, vediamo i disagi per i cittadini", a dimostrazione di equilibrio e corretteza, disinteresse e totale sprezzo per i cazzi propri.
Ora, pensavo che magari al prossimo sciopero per il rinnovo del contratto mi piazzo sopra la scrivania col megafono, e illustro gli astanti sulle motivazioni del disagio da gabbia salariale che manco te la lucidano ogni tanto, pure se lo prevede la legge.
 
Dici che mi tirano le arance? 
scritto da alle ore 19:41 commenta    leggi commenti (17)
08.11.2005
E' che ho molto da fare
 

 
E quindi, diciamo per questo, mi sto assentando un po', anche perchè, come sa chi mi conosce bene, io non le so fare due cose insieme; magari 50 in una giornata sì, ma, come dire, separate, per cui se tu mi parli mentre io sto al computer, o smetto di guardare il monitor, oppure non te rispondo.
 
E così in questi giorni capitava che si affastellassero una serie di pensierini, di solito molto scemi alla stregua delle nuvolette sopra la testa di Homer Simpson, che io lo dicevo mò ci scrivo il post, e poi niente.
 
Allora mò li metto in fila, che magari dopo resettiamo e esce qualcosa di meglio:
 - la voglia di capirci qualcosa di più rispetto al friccicorio parigino, che all'inizio in impeto romantico mi aveva fatto ritenere di essere di fronte al barlume di rivolgimento storico da rivolta contro il limite superato del liberalismo selvaggio, sta cedendo il passo di fronte alla cruda realtà che colgo senza troppa attenzione da internet. E cioè che a questi, se il risultato è incendiare le macchine di chi lavora, accoppare i pensionati e sfogare gli istinti sulle lapidi, senza aver prodotto, che so, un portavoce, uno straccio di comunicato in croce, un convogliare la rivolta verso qualcosa che non sia la devastazione stracciona e poco coraggiosa contro esclusivamente i poveracci come loro, gli ci vuole il bastone senza carota.
 - Daniele Interrante batte Idris 10 a 1, pure cò i tatuaggi e Lele Mora, però non si deve dire che sennò sei razzista.
 - In piena recrudescenza fanciullesca, ho eletto la nuova canzone di Gwen Stefani (che non lo so il titolo, inizia con na-na-na-naaaaaa) personalissmo hit del prossimo inverno, che mi fa scattare in automatico il desiderio delle lucine di Natale.
 - Dopo che l'intero mese di ottobre è stato occupato in dissertazioni sempre più indagatorie su quando cavolo lo finiva il tempo Ilary, abbiamo accolto festosi la nascita dela pargolo di Roma manco fosse il terzo della lupa. Sperando fino all'ultimo che dal nome ci togliessero una acca e ci aggiungessero una o. Ma pare difficile.
 - Il problema è cò tutto st'umido i panni non si asciugano neanche dentro.
 
Mi pare basta.   
scritto da alle ore 11:55 commenta    leggi commenti (4)
31.10.2005
Amiche per sempre

 

La mia mamma, probabilmente prefigurando i fasti di un rapporto che mi avrebbe accompagnato fin dalla mia più tenera esistenza, mi cantava tra le altre una allegra canzoncina sulla zanzara in abito da sera.

Ed effettivamente, la simbiosi tra la mia epidermide e il simpatico animaletto non ha mai conosciuto attimi di stanca; si è rinnovato fervido nell'adolescenza prima e nella "maturità" poi, accompagnando le stagioni più calde con l'abituale, rassicurante corredo di bolle a infestare la mia presenza scenica, collocandosi in ordine sparso le suddette escrescenze su faccia, corpo, piante dei piedi e delle mani (le più fastidiose) sempre in netta, senza storia direi, preminenza sugli altri.

Mi riconosco infatti l'assoluto primato in tema di appeal nei confronti delle zanzare; tipo, ci stanno venti persone in una stanza? Se tra quelle si colloca chi scrive, sicuramente è spesa superflua ricorre a zampironi, zanzariere, spray e quant'altro, perchè le fetenti planano a colpo sicuro, senza tema di errore, sulle evidentemente note, tramandate e decantate nel mondo Culex pipiens da generazioni, colline anantomiche della sottoscritta.

E ancora mi commuove il ricordo delle Loro attenzioni, sempre presenti e care in varie parti del mondo, nell'umidità appena accennata delle Maldive oppure nei pressi delle lagune di Orbetello o di Marina di Ravenna, dove, in un particolare afflato affettuoso, le zanzare lagunari coi controcoglioni mi causarono certi mostri bollenti dalla consistenza del sercio di fiume, grandi come meloni, da causare la visita del Pronto Soccorso locale o la fuga repentina a seconda dei casi.

E a nulla è valsa la lettura di rassicuranti, consolatori articoli che illuminavano sulla maggiore sensualità di chi intrattiene rapporti così simbiotici con le zanzare, in quanto esse sarebbero attratte non dal sangue, ma dall'odore emanato da chi ospita ormoni femminili a secchiate (come chi scrive), perchè quando te presenti in giro completamente devastata tipo Arianna David in questi giorni (tranne le sise), sfido chiunque all'esercizio dell'arte dell'acchiappo mentre toi scortichi la pelle a sangue lasciando di te la sensuale immagine di un aggregato di ficozzi e croste sanguinolente.

Ebbene stamattina a me un pochetto mi rodeva che,  considerati i quasi 30 gradi di Roma nonostante il calendario, dopo una notte tormentata dal zzzzzzzzzzzzzzzzzz  nell'orecchio e grattamenti vari, dovessi pure andare in giro con un occhio tumefatto perchè la stronza pure lì si doveva posare, lasciando una pagnotta tale che ho guidato con la palpebra semichiusa.

Però poi, ecco, mi è come sovvenuta la canzone, che a me, si sa, lo Zecchino d'oro mi commuove,  e allora mi son detta che sì, indubitamente, sono proprio molto sexy.

Era una zanzara in abito da sera,
se l'era messo per far bella figura
e se ne volava intorno ad una culla,
una culla bella con il fiocco rosa.

Così volando, però, ve lo assicuro,
aveva in mente un tenero pensiero:
voleva fare una serenata
ad una bimba che s'era addormentata:

Zin zin zin zin - zin zin zin zin
Zin zin zin zin - zin zin
Zin zin zin zin - zin zin zin zin
Zin zin zin zin - zin zin...
Zin zin zin zin - zin zin zin zin
Zin zin zin zin - zin zin 
Zin zin zin zin - zin zin zin zin - zin zin...

Povere zanzare, non sono mai gradite,
anche se sono in abito da sera!
E su un muro bianco, ecco all'improvviso
L'ombra di una mano...una grande mano...!

Ma la zanzara più furba e più spedita,
riuscì a fuggire da quelle cinque dita,
e dopo un poco, indovinate,
la serenata la volle fare a me!

Zin zin zin zin - zin zin zin zin
Zin zin zin zin - zin zin
Zin zin zin zin - zin zin zin zin
Zin zin zin zin - zin zin...

 

scritto da alle ore 12:03 commenta    leggi commenti (9)
26.10.2005
Fenomenologia del rattuso
 
Si definisce rattuso, con un neologismo dialettale quanto mai azzeccato, quel diffuso figuro che ricorre nell'esistenza delle femmine lievemente attraenti con la puntualità della ricrescita pilifera sullo stinco. Esso presenta delle caratteristiche somatiche e comportamentali che colpiscono proprio per la loro banale, sistematica precisione nel soggetto portatore sano di tale oscuro morbo; quello di battere i pezzi alle femmine senza alcun tipo di incoraggiamento.
La specie in esame si appalesa soprattutto sul luogo di lavoro, sia perchè uno così in qualsiasi altro consesso sociale, in quanto non costretta a frequentarlo, non lo cagheresti manco di striscio, sia perchè, essendo laido e codardo per natura, l'animale in questione approfitta del contatto lavorativo per avanzare le sue assolutamente inique pretese.
La sproporzione evidente tra le sue aspettative e le tue, si evidenzia nell'elencazione delle seguenti caratteristiche comuni alla specie in esame:
  • divario tra la tua e la sua età di anni tra i 20 e i 30;
  • sproporzione evidente tra il tuo colorito oscillante tra il rosa pesca e un sano pallore  spettrale da poco sole e molto studio, e il suo incarnato color cacca brillante in ogni stagione;
  • assoluta diseguaglianza della percezione olfattiva tra il tuo vago odore di deodorante Infasil della mattina e il suo lieve, persistente come una fogna otturata, aroma di dopobarba+profumo+olio per capelli unti che ricorda tanto il Patrick del supermercato di anni fa. Ma magari sono impressioni, eh...; 
  • diversità biologica nel posizionamento e uso dell'organo visivo, tale che mentre tu usi la singolare abitudine di parlare guardando l'interlocutore negli occhi, esso è affetto da patologia oculare di concetrazione dello spettro visivo esclusivamente sulle tue zinne, mentre ovviamente stai disquisendo di riunioni operative e variazioni di bilancio;
  • difformità lievemente accentuata tra il suo scompisciante, signorilissimo sense of humour teso ad evidenziare ogni singolo aspetto della sua pretesa mascolinità con timidi accenni, reitirati e non "petiti", a situazioni boccaccesche, sollecitate da lampanti constatazioni quali l'evidenziatore che non evidenzia, internet che non funziona o il telefono occupato. E il tuo, che nel frattempo hai smesso di ridere con Zelig ancora prima della prima puntata.
  • metro di interpetazione di fatti e comportamenti dalla distanza siderale, per cui un secco "no", senza ulteriori spiegazioni, alla reiterata richiesta di un aperitivo insieme, viene automaticamente convertito dal bavoso in un eloquente "ti trovo molto attraente ma ho paura dei miei sentimenti, e soprattutto di un affascinante tipo come te, che sicuramente mi tradirebbe con una delle molteplici strafiche che gli sbavano dietro;  quindi se me lo richiedi mi getto ai tuoi piedi". Lo stesso metro di interpretazione dei fatti viene applicato nella sciagurata ipotesi in cui, al bar, te lo ritrovi dietro che ha già pagato il tuo caffè, ragion per cui  tu ce lo hai fatto credere, ed è giocoforza che gli si concedano le tue grazie. Ovviamente, quando cominci a trattarlo veramente per il fetente viscido schifoso lurido maiale quale è, non è perchè ti ha maciullato i coglioni a stracciatella (senza considerare che tu sei costretta da meri motivi professionali ad interloquire con lui), ma perchè, senza alcun dubbio, TU non scopi.

 

 

 

 
 
scritto da alle ore 19:14 commenta    leggi commenti (20)
23.10.2005
Sentimental corner

 

Se se, magari come i pini di Roma la vita non li spezza.

Li sfinisce magari, tipo che ti svegli la mattina e...puff svanito, cancellato, non te passa manco per l'anticamera del cervello, che stasera c'è il derby.

