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La notte è tenera. E giovane
La notte scorsa la pargola, per la forse seconda volta della sua esistenza, dormiva la notte, dopo tre notti di rave party non autorizzato.
Sempre all'erta, il destino beffardo immantinente faceva schioppare due centraline dell'ACEA, tipo alle tre di notte.
Il boato ha ovviamente suscitato il coccolone della scrivente, che ha immediatamente trasformato in ansie galoppanti micidiali il fragore effettivamente imponente nel cuore della notte, seguito poi da luce saltata, strade al buio con voci senza volto dalle finestre, fari di gazzelle della polizia alla ricerca non si sa de che.
Nel contempo, il panico palesava nelle tenebre eventi apocalittici quali invasioni terroristiche di integralisti dalla lontana Kabul come dalla vicina Città del Vaticano, in un quartiere un tempo rosso.
Niente, era l'ACEA.
E colei che, fino a ieri, e probabilmente da oggi di nuovo, chi può dirlo, veniva svegliata da uno schiarir di gola o uno svolazzar di zanzara, placidamente, in quel bordello, dormiva.
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scritto da alle ore 20:56
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Doowrehs, Italia
Una simpatica abitudine, cui si assiste durante delle pappatorie a corredo dell'istituto sovrano del matrimonio (minacciato da orde di zozzoni froci zoccolone e senza dio eccetera eccetera), sta negli ultimi tempi appassionando i nubendi di casa nostra.
Gli sposi, in quanto tali dal cuore buono, dall'animo e dal liquido seminale necessariamente fecondo, mossi dall'impeto solidaristico che solo il sacro vincolo può loro donare, spesso usano donare agli invitati a panza piena, come bomboniera, un bigliettino, in luogo del coccio simil Capodimonte o del cigno incastonato nella sveglia acciaio inox. Sullo stesso, l'attestazione della consegna di una cifra (indeterminata nell'ammontare) non già a qualche effimero magazzino di liste-nozze, ma ad associazioni di volontariato della cui missione ti educono anche, con fare ieratico, affinchè, ai primi gorgogli intestinali da digestione della magnata, tu ti senta compreso nel tuo ruolo di benefattore del bambino negro che si muore di fame.
Il messaggio sotteso al momento di riflessione sta nel fatto che i soldi destinati al pensierino per te se li è fottuti la beneficenza, quelli devoluti invece in colletta ai regali di nozze stanno incastonati direttamente nell'LG da 10.000 euro sul quale i piccioncini santi, al ritorno, vi frantumeranno gli zebedei col filmino del viaggio di nozze.
E vabbè.
Il nostro presidente del Consiglio dice che i soldi del tesoretto (non mi è mai, a memoria personale, stato più sul cazzo un termine di questo), dicevamo, non possono essere destinati agli statali perchè prima ci sono altre priorità, come le pensioni basse o gli aiuti alle famiglie.
Non ho mai ben compreso come i soldi destinati all'aumento, concordato ormai da decenni, degli stipendi da fame di un usciere comunale, mettiamo, non siano destinati in realtà alle famiglie, bensì alla benza degli yacht a Porto Cervo, evidentemente.
Tralasciando tuttavia queste polemiche obiezioni, verrebbe da pensare che la moda di fare i francescani coi soldi degli altri e gli sciampagnoni coi propri sia caratteristica dei tempi moderni.
p.s. Il titolo, non me dite niente, è un piccolo colpo di genio.
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scritto da alle ore 21:06
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E il naufragar m'è dolce in questa merda
Rientro dal lavoro post maternità in luogo nuovo-amministrazione nuova- lavoro nuovo, causa trasferimento: 2 maggio.
Giorni di anticamera nel corridoio, luci al neon e panca di legno (in mezzo a correnti d'aria micidiali dai misteriosi poteri di trasformazione, per cui quando fuori fa 25 la filatura che t'arriva tra gola e reni segna -5): giorni 5.
Spazio intercorrente tra il patimento della corrente suddetta e conseguente infiammazione feroce delle prime vie aeree: giorni 2.