 

A me la Roma non me l'ha insegnata la famiglia, anzi.

M'è arrivata così, quando a 12 anni, si diede inizio ad una onorata carriera da stadio portando una stratosferica fortuna all'unica finale di Coppa Campioni che mi ricordi, Roma Liverpool, e sui gradini della Tevere (che all'epoca mica era numerata)  dove in allegra comitiva di papà e regazzini eravamo arrivati a mezzogiorno, rincoglionita dal sole in fronte di una giornata intera, dalle urla belluine della Sud e dei tifosi napoletani che erano arrivati cò le lasagne (che allora esistevano ancora i gemellaggi), che poi, quand'è finita, mica pensavo che me ne dovevo andà a casa,  che magari ricominciava, che ne so, c'era un'altra puntata, e mica ci si poteva rimanè così male.continua...

scritto da alle ore 18:09 commenta    leggi commenti (6)
22.10.2005
Era inevitabile
 
scritto da alle ore 13:27 commenta    leggi commenti (7)
18.10.2005
Who's gonna drive you home tonight
 
La mia macchina è la mia migliore amica di metallo.
 
Sopporta stoicamente il mio carico non solo ponderale dalle due alle tre ore al giorno, lo zapping isterico delle stazioni radio e io che ci canto sopra, i parcheggi nei peggio posti e i girotondi autistici per cercarli, gli umori non sempre leggiadri e le conseguenti manovre isteriche di chi la guida.
 
E i traslochi, adattando con indubbia versatilità a uso montacarichi la propria originaria destinazione allo shopping, alla spesa il sabato pomeriggio o, tiè, alla gita domenicale.
Essa in questi giorni reca seco, fiera e silenziosa, un ripieno debordante da svuotamento casa di pezzi di carta, appunti di viaggio e tragitti dettati al telefono che sennò me perdo, n. 3 ombrelli, piumoni e cuscini pressati nel portabagagli, foglie e aghi di pino a impanatura  dei tappetini, valigette dei congressi con dentro dispense e appunti di studio, un numero imprecisato di bottigliette semivuote di thè e acqua gassata, incarti vuoti di barrette di sesamo e altre varie ed eventuali.
 
Fino a ieri tuttavia l'esterno palesava ancora ancora un barlume di dignità, almeno finquando è stata pericolosamente parcheggiata sotto un innocuo alberello dalle folte chiome verdeggianti, che mai avrebbe potuto far supporre il pericolo che dietro le fresche frasche si nascondeva fetente.
Al ritorno, ormai doma, ieri sera mi guardava con muta aria di rimprovero, completamente, inesorabilmente ricoperta di milioni di milioni di schizzi di merda di uccello, secca e bianca.
E siccome la manutenzione della poveretta è direttamente proporzionale alla cura per la sua estetica, e se spruzzo l'acqua del tergicristalli un rumore sordo mi ricorda che probabilmente l'acqua ce la devo rimettere che sennò col cazzo che esce, ho pensato bene di prendere una ad una le innumerevoli bottigliette semivuote e di versarle sul vetro davanti, per consentire al tergicristalli di svolgere la sua funzione propria.
Ovviamente, rimanendo io, con notevole dose di acume, sul lato sinistro nel compimento della rimozione del residuo organico, al primo sventolio sono rimasta colpita in faccia da acqua mista a merda di uccello.
 
Cercando in tutti i modi di trovare, oggi in rete, una qualsiasi forma di conforto sul fatto che i tordi di Roma l'aviaria ancora non se la sò beccata.        
scritto da alle ore 15:13 commenta    leggi commenti (10)
16.10.2005
E in ogni cuore la speranza spuntò
 
Perchè ovunque io mi trovi, qualsiasi sia lo stato d'animo, la predisposizione alla tristezza o alle cose liete, quando passa la banda immantinente scoppio a piangere come una babbea?
scritto da alle ore 17:24 commenta    leggi commenti (10)
09.10.2005
Affacciate Annunziata
 

 

Tra le varie perversioni, non ci facciamo mancare quella per le foto artistiche, o presunte tali, o tali ritenute dalla cliccatrice in un personalissimo concetto del portiamoci a casa l'impressione del momento.

La ripresa a lato del balcone orvietano, sotto il nubifragio assoluto che una volta che ci si concede un week-end a momenti veniva giù pure a Giove Pluvio in persona a irridere le campagnole voglie, nella nitidezza del contrasto cromatico tra il color castagnaccio del muro e il rose tenue del geranio alla finestra, viene pubblicato poichè unico esempio lievemente decente della personale rassegna.

Si risparmiano alla visione:

  • la farfalla posatasi lieve sul calzino fangoso eruttato da scarpone di montagna;
  • il fiorellino candido emerso non si sa come dal muretto di Ostia d'inverno;
  • la spruzzatina di neve al Circo Massimo che fotoimpressa ricordava, più che un paesaggio montano, 'na passata di ultraleggero vomitante volantini bianchi sullo storico prato;
  • pezzi di faccia autoritratti con espressioni tipo, "mi sto facendo la foto da sola famme fà la faccia normale", con conseguenti gigantografie di brufoli, occhiaie, cicatrici eccetera.

Sono momenti intimi, da condividere in estrema solitudine.

  

scritto da alle ore 19:01 commenta    leggi commenti (6)
05.10.2005
Il calcio di rigore
 
In tempi di magra, ovvero di attese di rinnovi contrattuali strombazzati e mai concretizzati e di minacciati tagli ai trasferimenti agli enti vicini alla ggente, cioè i Comuni, ovvio che la vis polemica sempre desta della scrivente si ringalluzzisca alquanto, ove ce ne fosse bisogno...
 
E si ridesta vivida e fiera di fronte ai colleghi viecchi e stanchi in attesa di pensione da quando col calcio in culo sono entrati ventenni (che allora si faceva), si fomenta di fronte alle insolenze di mani callose strappate alla terra che pretendono di amministrare la cosa pubblica solo perchè una distorta interpretazione della democrazia consente a chiunque, anche privo del più elementare barlume intellettuale indottrinato o autoreferenziato, di amministrare la cosa pubblica e te che per entrare t'hanno chiesto concorso e laurea, ribolle di fiele di fronte al cittadino incazzato perchè siccome il figlio sta a casa e non fa un cazzo di conseguenza a te t'hanno raccomandato (o l'hai regalata, che è uguale).
 
Con questo animo entusiasta e fiducioso, la scrivente cotidie viene a patti con il fiato sul collo di nemici vecchi e nuovi, i primi essendo coloro che per legge, dall'alto dello scranno di magistrati della Corte dei Conti, in qualsiasi momento ti possono venire a chiedere 'ndo l'hai messi i soldi, che me sa che ti li sei intascati, e dillo.
 
I secondi, creative e divertenti figure create dalla moderna comunicazione di massa (li chiamano mass mIdia con la I visto che è inglese come il pantene PLAS...), sono invece costituiti dai moderni giustizieri senza macchia e senza paura, incarnati da pupazzi rossi, ex cabarettisti nature morte dietro culi perizomati, giovanotti in smoking in azione di disturbo e giornalisti in ansia da prestazione, tanto che, se la pratica edilizia si attarda o la buca davanti casa non viene prontamente colmata, ormai ti minacciano che chiamano no il giudice ma il Gabibbo (lo giuro, questo mi è successo sul serio...)  
 
Ebbene, a fronte di tali continui attacchi alla tua insana pretesa di fare bene e portare a casa il misero bottino del tuo impegno, le accuse manifeste dei nepotismi e delle raccomandazioni nella pubblica amministrazione trovano talora delle piccolissime, magre consolazioni, quali quelle derivanti dalla lettura di questa perla linguistica, questo esempio di spregiudicatezza lessicale che, in un delirio di ignorata consecutio e temeraria  punteggiatura, culminano in uno splendido, fantastico, profiQuo con la Q.
 
A dimostrazione sublime che la differenza tra i raccomandati alle poste e i redattori delle ufficiali testate on-line mediaset è che, forse, tra i primi qualcuno che ha studiato l'italiano alle elementari forse si trova.
 
E credo che sia pagato molto meno. 
 
scritto da alle ore 18:03 commenta    leggi commenti (11)
03.10.2005
L'avvento del generale inverno
 

Allora ieri è tornato ufficialmente l'inverno, che l'ho scoperto dal freddo improvviso e dal fatto che mi sono scornata col cambio di stagione e mi devo comprare gli stivali nuovi.

E siccome mi ci ero contenta che era tornato l'inverno, per chiosare la giornata uggiosa mi sono guardata il Maresciallo Rocca, che a me Gigi Proietti me piace.

E insomma la storia era che siccome avevano accoppato il prete amico del maresciallo pure se non s'era mai visto che era amico suo, allora tutte le indagini puntano su un rumeno che gli puzza l'alito di aglio, che al prete glielo aveva presentato Gigi Proietti che quindi si sente in colpa perchè pensa che se non glielo presentava mica schiattava, il prete.

Eppoi però sul luogo del delitto c'era pure la farmacista che ha preso il posto della Sandrelli ex farmacista morta schiattata pure lei, che la farmacista nuova la faceva Mirta di Forum, che insomma era strana 'sta farmacista, un pochetto depressa perchè era appena morto il marito di tumore e poi aveva visto il prete cò la testa sfasciata per terra che insomma uno mica ce rimane bene.

E allora poi se scopre che ad accoppare il prete, e pure poi la giornalista che la faceva quella di "Chi l'ha visto" prima della Sciarelli, era proprio Mirta di Forum, perchè il prete non l'aveva voluta assolvere quando lei gli aveva confessato che il marito l'aveva ammazzato lei cò l'eutanasia, e la giornalista poi già che c'era sempre lei l'aveva accoltellata perchè non si faceva i cazzi suoi.

Poi c'avevo sonno, e questo ho capito.

E ho capito pure che la sceneggiatura l'hanno scritta proprio come me sopra, anzi pure peggio, me sa.

 

scritto da alle ore 13:20 commenta    leggi commenti (15)
26.09.2005
Dieci le scodelle sulla tavola del re
 
Quattro traslochi nel corso di due anni e mezzo forse sfiancherebbero anche umani più pazienti, razionali, e, soprattutto, organizzati di me.
I quali tuttavia non avrebbero certamente la tempra per resistere a quella fantastica, stroboscopica, inarrivabile fucina ansiogena da competizione incarnata dalla mia mamma, la quale ha giustappunto accompagnato ogni mio trasporto di baracca e burattini, comprensivo di virata a 360° di esistenza, con un simpatico pallino, ogni volta novellato e ricorrente per mesi, a fiaccare le già ultramodo provate forze della sottoscritta.
 
Il gioco del "perchè l'hai perso".
 
C'è stata la volta del vaso da fiori di cristallo, che per carità pure esisteva, ma la cui presenza e improvvisa sparizione proprio all'epoca non mi sembrava tale da giustificare rimpianti sospirosi da amor perduto intervallati da recriminazioni di ore, giorni, settimane porca puttana, causa di ripetuti scervellamenti, tra attacchi depressivi e carichi da 10 KG per spalla, su dove cazzo l'avevo messo io il vaso.
 
Poi è toccato alle fantastiche, inarrivabili lenzuola ricamate color ghiaccio regalo delle colleghe (sue); ora, io realmente non solo non le ho mai viste, cagate neanche di striscio, le lenzuola, ma neanche mai ne ho supposto l'esistenza, purtuttavia sopportandone il rinfaccio da preteso, anzi certo, smarrimento per altrettante ore di letizia.
 
Ora è la volta del bastone delle tende.
 
Trattasi in realtà di tortore risalente probabilmente ad epoca umbertina, di legno di sorcio mummificato, tutto scolorito e scrostato vieppiù in numerose parti, risultanti pericolose al tocco per simpatiche schegge che l'accarezzamento casuale del suddetto fanno conficcare nell'ignara mano trasportatrice. 
Ebbene, tale grazioso reperto fu imposto con vigore nella MIA casa ex nuova, che a me mi faceva uno schifo che gliel'ho detto in tutte le lingue che mai l'avrei attaccato, manco schiattata, e lei, che per mestiere demorde quanto il morso del cinghiale, ad averla vinta, nel depositare l'ingobrante, orrido aggeggio per quasi tre anni nello sgabuzzino di casa mia. 
 
Oggi mi è toccato riportarlo, che se l'avessi depositato, in eterno riposo meritato, nel secchione della monnezza, non avrei fatto un soldo di danno, ma certamente dato la stura ad una reazione a catena di mega pippe dagli esiti veramente indefinibili.
Dopo averlo trascinato con attenzione certosina per due piani e una via intera, caricato in macchina, incastrato tra i sedili in mezzo alle borse piene, scheggiato il lunotto posteriore, trasportato pericolosamente ondeggiante su una spalla per chilometri 25, al reinserimento nella cantina di provenienza Ella mi fa "ma non lo vedi che manca un pomello"?
 
Nonostante tutto, come si fa a non dedicarle il titolo, alla mia mamma?
 
 
 
scritto da alle ore 22:05 commenta    leggi commenti (9)
25.09.2005
Il tutto per tutto
 
Tempo fa ironizzavo sui contenuti della mia cartella di posta in arrivo su hotmail, al 95% composti da caldi inviti a farsi allungare il pisello, recuperare gli anni persi all'università ed altre amenità.
Siccome mi faceva molto trendy averne due di caselle di posta (oltre a quella di lavoro), mi apro la mia bella casella di excite, la quale mi riserva altre liete sorprese, di tutt'altro tenore, frutto stavolta di sollecite preoccupazioni sulla integrità del mio conto corrente.
Prima l'Unicredit, che mi invita a ridigitare il mio codice d'accesso stante un accertato sovraccarico di utenze con rischio paventata perdita dei dati, poi Bancoposta (mai coperti in vita), con sinceri patemi sui tentativi altrui di accedere al mio conto, e conseguente, premurosa richiesta di ridigitare il codice.
Infine i più creativi di tutti, i BancaSella, che ieri scrivono testualmente:
Caro ciciF@excite.it,
Banca di Credito Cooperativo vi rimborsa per la vostra fedelta con 100 Euro.
Prima di usare questo importo, dovete seguire il collegamento
https://www......it e usare il vostro Codice utente e parola d'accesso. Un operatore si mettera in contacto con voi per confermare l'importo.
--------------------------------------------------------------------------
Non risponda prego a questo E-mail. Il E-mail trasmesso a questo indirizzo non può essere risposto a.
 
Però, carucci, no?
scritto da alle ore 21:50 commenta    leggi commenti (7)
22.09.2005
Prossimamente
 

Art. 1

Lo Stato riconosce e garantisce i diritti esclusivi delle famiglie unite in legittimo matrimonio religioso, come uniche esclusive depositarie della verità, della fede, della ragione e della morale. Ai fini del riconoscimento dei diritti, la presente legge distingue le unioni nei modi previsti dagli articoli seguenti. Ogniqualvolta nel presente testo di legge si citi il termine "religioso", deve intendersi come ovvio il riferimento all'unica confessione riconosciuta,  considerata legittima e lecita dallo Stato confessionale italiano: la religione cattolica. 

Art. 2 - Famiglie categoria eccellenza -

Sono le famiglie unite nel sacro vincolo da sacerdoti neocatecumenali o focolarini, comunque osservanti oltranzisti della confessione cattolica. Dette famiglie godono di ogni beneficio di Stato a prescindere dal reddito, in particolare sovvenzioni, sussidi, 12 per mille obbligatorio sui redditi da lavoro dipendente, ius primae noctis sulle figlie femmine al compimento del sedicesimo anno di età, con garanzia di intromissione solo di facciata della assistenza sociale locale. In particolare, a dette famiglie viene garantita una corsia preferenziale nell'accesso alla "Operazione honeymoon" sponsorizzata dalla trasmissione televisiva "Isola dei Famosi 3".

Art. 3 - Famiglie categoria primaria

Appartengono a detta categoria famiglie unite in matrimonio con rito religioso, con la sposa inguainata esclusivamente da abito bianco virginale (che de quello che ce sta sotto non ce ne frega niente, basta che la gente non chiacchiera), con ruota e bustino con le stecche e possibilmente pure la ghirlandina in testa.

A dette famiglie viene garantito il riconoscimento di società naturale e legittima, e ai figli lo status di fighetto primario con diritto a corso di nuoto e di morale fino al sedicesimo anno, e a due anni gratuiti di abbonamento al bagno di Milano Marittima frequentato da Bobo Vieri. I bonus verranno pagati con tassazione alla fonte dai genitori del bastardo dell'ultimo banco.

Art. 3 - Famiglie detentrici di diritti risolutivamente condizionati/Concubini

Appartengono a questa categoria gli inopinatamente coniugati nelle sale comunali della perdizione, innanzi a esponenti espressione della sola unzione popolare e non divina. Lo Stato riconosce a questa categoria residuale lo status di "aggregazione spontanea", come tale detentrice di riconoscimenti ereditari e meramente economici. Statuisce altresì l'obbligo, per tali soggetti e relativa prole, in appositi quartieri delle cinture metropolitane riconoscibili da apposite entrate e drappi rossi a cingere le mura delle abitazioni, recanti la scritta "residuati comunisti dediti al concubinaggio".

Art. 4 - Soggetti categoria "altro" -

Appartengono alla infamante metastasi della società odierna quelle mere accoppiate spontanee di eterosessuali refrattarie ai vincoli riconosciuti, a qualsivoglia senso morale ed etico, talora separati o divorziati da vincoli legittimi e quindi vieppiù indegni di qualsivoglia considerazione, che convivono sotto lo stesso tetto dedicandosi anche a turpi pratiche quali accoppiamenti sessuali. Tali cangrene (non me sò sbagliata a medicina legale c'hanno detto che se scrive così) non godono di alcun diritto e sono private dei diritti elementari di cui godevano uti singuli; è inoltre fatto obbligo, ai locatori in cerca di inquilini, di apporre sugli annunci relativi agli affitti la dicitura "no negri, extracomunitari e conviventi di qualsiasi genere e tipo".

Art. 5 - I froci -

Lo Stato italiano non riconosce altre categorie terminologiche che quelle sopra descritte. Di conseguenza, omissis...

 

Nota del relatore: che ne so, magari si risparmia tempo e fatica. Già fatta, no?

scritto da alle ore 11:55 commenta    leggi commenti (27)
21.09.2005
Per una che va storta una dritta c'è
 
Nel senso che aveva ragione Raffa, la vera mentrice (?) della teoria dei pro e dei contro.
Fieramente rivendico di non aver virato ieri sera, neanche spizzato un minutino, sulla "Talpa", preferendo gli ormai moderni Gianni e Pinotto, ovvero Fassino&Tremonti su Ballarò.
 
Non che sia sussiego intellettuale, perchè la superbia da sprezzo del reality si è immediatamente sublimata con l'acchiappo della ennesima canzone clonata di Ligabue, che a me però mi piace, che devo fà, che stamattina cantavo a squarciagola immedesimata nella femmina come la terra, che sono proprio io, è indubbio.
 
Perlomeno nel senso rotondo del termine.
scritto da alle ore 18:31 commenta    leggi commenti (9)
15.09.2005
Ferma questa noia che va, poi mi perdo...
 
Ritengo sia abbastanza normale, o comunque me lo racconto da me, caracollare in uno stato narcolettico alle 21.15 circa quando la mattina dopo tocca destarsi coi monnezzari, che fuori è ancora buio.
 
Ritengo altresì conseguente e legittimo, non lasciarsi interessare da qualsivoglia programmazione, indotta o scelta, all'approssimarsi dell'abbiocco sovrano.
 
E ieri sera, ugualmente, non sembrava ci fosse spazio per le eccezioni, quando, in stato di veglia pre-comatoso, all'improvviso le membra intorpidite si risensibilizzano, la coscienza annientata dalla ennesima giornata sdrumante si ridesta, la ragione assopita dalle ore di veglia e dall'insonnolimento sociale si ringalluzzisce, perchè, ladies and gentleman, cari amici vicini e lontani, vi dovevate tenè forte in quanto a Porta a Porta
 
PIERO FASSINO S'E'INCAZZATO
 
E nulla poteva Matrix che nel frattempo si indignava con i raccomandati del privatizzato Ente Poste Italiane, sorvolando sulla caterva di cognomi d'arte in forze all'ormai pubblicizzato (poichè di proprietà del Presidente del Consiglio) TG5, che quello non conta, poichè, sui nostri schermi, con le vene a scoppiare sul collo secco e uno stato di furore che temevamo fosse ormai relegato esclusivamente alle attuali e interessantissime battaglie per la difesa delle cooperative o il riconoscimento postumo del valore dei residui partigiani centenari
 
PIERO FASSINO A TREMONTI JE STAVA PE' MENA'
 
E mentre l'entusiasmo al cospetto di cotanto evento epocale, (perchè un elemento dello schieramento per cui dovresti votare diceva qualcosa non dico di sinistra, ma di rispetto di giustizia, regole e legalità) cresceva, cancellando sonno e fatica, in una evoluzione silenziosa pari alla meraviglia del capitano che s'invola sulla fascia, pensavo, ormai desta, una cosa.
 
Che pure se non ve ne frega un cazzo che il contratto non ce l'hanno rinnovato (ma alla televisione hanno detto di sì), pure se per colpa vostra 'sta storia di leccare il culo ai preti comincia a diventare veramente insopportabile, se mi chiamate per difendere la legge elettorale, ultimo valore solo simbolico (perchè mica poi entra in busta paga), io vengo, eh.  
scritto da alle ore 13:47 commenta    leggi commenti (6)
12.09.2005
E' uno sporco lavoro...
 