Giorni di rianticamera nel seconda sede, segreteria di direzione (peraltro in piena smobilitazione da trasferimento di sede dopo millenni...), in attesa di definizione di sede, lavoro, mansioni, responsabilità, personale, mazzi e controcazzi: giorni altri 5.
Durata dello stato catatonico alla vista della terza sede, probabile definitiva almeno per ora, causa mostruosa bruttezza della stessa: minuti 15.
Numero di amministrazioni pubbliche e società private ospitate dall'abominevole fabbricato sopra detto, elencate in una legenda all'ingresso delle dimensioni della facciata del Pirellone: 38 (leggasi TREN-TOT-TO).
Numero di ascensori, dislocati nei circa 43 gironi ove si inanellano festosi i corridoi del piano terra: mi pare 5 (per cui si rende necessaria apposita legenda per farti capire 'ndo cazzo devi andare, e sub legende dal tenore elementar-perentorio quali "QUI NO MULTE-MULTE ASC. B", dovute alla presenza ingombrante nell'edificio dell'Uffico Contravvenzioni che purga tutta Roma).
Altezza delle celle destinate a stanze d'ufficio contenute nel palazzone: non lo so, ma coi tacchi al soffitto ci arrivo sicuro.
Grado totale di bruttezza della nuova sede: n.c.
Anticamere tra corridoio-stanza d'appoggio-selciato dell'arida via antistante la sede n. 3: n.c.
Livello di depressione raggiunto alla terza settimana di rientro al lavoro: n.c.
Orario di risveglio della pargola la scorsa notte: ore 2.30.
Oggi, la sub-apicale scrivente, che pure avrebbe avuto molto da disquisire in forma narrativa e moltissimo da analizzare con spietata, amarissima lucidità, ha preferito sorvolare, come al solito quando non gliela fa per incazzatura e tristezza.
E, per la prima volta dopo anni di onorata carriera, ha intenzionalmente acquistato, e aperto sulla scrivania (di un altro), il giornale.
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scritto da alle ore 21:16
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Le mille lire al mese
Il silenzio è dovuto all'ineluttabile, traumatico rientro al lavoro, che è stato accompagnato da una serie di dure esperienze quali l'angoscia da rientro, più lo shock dopo mesi e mesi di astinenza, più la botta da trasferimento e contestuale approccio con gente nuova-ambiente nuovo-lavoro nuovo che non è che tutti stanno a braccia aperte a aspettà a te, più più il senso di colpa da creatura abbandonata nel senso che a lei manca la mamma, a me l'aria con gli occhioni blu.
Manco a dirlo, la scrivente, assai lontana dal simil-rampantismo del tempo che fu e pericolosamente vicina a Nostra Signora delle Bocce, la notte continua a dormire tre ore quando dice culo, sul lavoro ancora non c'ha la scrivania e figuriamoci il computer (e quando lo scrocca ad altri quelli riservano alla password per l'accesso ad internet lo stesso atteggiamento omertoso che nei confronti delle proprie vergogne), di conseguenza non è che nell'esiguo tempo libero si adoperi in cazzeggio come un tempo.
Si cercherà di fare del proprio meglio.
Comunque oggi, in un cartello nel cesso dell'istutuzione dove lavoro, all'interno di un poderoso palazzo in faccia ai Fori, recavasi il pressante invito ai viandanti a non lasciare le sgommate di merda sulla tazza che è robba da incivili; il tutto in burocratese spinto, idioma per il quale le sgommate, ho scoperto, vengono definite, senza ironia alcuna, "murales".
E vabbè.
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scritto da alle ore 21:01
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A lavorare, andate a lavorare, a lavorare...
Il post del primo maggio è dedicato, oltre che al fricchettone che si inguacchia in mezzo alla fanga del concertone (che piove), alla trasmissione che ho beccato or ora e che si intitola
"I SENTIERI DELLA MEMORIA CIBICA".
Ove qualcuno pensasse che sia riferito ad altro, c'è la vecchia che incarca nella scocca di un poraccio di coniglio una sbobba di verdure varie e pane raffermo.
Trend negativo era meglio.
Molto meglio.
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scritto da alle ore 15:34
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"Fai attenzione che la vita un temporale, e prenderlo in culo un lampo"!
A/R, andata e ritorno.
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