...ma per fortuna mi tocca.
 
Proprio per fortuna, un anno esatto fa, in condizioni fisio-psicologiche non proprio mirabolanti, ecco, nasceva il mio blog.
 
E solo perchè quand'era morto Enzo Baldoni su Repubblica leggevo i suoi diari, sennò manco lo sapevo che era il blog.
 
E all'inizio pensavo proprio che fosse un'altra cosa; dicevo, mò quando mi va attacco un bel pippone infiocchettato sui miei guai, su tutte le mi sfighe che cavolo gli ultimi tre anni c'ho avuto la collezione da paura, e magari mi sfogo, pò pure esse, che ne sai che l'effetto curativo mi placa pure le ipocondrie.
 
Oppure mi metto a scrivere con tutte le kappa, e le faccine, o faccio la maliarda da acchiappo telematico e mi metto a discettare sulle contraddizioni o sul mio potere di donna nella performance...
 
Invece mi sono divertita, tanto.
 
Insomma, io non li so scrivere i fatti miei, e non ne ho neanche voglia, e manco mi vengono tutti i periodi con le subordinate o i latinismi alla Cici.style, anche se sono giorni che mi arrovello nel traffico in macchina, all'idea di ringraziare questo back office giallo blù.
 
E tutte le persone che grazie al blog ho conosciuto, che non linko ma lo sanno, e quelle che conosco solo perchè ci commentiamo e stanno lontane, ma magari diventiamo amiche, che ne sai, e le perversioni con cui mi diverto quotidianamente ancora stupendomi della totale alterità di qualche blogger magari molto più famoso di me.
 
C'è ancora tanto, ma non lo so fare.
Solo che non l'avrei mai pensato, un anno fa, che sarebbe diventato la sorpresa più bella della mia vita.
 
Stop.
scritto da alle ore 21:08 commenta    leggi commenti (4)
06.09.2005
Intanto Luciano Emmer non gira più
 
Chi se l'aspettava. Una tranquilla, afosissima domenica di settembre spesa a risvegliare le ultime particelle di melanina sul litorale laziale, viene all'improvviso illuminata, oserei dire epocalizzata, da uno di quegli eventi che segnano la comunità, che fanno usi e costumi in un sol colpo, che modificano animi e struggono i cor (/es, plurale).
 
Me ne stavo buonina buonina a godermi il mio Jocca light che dentro ci stanno roboanti 97 calorie per 100 gr., quando all'improvviso l'arenile ammutolisce, gli sguardi convergono, gli animi si sdilinquiscono al mirare all'orizzonte i novelli eroi moderni, ovvero i volontari della protezione civile che, novelli Miami Vice mica tanto per fattezze quanto per evidente aura mistica a circondarli, recavano seco la più mirabolante novità dei nostri giorni: i cani bagnino.
Al cospetto dell'evento, ogni ordinaria attività balneare rimaneva come sospesa, nel rimirare mica un'esercitazione (che pure qualche appeal l'avrebbe avuto), de che, ma il sonoro pennicone che i tre cagnoni cercavano di operare ignari.
 
Qualsiasi altro accadimento, dall'atterraggio in spiaggia di una navicella spaziale con dentro ET che si faceva Drew bambina, all'apparire di Calderoli in kefiah, avrebbe certamente ceduto il passo di fronte alla possibilità, improvvisa e gratuita, unica nella vita, di rimirare e rompere i coglioni a tre cani sonnolenti. 
 
E mentre le speranze di trascorrere una placida e semisilenziosa giornata svanivano come sudore al sole, al cospetto della folla festante di panze e ragazzini che ha attorniato per ore i placidi cagnoni, mentre i flash dei videofonini accecavano la pur accecante luce del sole, alcune considerazioni balenavano pigramente, portando a considerare che:
  • anche le quattro ore di sole a Ostia comportano come corredo obbligatorio del fagottaro (che ormai allo stabilimento chi compra più che te spennano) macchinette digitali e videocamere ultima generazione;
  • ormai sono rimasta solo io a possedere un cellulare che telefona e basta e le foto non le fa;
  • se l'entusiasmo della folla si sollecita così festoso per tre cani che dormono sotto l'ombrellone, senza neanche offrire una parvenza delle proprie abilità salvifiche, figurati te se ancora mi stupisco di quello che la suddetta folla festante tira fuori nella cabina elettorale;
  •  forse Superquark dovrebbe ricominciare coi documentari scemi scemi sui mammiferi, se il 90% delle mamme additava al regazzino il terranova sfatto sotto l'ombrellone enunciando seraficamente "o vedi a mamma il San Bernardo", (riferendosi alla razza canina che notoriamente si trastulla sulle spiagge a 40 gradi all'ombra);
  • che per tutti i bambini al di sotto dei 15 anni il termine "cane" deve essere rigorosamente declinato tramite la sineddoche "baubau". 

 

scritto da alle ore 13:48 commenta    leggi commenti (9)
02.09.2005
Eiaculazione precoce
 
Tesi:      SPRZZ! (il suono di 10 Euro di benzina inseriti nel mio serbatoio) - Secondi 2,5 (la durata di detto inserimento);
 
Antitesi:  per l'Istat siamo in forma smagliante;
 
Sintesi:   l'anima dei migliori mortacci vostri.
scritto da alle ore 18:10 commenta    leggi commenti (9)
01.09.2005
Metonimia
 
Si dice e si pensa che il vero capodanno cada di primo settembre.
Quindi il bilancio di stamattina nel mio consueto luogo deputato alla riflessione (l'oretta in macchina per le campagne lieta) per una volta nell'ultimo lustro sembrava essere quasi soddisfacente: toccando ferro, incrociando le dita, gettando metaforicamente pizzichi di sale dietro la spalla sinistra, Giove in Bilancia non ha tradito le attese.
E proprio quando un lieve sorriso increspava le labbra, proprio quando al momento di tirare fuori le chiavi dell'ufficio ci si disponeva con ottimismo rinnovato alla ripresa della vita reale, ecco che il simbolismo ad immagine della realtà concreta riprendeva il sopravvento.
 
Una bella spalata di merda, aromatica e pastosa, avvolgeva il pavimento e la porta antistante la mia postazione di lavoro.
 
Mentre, a conseguenza del fatto e come di consueto, svolgevo operazioni non di mia competenza (stavolta discendendo qualcosa come una quindicina di gradi nella scala gerarchica), ovvero mentre mi accingevo a pulire quanto potevo, un gentile pensiero a Neil Diamond accompagnava il mio movimento ondulatorio a colpi di ramazza:
 
September morn
Do you remember how we danced that night away
Two lovers playing scenes from some romantic play
September morning still can make me feel this way
 
scritto da alle ore 15:43 commenta    leggi commenti (7)
31.08.2005
Il corpo elettorale
 
 
In un precedente sfogo condividevo, incauta, la perplessità relativa a contenuto e forma di talune strategie pubblicitarie.
 
E' con viva sorpresa, ancora una volta a conferma della mia inossidabile ingenuità, che scopro che ben 55 persone si sono ritrovate a passare di qui per aver cercato, in ogni modo e declinazione possibili, una suoneria di un personaggio a me sconosciuto, ma evidentemente molto noto.
 
Darei volentieri un decimo della mia collezione di cartoline per aver fissato da qualche parte la certamente arguta espressione del cercatore della suoneria sul mio blog. 
scritto da alle ore 11:17 commenta    leggi commenti (4)
22.08.2005
E' che pensavo...
...che magari non si segnalano danni a persone a cose, che nessuno tsunami pare asporti nelle prossime ore qualche panza a Torvaianica, ma che comunque quando tu te ne stai in sbraco postprandiale a illuminarti con un'intervista a Batista Linda, e ti comincia a tremare all'improvviso il divano sotto al culo, possono essere pure 4,4, ma te la fai in mano uguale uguale. 
scritto da alle ore 15:18 commenta    leggi commenti (2)
21.08.2005
E' uno sporco lavoro
 

Congratulandomi con me medesima per non avere vergato inutili commiati che, come altri, magari non avrei saputo mantenere nell'intento dilatorio, il "postino", mica tanto ino, sulla mia mini vacanza mi tocca, mi sa.

Perchè mai mi ero beata del piacere di un approccio panico e sudato con la provincia campana, che è valso in poche ore più di qualsiasi approfondimento da Rai Tre su noi e loro, la criminalità e lo Stato che non c'è, (o c'è solo quando sgancia per le invalidità false), i giovani senza speranza, la disoccupazione e la creatività del Sud, l'arte di arrangiarsi e la caciara autoreferenziata.

continua...

scritto da alle ore 11:49 commenta    leggi commenti (7)
09.08.2005
Della certezza del diritto
 
Io m'arricuordo di una vacanza di qualche anno fa (intendendosi purtroppo una decina d'anni fa) dove il mio  perso di vista amico Fabio, ricordandosi che era appena uscito il calendario di serie A, telefonò al fratello a Roma per farsi riferire tutte le partite della Roma, che opportunamente si trascrisse su un pezzo di carta appoggiato in verticale sulla cabina di Francia (che ancora non c'erano i cellulari), per poi commentarle a cena.
 
Era la fine di luglio.
 
Ora:
  • premesso che mica ci azzardiamo a voler sapere a quasi Ferragosto quando se gioca il derby, per carità;
  • considerato che manco chi il diritto l'ha studiato, ristudiato, ridigerito, rimasticato, ribestemmiato, ce capisce una ceppa sulla spettanza della competenza a decidere su magagne, mazzette, impasticcamenti, truffe, frodi bancarie, porcate di ogni genere e grado gravitanti attorno al rutilante mondo del calcio;
  • preso atto che le decisioni che negli ultimi anni si sono succedute in relazione a questo appassionante tema sono state emanate via via, in simpatico tourbillion, dai Tar di tutta Italia, dal Consiglio di Stato, dalla FIGC, dalle Commissioni tributarie, dai Tribunali superiori delle acque pubbliche, dagli arbitri conciliatori, da De Sica che faceva lo stregone, da Biscardi, da mamma Ebe, dal Mago do Nascimiento, dall'assemblea plenaria del baretto all'angolo, e altri che ora non mi sovvengono e me ne scuso...;
è d'uopo domandarsi:
 
ma nel pacchetto che s'è accattato Dudi non c'era pure questo?    
scritto da alle ore 20:01 commenta    leggi commenti (4)
05.08.2005
Aridatece Topo Gigio
 
A volte mi capita di incazzarmi come una belva, ma non per episodi canonici, come gli insulti sul lavoro, la maleducazione, il quotidiano gesto del pompino dal collega maschio di traffico che non ha rispettato lui la precedenza...
In quei casi ho raggiunto una sanissima atarassia indotta dall'esperienza e da un benedetto senso di superiorità.
 
Solo qualche volta, però, l'assoluta degenerazione del barlume che dovrebbe essere rimasto di non dico società civile, neanche di rispetto delle regole, ma di educazione, al limite opportunismo, è causa simultanea di una tachicardia tale, che non riesco non dico a ironizzare, ma proprio a non scrivere nulla.
Non riesco per la vergogna, e poi non ho tempo, devo lavorare.
L'intervista è questa.
 
Di reazione, da parte di quelli che dovrebbero essere i miei rappresentanti politici, ovviamente nessuna.
E' estate, fa caldo, mò ci siamo sprecati per appassionanti vicende di libertà e di diritti civili quali l'affaire UNIPOL tre mesi fa, eccheccazzo, pure la Rai mò!  
scritto da alle ore 08:36 commenta    leggi commenti (11)
04.08.2005
In claris non fit interpretatio
 
"Non hai ancora personalizzato il tuo cellulare con le suonerie e le immagini del mitico Marco Ranzani??? Cosa aspetti? Scaricale subito dallo speciale "Il Ranzani", lo trovi in ArtistiEeventi, nell'area Musica di Vodafone live!
Ooooookey, Vaaaa Bene"! 
 
Il messaggio è giunto uora uora sul cellulare che tristanzuolo giaceva sulla agostana scrivania di lavoro; la non petita esortazione emerge subito dopo il faccione della tubero-sexy Megan Gale.
Gli orrori ortografici, il giovanilismo ridondante, il contenuto non sono ovviamente affar mio.
 
Di mio: ma chi cazzo è Marco Ranzani?
scritto da alle ore 17:28 commenta    leggi commenti (6)
03.08.2005
Non ti fermare mai
 
Piove.
L'acqua gettata a mani piene dal benefico Dio della pioggia, SPURGALO, spazza in un colpo giorni soffocanti, riapre i polmoni addormentati e chiusi in un rinnovato vigore di speranza, scrosta la patacca sugnosa di grasso e sugo rossiccio azzeccata da giorni sul lato destro della macchina, che al solo pensiero di toglierla io stessa me faceva uno schifo...
Essa pulisce l'aere lattigino-polverosa, ridesta gli arbusti assetati, rinvigorisce al sol tocco, immantinente, i fili d'erba riarsi dal sole, disperde quei quattro coglioni che fermano traffico e traghetti perchè a tutto resistono impavidi, alle sentenze del TAR come all'impunità concessa dallo Stato che persegue feroce solo chi cazzo gli pare a lui, ma non il tifoso minchione legibus solutus, il quale al manganello risparmiato eccerto che resiste, alla pioggia battente no, che je se sporca la maglietta nuova.
Le gocce rotonde incessanti rotolando sul selciato riattivano i neuroni cerebrali, per giorni onnubilati dall'ipotensione, risvegliano i sensi intorpiditi, rinvigoriscono voglie sopite riattivando la vena canterina da viaggio, stamattina sotto l'acquazzone arieggiando cotanta melodia: "Ogni giorno di più", dei Gazosa, con financo la voce atteggiata quale novella MORLACCHI Gessica, cui tributiamo grati una strofa:
 
Dimmi come sarà, fammi ancora sognare
Ha molta importanza per me
entra nell'anima, come un raggio di sole
ogni giorno è un fiore di un nuovo coloreee...
 
 
 
scritto da alle ore 09:27 commenta    leggi commenti (5)
28.07.2005
Tutto brillerà di più
 
Se l'informazione massmediologica vi delizia con l'incalzare lieve di venticelli dall'unico tenore di ricordati che devi morire e che bomba o non bomba ci arriveremo a Roma, e non provateci manco a rilassarvi un momento, ma nel contempo, attenzione, spendete spendete spendete che in vacanza non ci va più nessuno, e manco le macchine nuove vi comprate più, e il turismo langue e l'economia pure e in pratica stiamo come a don Falcuccio (per i non-romani "cò una mano davanti e una de dietro") e, insomma, con cotante briose premesse, vi arrovellate sul da farsi, proviamoci a stilare quattro regolette di sopravvivenza sulla vita ai tempi della bomba.
scritto da alle ore 13:29 commenta    leggi commenti (5)
27.07.2005
Così come sei
 
Meno male che stamattina tutta bianca e rosa, appena prima della depressione da scarico phonato di fine luglio antecedente la fine settimana più calda dell'anno, ci si sentiva carucce e pure più magre del solito.
Tanto da rendere ancora più evidente la disarmonia tra il Sole in Bilancia e l'ascendente in Scorpione, ovvero tra l'Io e l'Es, come ricordato dal quattrenne ragazzino che in cortile poco fa, tutto sorridente e gioioso e innocente, mi guarda illuminato e fa alla mamma:
 
"Eccola nonna"!
scritto da alle ore 11:32 commenta    leggi commenti (4)
22.07.2005
The "forgettable" fire
 
Come ogni paranoico ansioso non da pagina estiva di "Grazia", ma degno di questi appellativi nel senso terminologico puro, ho satollato negli anni una autarchica, floridissima paura di schiattare che ha conosciuto fasi alterne, in relazione agli accadimenti più o meno piacevoli della vita.
In particolare, l'iniziale paura da dilettante delle malattie, si è poi trasformata e sedimentata nel terrore da colpo improvviso, declinato nelle sue accezioni più svariate quali aneurisma, ictus, infarto del miocardio, emorragia cerebrale, embolia, un qualsiasi colpo che te pija, con particolare predilezione per una l'evenienza evidentemente più affascinante e inquietante: lo strozzamento da boccone, che, insidiosissimo e fetente, invece di scivolare giù nell'esofago si assesta bello orizzontale nelle vie aeree causando, nell'immaginario paranoide, morte repentina e certa nell'inutilità dei soccorsi e degli altrui cazzotti sulla schiena.
Tralasciamo che un Capodanno di qualche anno fa chi scrive ha rischiato sul serio una assai poco gloriosa dipartita per un boccone gigantesco di cotechino, causante tosse di minuti 10, orbite oculari quasi divelte dallo sforzo, botte e manovre improvvisate dei festeggianti, incubi della strozzata che nei minuti ipossici già paventava i titoli della cronaca del Messaggero "Roma: cotechino killer per trentenne al veglione di Capodanno", quale chiosa indecorosa della propria esistenza...
Non tralasciamo invece di sottolineare che, cò sti chiari di luna, non è umanamente possibile introdurre anche l'elemento bomba sotto il culo a rendere più piacevoli le giornate, e farsi fottere anche gli euri inopinatamente devoluti per un concerto per la paura fottuta neanche di valerli, se poi il tuo vicino invece che il panino con la cicoria dentro allo zaino c'ha il tritolo.
Ma soprattutto, la follia nonostante tutto ancora mediamente lucida da paura di morte improvvisa, non mi ha mai portato a dubitare totalmente della sanità delle mie coronarie, o a disegnare chissà quali anomalie congenite e silenti dell'epiglottide.
Sarebbe come, che so, immaginare che il simpaticone che ti piazza la bomba sotto le mutande lo fermi se gli controlli il pelo del culo o la bava, invece di cominciare anche solo a pensare che forse è meglio che ti levi dal cazzo te e i tuoi eserciti a frotte dai posti che non sono i tuoi.
 
O no?
 
scritto da alle ore 17:13 commenta    leggi commenti (6)
15.07.2005
Intellectual's corner
 
Arrovelliamoci sul seguente quesito di alto tenore, scientifico oserei, sorto dall'impellente esigenza di estraniarsi per un momento dall'interessantissimo verbale di gara che si sta redigendo.
Dunque, se una:
 - si accatta tre prodotti di una famosissima casa cosmetica (di cui non si dice il nome poichè regalati e quindi pare proprio cafone lo sputtanamento);
 - se i tre prodotti in questione sono deputati all'esclusivo fine di lisciare anche i capelli più ribelli, ispidi, indisciplinati, corrosi, secchi ammazzati, squamati peggio di una scopa di saggina lasciata fuori sul balcone della casa al mare;
 - se i tre prodotti constano di uno sciampo lisciante, di una maschera ultra lisciante, di uno ulteriore siero stra-ultralisciante per rifinitura (!) finale;
 - se, infine, i tre guazza-agglomerati vengono adoperati in sequenza rispettando addirittura le modalità d'impiego con certosino accanimento;
si ritiene opportuno interrogarsi:
 
"ma perchè mai stamattina c'ho una capoccia che manco i Jackson Five prima maniera e in ufficio m'hanno chiesto
- ahò ma che te sei fatta la permanente - "?  
scritto da alle ore 10:45 commenta    leggi commenti (18)
27.06.2005
Della comunicazione globale
 
Driiiiiiiin!!!
 
"Si, pronto"?
"Pronto senta volevo sapè se sò usciti i biglietti della lotteria..." 
"Si signora, l'estrazione c'è stata sabato..."
"No, perchè siccome che siamo passati e allora mia figlia ne ha comprati due poi un altro mio marito..."
"Certo signora, dunque per vederli può..."
"E allora mò li ho visti e ho pensato, uuuhhh, hai visto mai, famme telefona' al commune..."
 
(Informazione: fanno quaranta gradi pure all'ombra, la coordinazione motoria è ridotta ai minimi termini in scadenza di effetto Supradin, quella mentale ce la siamo giocata da una settimana buona).
 
"Ha fatto bene signora, le dicevo..."
"No perchè, pensavo, mò me risponderà qualcuno oppure è tardi, che nce se capisce mica niente cò gli orari che fate..."
 
Respirare profondamente col diaframma.
 
"Signora, un momento solo, se vuole le posso dettare i numeri al telefono, ma sono comunque consultabili sul nostro sito internet"
"Eh, grazie, ma io sto a Velletri, come faccio a guardà internet, me li deve dettà".
 
Bene così.
   
scritto da alle ore 17:59 commenta    leggi commenti (4)
27.06.2005
The one horse open sleigh
 
Ahò, fa così caldo che ieri le tracine a Ostia te chiedevano da dentro l'acqua lo status di rifugiate politiche dentro al boiler di casa, e stamattina al tubo infuocato del furgone "Autotrasporti Castel Gandolfo", davanti a me, la particella di carbone tutta ardente attizzata s'è azzeccata alla parete e urlava:
"nme fate uscì che n'ho fatto gnente io"!
 
scritto da alle ore 08:47 commenta    leggi commenti (1)
22.06.2005
E intanto Claudia trema
 
Visto che puntuali come gli esodi e i controesodi si ripropongono gli stagionali esperti nutrizionisti tuttozionisti prodighi di consigli non richiesti ai maturandi;
Considerato che, dato il tenore delle raccomandazioni, gli stessi manifestano le medesime competenze empiriche degli ingegneri che sorvegliano i sigilli di stato, tipo che allo studente stressato dall'ansia e dal caldo è meglio rimpinzarlo come un porcello e toglierli pure la sigaretta che così sì che rende;
si ritiene utile stilare quattro regolette quattro da parte chi nella vita praticamente non ha fatto altro (cioè i libri di testo li usava alla bisogna e non sotto il tavolino nazzicante).
  • NON mangiare come maiali alimenti superproteici quando si avverte come l'impressione che tra l'epiglottide e l'esofago sia impossibile il transito anche solo di un inalato refolo d'aria, che poi se vomitate tutto cò sto caldo la pressione si abbassa e tocca studià di notte con la rinfrescata;
  • NON assumere quantità industriali, alla bisogna neanche le dosi minime, di frutta e verdura e qualsiasi altro componente recante fibra, al fine di ridurre le sedute in bagno dalle 30 giornaliere perlomeno ad un numero composto da una cifra sola;
  • NON sorbire quali succedanei del cibo non ingerito succhi di frutta con l'impressione di innalzare la pressione sanguigna e raggiungere perlomeno le 300 calorie giornaliere, in quanto potenti strumenti di corrosione dello stomaco ed elementi nettamente peggiorativi dell'erosione gastrica. In casi estremi, ricorrere al succo di pera (che è più spugnoso) corretto col latte intero;
  • FUMARE tutte le sigarette che si ritengono utili, possibilmente nei limiti della decenza, a meno che non si preferisca l'ictus prematuro al sostenimento della prova orale; 
  • LIMITARE l'assunzione dell'ansiolitico di mamma o nonna o chi cazzo vi pare (che tanto de 'sti tempi dentro casa ci sta sempre), a 10 gocce la mattina per studiare e 10 la sera per dormire;
  • ADEGUARE, il giorno dell'esame, il proprio abbigliamento attagliandolo non solo alla solennità dellì'evento, ma soprattutto alla meschinità degli esseri che vi dovranno valutare. Per le femmine, in caso ovviamente certo di presenze femminili all'interno della Commissione, evitare qualsivoglia tipo di richiamo alla femminilità, quali abbronzatura (sia pure del balcone tra le 13 e le 14), gonne al di sopra del polpaccio, pantaloni un minimo aderenti, maglie scollate o colorate. La scrivente, il giorno del proprio esame, conscia che le proprie esaminatrici non solo erano femmine, non solo vecchie, ma di una grado di cozzeità assoluto, si presentò in total look blu marine comprendente maglia di tre taglie sopra, gonnellone allla caviglia e ballerine, pallore mortale e capello raccolto, da far esclamare alla solita rassicurante mamma sulla porta di casa l'incoraggiante frase "...me sembri 'na fija de nessuno".

Ah, tocca pure studià. 

scritto da alle ore 17:58 commenta    leggi commenti (10)
15.06.2005
Flessibilità
 
La metà di giugno.
La mattina di ieri, dopo giornate dall'arietta assassina e di aria ciò nonostante condizionata recante all inclusive mal di gola e tracheite, ci si abbiglia stile primavera che ah, quando c'era, la primavera, ovvero in originale e all'uopo cogitato pacchetto maglietta maniche lunghe, jeans e sandaletto aperto col fiore.
A metà mattina, causa improvviso/ido temporale a tocco di grandine fetente ed escursione termica all'ingiù di gradi 15, repentino cambio, in macchina, con scarpe da tennis (provvidenzialmente recluse nella borsa della palestra che non ci vado da un anno, ma lì sta), e il giubbottiello di jeans.
Al ritorno postprandiale a Roma, accoglienza sul raccordo da cielo bianco latte e afa opprimente da ariescursione termica all'insù e umidità al 205%, con conseguente bagno di sudore, calo pressorio e oddio me sento male.
Stamattina, poche nuvolette e aria calda, e mò me ce rifreghi a me, si indossa il pantalone pareo rinfresca coscia con sandalo ultrapiatto tutto aperto stile india accattato a Riccione, magliettina e via.
Arrivo ai Castelli investita dala bora di provincia Roma est, gradi 10 circa, freddo della madonna, gaudio e tripudio dei colleghi ahò ma ndò te credi de sta ar mare?  
 
Meno male che c'ho sempre il borsone della profuga (quello con le rotelle comprato pure nuovo, col giornale, a 4 euri e 50).
 
 
scritto da alle ore 13:11 commenta    leggi commenti (3)
13.06.2005
La speranza nun costa gnente
 
Stamattina pensavo:
  • che dopo il cristallino esempio di civiltà, anche semplice buon senso, dimostrato da quelli che condividono il mio status di cittadina causa valori costituzionali che non conoscono, e connotazioni sociali-folkloriche e di colore che invece, mortacci loro, ce l'hanno in dotazione alla nascita (ooops, all'annusamento tra l'uovo di mamma e girino di papà, scusasse);
  • che dopo le due pappine rimediate dalla squadra più sfigata e ridicola del sistema solare che evidentemente solo a noi deve cacare il cazzo;

me mancava solo l'invasione delle cavallette, e forse pure loro se la sarebbero data per evitare effluvi di sfiga e bile evaporante.

Solo che poi stasera, tornando a casa, con un punto alla fine della strada, questo vento caldo che entrava dalla fiesta, nella sony digitale dentro alla borsa due femmine di dieci giorni in due, la più piccola mia nipote nuova nuova, ho pensato, ma lo sai che c'è...

  

scritto da alle ore 21:30 commenta    leggi commenti (5)
12.06.2005
L'impegno concreto
 
L'anima dei meglio mortacci dei bannerini, dei loghi, dei salva immagine con nome, del modifica la foto, del carica l'immagine, ma vaffanculo e
 
VOTA,
E VOTA SI.
scritto da alle ore 10:49 commenta    leggi commenti (13)
11.06.2005
You can't get what you want
 
Allora, ci stanno certi che siccome il marito le abboffa di corna, poi la figlia cozza non se la accatta nessuno e c'ha la depressione, e poi giocano ai numeri del lotto e non vincono mai la ceppa di un cazzo e stanno sul limitare di casa solo ad aspettare che un sonoro calcio in culo li sbatta fuori a finirla di buttare i soldi nel cesso, poi chiamano a Wanna Marchi e al Mago Do Nascimiento così con un tocco di sale e una fetecchia di corteccia di pino gli risolvono tutte le angustie.
Solo che poi di soldi se ne sucano molti di più che dal tabaccaio o dalla psicologa, e allora attaccano a piange che la gente è cattiva, che lo Stato non li aiuta e che loro se lo ricordano quando poi devono andà a votare la prossima volta, e chiamano ai paladini di tutti i mali e le ingiustizie del mondo, come tali suffragati da anni e anni di studio e applicazione matti e disperatissimi all'esclusivo interesse della giustizia e della Nazione, ovverossia il GabibboStriscia alla notizia.
E allora i paladini di questo cefalo fanno arrestare i cattivi colle telecamere in faccia che così si vede bene quanto sono bastardi e ai bambini gli vengono i vermi e gli incubi di notte, però così è il bbene che vince e il mmale che perde, e poi a questi poveracci di truffati, siccome che hanno perso tutti i soldi di una vita che o ci si assicurava il futuro universitario dei ragazzi o li si dava al Mago, mi pare chiaro, arrivano i prodi veri, i senza macchia e senza paura, quelli che, per intenderci, fanno parte di quelle associazioni che vanno da Maria de Filippi a controllare la regolarità delle sfide degli amici e mandano le fatine coi bidoni sulle spalle a spegnere le sigarette della gente che manco conoscono che fumare fa male.
I bravi del Codacons.
Che nell'impeto solidaristico, ecumenico, salvifico e egualitario che li muove, partoriscono la folgorante pensata della colletta di tutti gli italiani onesti per pagare le spese ai truffati candidi e indifesi che i soldi per pagare all'avvocato non ce li hanno più, e mi pare giusto, ecche diamine.
 
Poi ci stanno pure quelli che siccome ci stanno i cantanti famosi che prima erano negri col naso a patata e i capelli ispidi ispidi a coroncina, e poi sono diventati bianco latte col nasino alla francese, e si rinchiudono nella camere iperbariche e fanno tutti i figli sparsi e si circondano sempre di graziosi candidi pargoletti, offrendo in continuazione illuminanti esempi di specchiata e indubbia sanità mentale, pensano bene di lasciargli il regazzino dodicenne per giorni e giorni al cantante famoso, a dormirci nel lettone, eh, che poi che vuoi che succede, mica gnente, il regazzino si diverte, al massimo poi se ci scappa la pippetta gli si sparano miliardi e miliardi di richieste di risarcimento, al sano di mente, che è un modo come un altro per campare, questo sì legittimato dalla legge e dalle telecamere.
 
E che vvoi fà.
 
Che me porta un cinzanino, per piacere?
      
scritto da alle ore 18:04 commenta    leggi commenti (2)
07.06.2005
Il barbatrucco
 
Il mio gatto Raulino era molto intelligente.
 
Infatti quando era inverno ti si azzeccava addosso sulle cosce coperte dalla lana o dalla flanella perchè così si riscaldava, non appena tu osavi appoggiarti solo un attimo su una qualsiasi seduta di casa.
Poi d'estate non ti cagava più, perlomeno ti dava solo i bacini con la testa, ma schifava palesemente le tue cosce nude, perchè il suo notevole acume felino gli faceva percepire con nitidezza la correlazione tra schifo da pelle accaldata e de evitandum dell'azzeccamento.
Il mio gatto Raulino poi capiva con intuito sorprendente quando non doveva rompere i coglioni. Quando avevo gli esami all'università, e non mi si poteva parlare per circa dieci giorni prima dell'evento, nonostante io palesassi, motivandola, costantemente a familiari e amici la mia temporanea idiosincrasia per le relazioni sociali, la mia mamma, premurosa e sollecita, mi deliziava ogni quarto d'ora con interrogatori del tipo: "ma quando ce l'hai l'esame" - "ma possibile che per quanto studi ancora non ti ricordi niente"? - "ma se ti bocciano quand'è che lo puoi rifare"?. Raulino, no. Lui capiva, probabilmente dal ph venefico che sprigionavo, che era meglio togliersi dalle palle, così non lo vedevo per giorni, fino a quando tornavo col votone, perchè sempre secchia sono stata, e saltava sui muri che era contento.
Il mio gatto Raulino poi riconosceva le pappe buone, quelle la cui composizione è probabilmente studiata dai tossicologi per quanto attirano i palati felini, dalla sagoma sindone-impressa sulle buste del supermercato, e attaccava dei miagopipponi allucinanti fino a che non gliela aprivi, mentre le altre le schifava con aristogattica boria.
 
Adesso, questi e altri episodi mi sono venuti in mente a leggere la solita notizia del delfino intelligente, che pare che solo i delfini, qualsiasi minchiata fanno, sono intelligenti e amici dei bambini.
 
E come al solito, pure se Raulino è diventato un angioletto con i peli a più di tre anni, lo vorrei tanto qui con me.  
scritto da alle ore 13:29 commenta    leggi commenti (6)
31.05.2005
Della coercizione dei coglioni
 
Sul tgcom di oggi in grande risalto questa notiziola secca secca di cronaca, apparentemente innocua.
 
Nella notiziola un medico evidentemente curioso e indubbiamente dedito alla scienza e all'analisi per indole, trotterellando ignaro per un viottolo del padovano, viene all'improvviso folgorato dalla visione, perlomeno pari come illuminazione e impatto visivo alla cattedrale nel deserto, di un ramingo sacchettino di plastica sul ciglio stradale.
 
Il nostro non riesce e resistere alla subitanea curiosità che tale visione suscita improvvisa e irresistibile, e trepidante si china e apre il sacchettino.
 
Dentro, un embrione di due mesi.
 
Nell'articolo:
 - l'embrione di mesi due, che salvo l'opus dei confuti il dato non può essere più grande di una noce, viene appellato MAI con il suo esatto nome scientifico, ma allegramente sia come "feto" che, buttato lì con lievità, come "bambino";
 - si specifica come sia subito partita la caccia alla mamma, operata con solerzia e sprezzo del pericolo da squadre di carabinieri di Padova e provincia (pure i rinforzi...) all'inseguimento di colei che dell'inutile orpello si è "sbarazzata";
 - si sorvola allegramente sulla solo lievemente inquietante e indubitamente certa predisposizione medianica del medico che al sol scorgere una busta sul ciglio stradale non passa oltre, ma si ferma e apre "temendo che all'interno ci sia un bambino".
 
Sono giorni che vorrei scrivere qualcosa sui quattro quesiti referendari, lanciandomi pure in qualche pericolosa dissertazione giuridica sulla portata normativa della legge e della sua abrogazione e sui rapporti tra Stato e Chiesa, tiè, ma poi capita che mi incazzo e mi viene da vomitare.
 
Come in questo caso. 
 
scritto da alle ore 13:16 commenta    leggi commenti (9)
07.05.2005
Primo comandamento
 
 
Che si sappia.
Noi a Roma se la sghiciamo veramente.
Mica come voi altri capitolinoprivi che magari al sabato vi piacesse pure alzarvi tardi, spapparvi al sole sul balcone col libro, il caffè, e la musica che piace a voi, con l'unico pensiero volante di occupazioni da decidersi nell'an, quando e quomodo.
 
Qui si socializza.
Spiace ripetermi: si COENDA*
 
Qui mentre giri per casa ciabattato smutandato con l'occhio abbottato, in discreta armonia con te stesso e il mondo, rischi la piacevole sorpresa della scampanellata improvvida del simpatico ignoto dirimpettaio che la moglie ha fatto la torta di mele.
Qui il municipalismo d'esecuzione, quello vicino alla ggente, lo si applica con inventiva ed entusiasmo.
 
Pure troppo.
 
 
*(se qualcuno poi mi suggerisce come se ne esce da 'sta storia per cui sono due settimane che utilizzo e declino questo minchione di verbo all'infinito e ovviamente anche a proposito di un cazzo, io qui sto).
 
scritto da alle ore 14:03 commenta    leggi commenti (13)
04.05.2005
Buon governo
 
Sala d'attesa del dentista, pomeriggio di estate vera.
Entro tutta scanottata scarmigliata arrossata di sole interrompendo (per il tempo di due buonasera andata e ritorno e di occhiata di benvenuto alla scanottata da risonanza magnetica oculare), due arzille signore dal vivace chiacchiericcio.
Al riprendere del ciangottio, il fare interdetto che mi coglie alle prime battute cede il passo al fare operativo, poichè l'impenetrabilità della conversazione, l'assoluta ignoranza della forma dialettale di cui trattasi, sono di tale purezza da non poter essere lasciato il dialogo a librarsi nell'aere e nulla più.
Di seguito porzione di testo, assolutamente fedele, riportata di fretta sul retro ricevuta di ristorante:
 
"chia merzo chiacchera o' peggie a camonella 'nso verre o parlament parleno 'o schiff guard, a pubblicità pagt canone ch mic t fann sapè ch succed comm Italie mic te dichene tutt' sto palre chelaggent nu lo vere latellevisione no la legge i giornalo ch è nquinat lo fiume edopp loquell'acq annaffigiardine alloco e ìcchiunceno de chell che, (virgola) oè, i pessc i gatt 'nse li manciavano miche che stavene sazie, ecche portava su e nessun i voleva"
 
Unica frase, inspiegabilmente comprensibile, pronunciata in italiano perfetto: "Al nord è freddo".
 
Ora, continuiamo a farci del male, noi zecche incazzose e pessimiste, a malignare che il nuovo ministero della coesione territoriale sia frutto esclusivo di una rispolverata del Cencelli, o della volontà di distogliere il ministro dai ferramenta.
 
De che.
 
Essi COENDANO.
 
E noi ne abbiamo bisogno.
scritto da alle ore 12:38 commenta    leggi commenti (31)
02.05.2005
Al mio stomaco
 
Solo a poterlo fare, io mi rovescio la testa indietro a gastroinserire la mano, ti tiro fuori all'aria estiva improvvisa, ti coccolo e ti riempio di tanti bacini per rassicurarti che va tutto bene, che non ti devi preoccupare, statti tranquillo.
 
Poi ti rimetto al posto tuo, mi mastico e ti invio una poesiola bella tipo "non è il tuo amore che domando", perchè, appunto, ti chiedo solo di venire a patti, con clausole precise, tipo io non ti rovescio più l'africano e ti sollazzo a riso e patate lesse, tu non mi scassi più la minchia coi crampi.
 
Che dici? 
L'alternativa è pettinarti col malox, come Ligabue.
 
Fai tu.
scritto da alle ore 15:20 commenta    leggi commenti (2)
28.04.2005
Ferie 2004
 
Mi sarebbe piaciuto raccontare con piglio sussiegoso very intellectual, commentando i punti salienti e sottolineando le battute, l'intervista del Zorone e mia a Giovanni Floris di qualche giorno fa, ma la vocina chioccia che si ode esplicare le tre domandine in croce della sottoscritta inibisce qualsiasi tentativo di abbozzare una professionalità, peraltro inesistente.
 
Avrei gradito, da femmina quale sono, accennare a un lavaggio di panni sul contorno gossip a corredo dell'incontro, dal commovente senso dell'orientamento di due blogger romani dentro Roma che si perdono a piazzale Clodio, al bandierone della Roma sui muri dell'ufficio di Floris che di cotanta malinconia ha pervaso le nostre anime belle, ma mi richiamano squallide mansioni d'ordine.
 
L'essenziale comunque sta qui
scritto da alle ore 15:36 commenta    leggi commenti (2)
27.04.2005
Delle cose che ho imparato nella fine settimana
 
Di seguito gli insegnamenti del ritorno alla vita sociale, in puro ordine sparso:
  • che è arrivata la primavera ufficialmente col suo allegro corredino di allergia da naso che cola e occhio pallato iniettato di sangue;
  • che l'autonomia della scrivente nei confronti della vita sociale si calcola in un massimo di ore 5, manifestandosi l'avvenuta saturazione nell'interruzione-click di qualsiasi forma di espressione verbale ed eventuale feedback comunicazionale (a domanda non rispondo) e nell'involarsi sulla fascia a far mangiare polvere ai retroseguenti (?);
  • che la capacità relazionale si riacquista solo dopo minime ore 8 di ricarica che devo pensà ai cazzi miei;
  • che mai e poi mai, conseguentemente, devo lasciare a casa la mia macchina, dotata essa sola della fondamentale capacità di riportarmi a casa quando mi pare a me;
  • che a Roma il sabato sera non si trovano i taxi;
  • che a Milano, riferisce la mia nuova amica milanese estetista, va molto di moda farsi cesellare la patatina a forma di cuore (ovviamente tutte a chiedere come se fà);
  • che non è economicamente producente entrare da Feltrinelli che tanto dò solo un'occhiata quando sul conto è rimasto il montepremi sbalorditivo di euri 200, e poi il baratro;
  • che non è umanamente giustificabile che, pur trascorso qualche lustro dall'avvento femmineo per eccellenza, e pur ripresentandosi sempre esso mensilmente con precisione pure cronometrica, esso venga accolto dalla scrivente con il medesimo ingenuo stupore, la consueta totale impreparazione e la conseguente, devastante figura di merda davanti a tutti in mezzo alla strada;
  • che le carte pronosticano amore, amore, amore, e uomo non in divisa;
  • che quando la prossima volta incontro qualcuno un pò coattone che io lo penso che lo è, e glielo faccio pure capire anche quando è simpatico e gentile, ecco, la prossima volta magari la solita principessa del pisello del cazzo io non la faccio, perchè poi quando mi telefonano perchè si è schiantato su un muretto io poi ci penso che bastava un sorriso, niente di più.

Ringrazio la mia professoressa del master Elisabetta Piemontese se da 'sta storia dei punti elenco ormai non se ne esce più.

In ultimo, a grande richiesta, special mention per Simona, Emiliano, l'altro Emiliano, ammio cuggino Fabio, Luca, Claudia, Alberto, Daniele, Marianna, Antonella, Mela, Marco, per il risveglio.  

scritto da alle ore 09:00 commenta    leggi commenti (15)
21.04.2005
Promozione turistica
 
Qualora, incantati dai profumi della primavera romana recati dalle folate di vento gelido persistente nonostante il calendario, vi solletichi il pensiero della gita fuori porta in occasione del prossimo ponte d'aprile, tenete a mente questi brevi regolette nel caso in cui al paninazzo con porchetta preferiate la sana osteria portace n'antro litro dei Castelli Romani.
  1. Operare preventivamente operazione di pulitura e revisione dell'apparato gastrointestinale, considerando canale privilegiato un idrocolon effettuato da mani esperte atto a purificare nel contempo spirito e budella;
  2. Rifornire il portabagagli di scorte formato famiglia di soda caustica o, in alternativa, idraulico liquido per favorire la digestione, comprendendo nella dotazione anche i bambini divezzi e semi divezzi;
  3. Annullare preventivamente qualsiasi occupazione fisica vi possa vedere quali soggetti attivi per un minimo di giorni 7 dall'evento gastronomico, onde evitare coccolone da ipertensione arteriosa o arresto cardiocircolatorio da bole di colesterolo depositatesi graziosamente nelle arterie; le bole, per inciso, sono elementi caratteristici della cucina della provincia romana, direttamente conseguenti all'uso, come condimento, dell'olio extra vergine motore di corriera Cotral;
  4. Evitare accuratamente ogni possibile relazione interpersonale con l'altro sesso (lo stesso no, zozzoni, che ci sta il papa nuovo) per la durata precauzionale di giorni 10. Solitamente, infatti, il primo rutto di aglio sblocca-esofago, si verifica dopo circa otto ore dalla pappatoria, per poi perdurare ritmicamente e accompagnarsi con effluvi agliati micidiali di derivazione non solo fiatesca, ma sprigionantesi da ogni singolo poro dell'epidermide, che in confronto gli extracomunitari asiatici sulla metro di prima mattina a voi vi fanno una ricca sega.
  5. Accogliere con mistica accettazione la trasformazione somatica e ideologica nel Sai Baba de noantri, che vi coglierà come chiamata divina quale designato di diffondere all'umanità il seguente verbo:

"ma chi cazzo l'ha detto che al paese si mangia bene, eh"?    

 

(si perdoni lo sfogo a chi sta tentando ancora adesso di digerire una coscia di pollo incautamente fagocitata ieri. A pranzo)

 

scritto da alle ore 08:18 commenta    leggi commenti (6)
19.04.2005
Sineddoche
 
Se per il tgcom quando si fermano gli aerei è perchè "scioperano le hostess" significa che i maschi non scioperano.
Oppure che al tgcom sono molto dotti.
O ancora, che le femmine sono zoccole.
scritto da alle ore 11:44 commenta    leggi commenti (8)
15.04.2005
Esercitazione

Strafica post

Lui sta arrivando.

L'eccitazione dell'attesa mi imbriglia l'anima, che neanche la sento più, l'anima mia, fusa nel mio corpo che langue, nei miei peli che si rizzano, nel respiro che si affanna, nei capelli che accarezzano la schiena, e la schiena a lucidare i capelli, nei seni che sospirano, svettando fieri, l'annuncio dell'avvento.

Questa sono io, femmina nel corpo, maschio nel film dell'amore, dicotomica e unica, semplice e folle.

Lui arriva.

Non ha parole, ammutolisce catatonico quando i suoi occhi avidi incontrano i miei occhi lucidati dal desiderio del mio uomo, il mio corpo turgido, le mie membra dilaniate dall'attesa.

E' per me, è il mio regalo, la mia ricompensa, io mi distendo, non ho più forze, e sono fortissima, non ho più sogni, e sono romantica, non ho più desideri, e lo desidero come l'aria chi sta annegando, l'acqua chi è assetato, la rete chi precipita, l'Aulin chi c'ha l'ascesso al sesto molare di sotto (che so i peggio quelli di sotto, si sa, perché te pigliano pure l'orecchio, le ghiandole del collo, insomma, so' cazzi).

Lui si distende voglioso, il suo odore, come l'aria a inebriarmi, il suo sudore, come acqua a lavarmi le ferite, mi vuole, lo sento, mi annusa, lo annuso, si muove, mi inarco, come un puledro da domare, che si ribella nell'impeto adolescenziale puledrico per abbandonarsi domo alle gioie della vita, come me, che cedo finalmente alla mia pienezza di femmina.

La sua lama, di tolediana memoria, e "spingila più giù perchè possa sentirla di più",  esige i miei meandri, scruta le mie debolezze, anela le mie oscurità bramosa come un cucciolo affamato della mia ventresca.

Mi arrendo, sono sua.

E l'assoluto mi sommerge.

La Cici post

Stavo a pensà, stasera, se è meglio tirà fuori il pollo dal congelatore o lo sformato di patate. O la pizza.

scritto da alle ore 08:20 commenta    leggi commenti (20)
12.04.2005
Nun me romp er cà
 
 
Al fine di evitare viaggi della speranza di massa all inclusive quarto di vino primo secondo patate al forno e frutta, e scassata di minchia di batteria di pentole tutto a 9.99 euri, che poi se si parte tutte insieme c'è traffico, attrezziamo prima la solita bilancina costi benefici.
 
Che, insomma, pure l'idea che per qualche minuto di furore poi ti ritrovi 'sta poltiglietta in mezzo alle cosce che ti tocca pure recarla al Pronto Soccorso, con la matita a fare da asta rigida, senza neanche la solita possibilità di rianimazione autarchica, non è un bel pensare, ecco.
 
Di sicuro, ignoranti noi a conoscere solo il radicchio.  
scritto da alle ore 08:39 commenta    leggi commenti (3)
10.04.2005
Grazie
 
.
scritto da alle ore 10:01 commenta    leggi commenti (1)
08.04.2005
Generazioni
 

A casa della mia mamma e del mio papà ci sta un computer, che quando io ci sto qui lo uso io pure.

Il mio papà, del computer, non ci capisce una ceppa, però a me mi sa che lui fa parte di quelle persone che invece si pensano che sanno fare tutto e che non esistono le competenze e che studiare non serve a un cazzo.

Infatti il mio papà pure se fuma quasi tre pacchetti di sigarette al giorno, si prende tante belle pasticchette di vitamina C, perché pure se lui la medicina non lha studiata, è convinto che la vitamina gli combatte i radicali liberi e così a lui il tumore non gli viene.

E allora siccome che la vitamina C se la prendi tanta brucia lo stomaco, lui si prende la ranitidina che così lo stomaco non gli ci fa male più, ma non si fa fare la ricetta dal dottore che pare che il dottore gli ha detto che ha rotto le palle e che non può fare come gli pare, sennò dal dottore lui che ci va a fare, allora lui la compra senza ricetta tutte le settimane e spende un sacco di soldi.

E siccome che la ranitidina se ne prendi tanta ti fa male al fegato, lui adesso mangia il pesce e tanto tanto olio extra vergine di oliva che ci stanno gli acidi grassi quelli buoni così a lui le vene non gli si otturano e i trigliceridi gli si abbassano e linfarto non gli viene.

 

Al computer del mio papà laltro giorno si è rotto il mouse, per la terza volta in un mese; lui, il mio papà, compra solo i mouse quelli senza il filo, perché costano di più e il mio papà è convinto che tutte le cose, se costano di più, sono molto meglio perché sono più buone.

Infatti se il mio papà entra in un negozio per più di due volte poi il signor negoziante è contento quando lo rivede al mio papà.

Quando si rompono le cose sul computer il mio papà si mette a cliccare tutto, compresi i quadratini con le signorine che si muovono dentro ai quadratini; io al mio papà glielho detto tante volte di non andarci su quei quadratini, perché poi il computer appena lo accendi si riempie di tutti sederi e sise e certe volte pure dei piselli dei maschi, ma lui dice che la colpa è mia che mi mandano i messaggi di posta elettronica e che lì dentro ci stanno i virus, e che quindi per colpa dei virus si vedono tutte le signorine con le mutande dentro alle chiappe, (quando va bene).

Quando poi le cose non si aggiustano, cioè sempre, il mio papà fa sempre partire lo scandisk e apre il pannello di controllo, perché dice che lì si risolve tutto, e poi comincia a cliccare.

Poi dopo un po si arrabbia e dice certe cose che non si dovrebbero dire, e le ha dette pure oggi che cera il funerale del Papa (che mi pare, ma non sono sicura che oggi cera), e allora mi chiama a me, che non sono pure io tanto capace che però lo dico che non sono buona; allora io mi siedo e lui mi si mette dietro e mi dice tutto quello che devo fare e nel frattempo mi butta tutto il fumo di sigaretta in faccia.

 

Però, per fortuna, dopo che ha mangiato il mio papà si mette a guardare la televisione e lascia stare il computer; però oggi pure la televisione grande si è rotta, che mi sa che questi giorni a casa di mamma e papà ci abbiamo le mani fucilate, e allora il mio papà ha detto che oggi compra la televisione col plasma e lo schermo piatto, che la televisione normale non la vendono neanche più e poi costa troppo poco.

 

Epperò sta vedendo la televisione piccola, così almeno io gli ho potuto scrivere questa dedica al mio papà, che speriamo che non la legge mai che sennò sai come si incazza.

scritto da alle ore 14:23 commenta    leggi commenti (5)
04.04.2005
Lunedì 4 aprile
 
Allora, mi sbrigo che devo lavorare, solo una avvertenza spot.
Dunque, benchè si sia entrati ufficialmente a far parte della nuova Repubblica Oltranzista Confessionale Italiana che l'Iran a Noi Ci fa una Sega (per cui da giorni e giorni qualsivolgia tipo di comunicazione e svago di massa e di singoli è assolutamente devastato dall'unica notizia comunicata e comunicabile, cioè che il Papa è morto, ricordiamolo che non si sa mai)
ebbene, nonostante ciò, in Italia pare che si stia pure votando, e oggi pure si vota fino alle tre.
 
Raffrontando per un momento i due eventi, in maniera assolutamente spregiudicata e sperequata, mi rendo conto, poichè esercitare il diritto sovrano di voto è certamente cosa meschina e misera di fronte all'epopea dell'evento, mi permetto di suggerire due comportamenti che alla situazione si attagliano, in due accezioni distinte.
 
Caso A - Elettore di destra -
Beh, con cotanta indole misericordiosa e rispettosa di Dio e degli uomini di cui siete pervasi, come si può solo pensare di recarsi alle urne e prosaicamente indicare la propria preferenza per uno sporco candidato terreno, in questo momento? Come si può solo ipotizzare di confondere il proprio dolore, la propria commozione, il proprio devastante senso di perdita con una crocetta su un foglio di carta atta a indicare la propensione per uno squallido colore politico?
 
Caso B - Elettore di centro sinistra, sinistra centro, moderato anti-berlusconiano, anti-comunista montanelliano, anche solo lievemente dubbioso, non se butta niente -
Porca puttana ancora state lì? C'è tempo fino alle tre, se vi siete persi la cazzo di tessera andate al comune che vi fanno il duplicato.
Di corsa.
 
scritto da alle ore 08:54 commenta    leggi commenti (4)
01.04.2005
L'astuccio
 
Era una giornata carica di sole con l'odore di sole misto a smog di Roma centro, e di pane nella panetteria dietro casa con mamma, quando sentimmo la notizia che avevano sparato al Papa, anzi no, che l'avevano proprio ammazzato, il Papa.
Con mamma avevamo appena comprato il regalo di compleanno per la mia amichetta del cuore, che il giorno dopo a scuola glielo portavo; era un astuccio, verde, di quelli che si aprivano a comparti due o tre volte.
E dentro c'erano i colori, no i pastelli, nè i pennarelli Carioca, ma i colori veri, tanti, a matita di legno, e io mentre tutti s'ammucchiavano intorno alle radioline, mi rigiravo con le dita le matite colorate, e con la fissa degli odori già di allora annusavo l'odore del legno e del colore che non mi andava di sentire le notizie di morte, che non avevo spazio.
 
Mi sa che la mia estraneità con la Chiesa non c'entra, ma è tutto il giorno che lo risento, quell'odore.
 
Stasera ci piazzo sopra l'odore di savana che rimane dopo il ristorante africano, e passa. 
 
scritto da alle ore 20:00 commenta    leggi commenti (4)
29.03.2005
Sexual healing
 
Confutare le proprie certezze è un potentissimo percorso di crescita, lo so.
Accolgo con entusiasmo intellettuale quindi la scoperta, pochi minuti orsono, che la palma del più potente anticoncezionale del mondo non spetta più ai gambaletti, cioè ai fantastici simil-calzettoni in nylon con cui le femmine per comodità strizzano effetto salume il sotto-ginocchio per simulare la velatura della calza sulla caviglia e tenere